Milano, 7 luglio 2026 – Competitività, valori e sicurezza. Sono queste le tre priorità con cui l’Irlanda ha intenzione di guidare il Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre del 2026, secondo quanto illustrato dal Taoiseach (il premier irlandese) Micheál Martin presentando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo il programma della nuova presidenza irlandese. Un programma che lega il rilancio economico alla tenuta democratica dell’Unione, alla sicurezza energetica e militare e alla capacità di Bruxelles di esercitare un ruolo più incisivo sul piano internazionale.
“Dobbiamo essere economicamente competitivi per sostenere il modo di vivere europeo”, ha affermato Martin. “Senza un’economia forte non avremo sicurezza. E senza difendere i nostri valori non avremo un’Unione nella quale i nostri cittadini possano prosperare e che possiamo essere orgogliosi di chiamare casa”, ha dichiarato.
Puntare sulla competitività
Il capo del governo di Dublino ha indicato la competitività come primo asse del semestre irlandese, richiamando le conclusioni dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta. “Tutte le analisi mostrano che l’Europa rischia di restare indietro se non agiamo ora”, ha avvertito, sottolineando come la questione riguardi non soltanto la crescita ma anche la sostenibilità del modello sociale europeo.
“Se siamo competitivi, possiamo avere la prosperità necessaria per proteggere le persone vulnerabili nella nostra società”, ha spiegato Martin. “Possiamo garantire una solida rete di protezione sociale, abitazioni dignitose, posti di lavoro significativi e produttivi, istruzione per i nostri figli e competenze per i lavoratori”. La competitività, secondo il premier irlandese, è inoltre la condizione per finanziare “gli investimenti necessari a mantenere le nostre popolazioni al sicuro in un mondo sempre più pericoloso”.
Dublino intende quindi puntare sul completamento del mercato unico, sulla riduzione delle barriere interne e sul sostegno alle imprese europee. “Il mercato unico è il fondamento stesso dell’economia e della prosperità dell’Europa”, ha dichiarato Martin. “La presidenza irlandese lavorerà per eliminare ulteriormente gli ostacoli, affrontare oneri regolatori non necessari e rafforzare il commercio nel mercato interno”.
L’obiettivo è anzitutto facilitare la crescita transfrontaliera delle imprese, anche attraverso il dossier “EU Inc.”. “Renderemo più facile per le aziende avviarsi e crescere senza ostacoli nell’intera Unione”, ha promesso il Taoiseach. Martin ha poi invocato un’accelerazione sull’Unione del risparmio e degli investimenti, dove a suo giudizio l’Europa procede troppo lentamente. “È tempo di compiere un passo deciso in avanti”, ha affermato. “I progressi sono stati troppo lenti”.
Sulla stessa linea il commissario europeo al Commercio e alle relazioni interistituzionali, Maroš Šefčovič, che nel suo intervento in plenaria ha accolto favorevolmente un programma “molto in linea con l’agenda della Commissione”. Per il commissario, competitività, valori e sicurezza sono elementi “strettamente interconnessi e reciprocamente rafforzanti”, mentre l’Unione deve intervenire con urgenza per migliorare produttività e capacità competitiva.
Šefčovič ha ricordato che Bruxelles punta a completare il mercato unico entro la fine del 2027, ma ha avvertito che “dobbiamo muoverci più velocemente”. Nel semestre irlandese, secondo il commissario, sarà necessario far avanzare le nuove iniziative della Commissione, a partire dal Public Procurement Act e dal Circular Economy Act, e chiudere i dossier già aperti sull’Unione del risparmio e degli investimenti, sull’Industrial Accelerator Act e sul regolamento “EU Inc.”.
Il commissario ha richiamato inoltre il capitolo della semplificazione normativa, chiedendo ai co-legislatori di accelerare sui quattro omnibus ancora aperti – digitale, ambiente, automotive e alimentazione e mangimi – e sui successivi interventi previsti in materia di energia, fiscalità e diritti dei cittadini.
Affrontare le sfide del commercio internazionale
Un altro capitolo centrale della presidenza di turno irlandese sarà il commercio. Il premier irlandese ha descritto il quadro internazionale come particolarmente difficile. “Le sfide che il commercio internazionale affronta oggi sono formidabili e forse maggiori che in qualsiasi momento dell’ultimo mezzo secolo”, ha affermato. “Questo richiede che siamo più determinati e più capaci di adattarci che mai”.
L’Irlanda intende promuovere una politica commerciale più ambiziosa, cercando di consolidare i rapporti con partner considerati affidabili. Martin ha indicato l’obiettivo di “costruire una relazione commerciale e di investimento tra Ue e Stati Uniti che porti benefici a entrambe le parti”, ma anche di rafforzare il partenariato con il Regno Unito.
“Lavoreremo per una partnership stretta e costruttiva con il Regno Unito, un alleato e amico fidato con una forte voce sulla scena internazionale”, ha detto. Dublino vuole inoltre diversificare i mercati e intensificare i rapporti con India, Australia, Malesia, Filippine, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti.
Šefčovič ha confermato che la Commissione conta sulla presidenza irlandese per far avanzare sia l’attuazione dell’agenda commerciale e di investimento UE-Stati Uniti sia i negoziati con Malaysia, Filippine, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti. Il commissario ha inoltre chiesto al Consiglio di approvare la firma degli accordi con India e Indonesia e al Parlamento europeo di procedere “rapidamente” con il proprio consenso, così da permetterne l’entrata in vigore e rendere disponibili al più presto i benefici economici delle intese.
Il nodo sicurezza energetica
Nel discorso, Martin ha collegato la competitività anche alla sicurezza energetica che in Europa continua ad essere un tema critico dall’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. “I prezzi elevati dell’energia e la volatilità globale sono avvertiti dalle famiglie e dalle imprese in ogni parte dell’Unione”, ha osservato. Per questo, la presidenza punterà al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti e alla costruzione di sistemi energetici “sostenibili, accessibili e sicuri”.
“Lavoreremo in modo costruttivo con il Parlamento per concludere il pacchetto europeo sulle reti”, ha detto il Taoiseach, riferendosi al dossier sulle infrastrutture energetiche. Sul fronte digitale, Dublino intende promuovere una discussione sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “Dobbiamo avere un modello fondato sui valori europei”, ha affermato Martin, annunciando che l’Irlanda organizzerà un vertice internazionale sull’IA con governi e stakeholder globali.
Anche per Šefčovič il costo dell’energia è un elemento decisivo per la competitività europea. “I cittadini europei e le imprese europee si aspettano un’azione”, ha sostenuto il commissario UE, indicando la necessità di mantenere il ritmo dei negoziati per arrivare a un accordo politico sul pacchetto europeo sulle reti.
Il commissario ha inoltre annunciato che la Commissione presenterà la prossima settimana un nuovo pacchetto energia, comprendente una proposta sugli oneri di rete, un piano per l’elettrificazione, la revisione del sistema di scambio di quote di emissioni (Emissions Trading System, ETS) e una proposta sui benchmark.
La difesa dei valori europei e l’allargamento
Il secondo importante asse dell’agenda irlandese è la difesa dei valori dell’Unione, dentro e fuori i confini europei. “I nostri valori condivisi, stabiliti nei Trattati e fondati sulla Carta delle Nazioni Unite e sulla Dichiarazione universale dei diritti umani, sono il fondamento della nostra Unione”, ha dichiarato Martin. “Dobbiamo difenderli e affermarli, sia all’interno dell’Europa sia nel mondo”.
Da parte sua, il commissario UE Šefčovič ha condiviso l’impostazione, osservando che i valori restano “la pietra angolare del progetto europeo”. Nel corso dei prossimi sei mesi, ha spiegato, le istituzioni saranno chiamate a lavorare sullo Scudo europeo per la democrazia, sulla difesa dello Stato di diritto e sui diritti dei cittadini, compresa la protezione online e in particolare quella dei minori.
Un tema prioritario strettamente legato ai valori europeo è quello dell’allargamento che ha ricevuto un nuovo slancio e che potrebbe vedere nel 2028 l’ingresso del Montenegro e di altri Paesi dei Balcani come l’Albania. L’UE ha inoltre avviato il percorso anche per Ucraina e Moldova entrato nel vivo a giugno 2026 con l’apertura ufficiale dei primi capitoli negoziali.
“L’allargamento è un vantaggio per tutti”, ha affermato il capo del governo di Dublino. “Porta più europei sotto il nostro ombrello di prosperità e sicurezza e ci rende più forti e più ricchi grazie al contributo e all’energia dei nuovi membri”.
Nel corso del semestre, l’Irlanda punta a “completare i negoziati di adesione con il Montenegro”, a ottenere “progressi sostanziali e storici” per Moldova e Ucraina e a far avanzare i Paesi dei Balcani occidentali in funzione della loro preparazione. “Faremo avanzare i Paesi dei Balcani occidentali fin dove saranno pronti ad arrivare, in linea con il nostro approccio equilibrato e basato sul merito”, ha precisato Martin.
Il commissario ha richiamato l’esperienza dell’allargamento del 2004, quando la Slovacchia entrò nell’Unione insieme ad altri nove Paesi e l’Irlanda deteneva la presidenza del Consiglio.
Su questo punto, il commissario UE Šefčovič ha sottolineato che conterà “sull’esperienza, la competenza e il know-how” della presidenza irlandese per far avanzare i negoziati con gli attuali Paesi candidati.
L’impegno diplomatico in Medio Oriente
Nel suo discorso, il premier irlandese ha dato ampio risalto al tema del Medio Oriente, confermando l’intenzione irlandese di promuovere “un impegno diplomatico attivo” a sostegno della pace e della sicurezza nella regione, ribadendo il sostegno europeo alla soluzione dei due Stati.
“La situazione umanitaria a Gaza resta drammatica. La situazione in Cisgiordania sta peggiorando. Il comportamento del governo Netanyahu è sempre più estremo”, ha affermato il Taoiseach. “Non esistono valori democratici o umanitari sufficientemente flessibili da giustificare la portata della morte, della distruzione e dello sfollamento che abbiamo visto”.
Martin ha quindi criticato apertamente la risposta europea. “È motivo di profonda e giustificata tristezza e rabbia per molti che l’Europa non abbia fatto abbastanza per esercitare pressione su Israele alla luce delle sue azioni gravissime”, ha detto. “Comprendo pienamente che questo sia un tema difficile per molti Paesi e che metta alla prova rapporti e politiche di lunga data. Ma semplicemente dobbiamo fare di più”.
Parlando a nome della Commissione UE, Šefčovič ha fatto riferimento al contributo che la presidenza irlandese potrà offrire agli sforzi europei sulla scena globale, compreso il lavoro per contribuire a una pace “giusta e duratura” in Medio Oriente. Il commissario non ha tuttavia ripreso i toni più critici usati dal Taoiseach nei confronti del governo israeliano, lasciando emergere una differenza di accento tra il messaggio politico irlandese e la formulazione più istituzionale dell’esecutivo europeo.
Lavorare per nuove misure contro Mosca
Sul fronte ucraino, la presidenza irlandese conferma il sostegno a Kyiv e intende lavorare per nuove misure contro Mosca. “Continueremo a offrire un sostegno incrollabile all’Ucraina, il cui popolo ha mostrato coraggio e determinazione nella difesa del proprio Paese”, ha affermato Martin. “Meritano una pace giusta e duratura”.
Secondo il Taoiseach, il sostegno politico, finanziario, militare e umanitario all’Ucraina deve essere accompagnato da una maggiore pressione sulla Russia. “Lavoreremo per concordare sanzioni più rigide e più forti”, ha dichiarato. “L’Europa deve inoltre investire in tutte le dimensioni della propria sicurezza e sviluppare rapidamente le proprie capacità di difesa”.
Commentando le parole di Martin, Šefčovič ha definito il sostegno a Kyiv “un investimento nella nostra stessa sicurezza” e ha chiesto di mantenerlo “su tutti i fronti: militare, economico e politico”. Il commissario ha inoltre accolto con favore il lavoro della presidenza sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, auspicando un’intesa entro la settimana successiva, e ha indicato tra i dossier da far avanzare industria della difesa, mobilità militare e droni.
Dublino intende portare avanti il lavoro sulla nuova Strategia europea per la sicurezza e rafforzare la resilienza dell’Unione contro minacce ibride, cyberattacchi e rischi alla sicurezza marittima. “Non saremo al sicuro se non affronteremo le lacune critiche nelle capacità”, ha avvertito Martin.
Sul fronte migratorio, Šefčovič ha richiamato la necessità di una risposta comune. “La migrazione è una sfida europea che deve essere affrontata con una risposta europea”, ha affermato, indicando come priorità l’attuazione rapida del Patto su migrazione e asilo.
Il QFP vero spauracchio della presidenza irlandese
Il Taoiseach ha infine indicato il prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) come una delle principali partite politiche del semestre.
L’Irlanda eredita un negoziato già segnato dalla distanza tra chi vuole contenere la spesa e chi chiede maggiori fondi per difesa, innovazione, clima, sicurezza economica e sostegno all’Ucraina. La precedente presidenza aveva fatto una proposta di “negotiating box” lo scorso 11 giugno, fornendo ai Paesi UE alcune cifre di massima, riguardanti la ripartizione di un piano di bilancio che nelle intenzioni della Commissione si aggira intorno a 2.000 miliardi di euro e che prevede una drastica riformulazione dei capitoli di spesa tradizionali.
Cipro aveva proposto un taglio moderato del 2% alla proposta della Commissione, attirandosi le critiche sia dei Paesi frugali, con in testa Paesi bassi e Svezia, per i tagli troppo limitati ribadendo le nuove priorità di spesa (difesa, energia e digitale), sia del Parlamento UE e dei Paesi del cosiddetto gruppo degli “Amici della Coesione”, che richiedono invece un bilancio più espansivo e di non alterare i fondi di coesione e la Politica agricola comune.
La presidenza irlandese avrà quindi il compito di rielaborare le cifre per le varie voci del bilancio, nel tentativo di trovare un punto di incontro tra i due blocchi.
“Una delle maggiori debolezze della nostra Unione è che le chiediamo molto, ma non siamo disposti a finanziarla in modo adeguato”, ha dichiarato Martin. “Troppo spesso abbiamo adottato un approccio a somma zero, togliendo fondi a programmi efficaci per finanziare quelli urgenti”, ha sottolineato.
L’Irlanda punta a favorire un’intesa in Consiglio sul bilancio post-2028 entro la fine del 2026. “Crediamo che un accordo in Consiglio possa essere raggiunto entro la fine dell’anno”, ha detto Martin, pur riconoscendo che “non sarà facile” per le profonde divergenze tra gli Stati membri sul modo in cui raccogliere e spendere le risorse europee.
“Lavoreremo come mediatori onesti per ridurre le distanze e avvicinare le posizioni”, ha aggiunto, annunciando che la presidenza irlandese presenterà in autunno una nuova negotiating box, sulla base del lavoro svolto dalla precedente presidenza cipriota.
Anche Šefčovič ha confermato che l’obiettivo della Commissione resta un accordo entro la fine dell’anno. Pur riconoscendo che il negoziato sarà “complesso e impegnativo”, ha rilevato che la presidenza irlandese dispone di “un mandato forte” del Consiglio europeo per proseguire il lavoro.
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