Gianluca Vialli: il racconto di chi gli è stato accanto


Chi non ha mai sognato, almeno una volta, di essere Gianluca Vialli? Di segnare quei gol. Di alzare quelle coppe. Di vivere quelle notti che hanno fatto innamorare milioni di tifosi. Ma c’è una domanda ancora più importante. Chi non avrebbe voluto essere Gianluca Vialli come uomo?

Perché il tempo cambia le prospettive. Quando si è bambini si sogna di diventare il campione. Quando si cresce, si capisce che il traguardo più difficile è diventare una persona capace di lasciare qualcosa dentro gli altri. Forse è questo il senso più profondo di una vita. Non soltanto quello che riusciamo a costruire per noi stessi, ma ciò che riusciamo a lasciare nelle persone che incontriamo lungo il cammino.


Gianluca Vialli: il segno che resta oltre il calcio

Un sorriso. Una parola. Un gesto. Un esempio. Un incoraggiamento. Un modo di affrontare le difficoltà. È un’eredità invisibile. Non compare negli almanacchi. Non finisce nelle statistiche. Eppure è quella che resiste più a lungo. Puoi essere il calciatore più forte del mondo. Puoi vincere tutto. Puoi riempire una bacheca di trofei. Ma se, una volta spenti i riflettori, nessuno conserva qualcosa di te nel cuore, viene naturale chiedersi quanto di quella grandezza sia rimasto davvero.

Gianluca Vialli, invece, è riuscito in qualcosa di molto più raro. È stato un campione straordinario. Ed è stato una persona straordinaria. Le testimonianze raccolte in questo speciale, nel giorno del suo compleanno, lo raccontano con una sorprendente unanimità. Enrico Chiesa, Roberto Breda, Alessandro Dal Canto, Christian Manfredini, Sergio Porrini, Sergio Brio, Michelangelo Rampulla, Fulvio Collovati, Michele Padovano, Riccardo Ferri, Fabrizio Ravanelli, Antonio Di Gennaro e Marco Lanna parlano di lui attraverso ricordi diversi, epoche diverse e maglie diverse.


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Anche il giornalismo racconta il suo Gianluca

Ad accompagnare questo viaggio c’è anche il contributo della giornalista Valentina Cristiani di TuttoSampdoriaNews ed autrice del libro “Non Chiamateci Quote Rosa, che ha scelto di affidare alla scrittura un ricordo profondamente personale.

“Parlare di Luca Vialli, per me, significa ancora oggi lasciarmi attraversare da un’emozione profonda. Nel 2014 inseguii il sogno di intervistarlo per Il Pubblicista, la rivista delle partite casalinghe della Sampdoria, che usciva allo stadio Ferraris. Fu un “corteggiamento” durato mesi, finché l’ufficio stampa Sky, dove lavorava, mi diede la sua parola. E Luca non deludeva mai: mi chiamò lui, personalmente, sul mio cellulare prima della fine della stagione.”


“Ricordo ancora la vertigine di quel momento: avevo una traccia scritta, ma davanti al suo carisma le parole svanirono e ci lasciammo guidare dal cuore, dando vita a una delle interviste più intense della mia vita. Forse è proprio per l’immensità di quel ricordo che, ogni anno, vivo come un dono e una responsabilità curare l’organizzazione e gli inviti per la mostra dedicata a Luca allo stadio Ferraris. Un modo per dirgli, ancora una volta, grazie.”

Alle testimonianze raccolte si aggiunge anche quella del giornalista di DerbyDerbyDerby, Enzo Bellino, che ha voluto dedicare a Gianluca Vialli una riflessione personale.

“Si nasce campioni, ma con la mentalità si diventa grandi. E Gianluca Vialli ne è stato la dimostrazione più autentica. Leader, capitano, amico: sempre pronto a tendere una mano, ad ascoltare, a trovare le parole giuste senza mai cercare il proprio tornaconto. Non conosceva l’invidia, ma solo il valore delle persone. C’è chi dice che Dio chiami a sé i migliori troppo presto. Se è così, allora il motivo della sua assenza è lo stesso per cui la sua eredità continua a vivere in chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo.”


Switzerland v Italy - 2022 FIFA World Cup Qualifier

BASILEA, SVIZZERA – 5 settembre 2021: Gianluca Vialli, capo delegazione della Nazionale italiana, osserva il terreno di gioco prima della partita di qualificazione ai Mondiali FIFA 2022 tra Svizzera e Italia, disputata allo St. Jakob-Park il 5 settembre 2021 a Basilea, nel cantone di Basilea Città, in Svizzera. (Foto di Claudio Villa/Getty Images).

Il ricordo che non smette di emozionare: il compleanno di un uomo indimenticabile

Eppure, ascoltando una dopo l’altra tutte queste testimonianze, ci si accorge di una cosa. Cambiano le maglie. Cambiano gli anni. Cambiano gli episodi. Ma il punto di arrivo è sempre lo stesso. Prima ancora del fuoriclasse, ricordano l’uomo. Prima ancora dei gol, ricordano il sorriso. Prima ancora delle vittorie, ricordano come li faceva sentire. Ed è probabilmente questa la forma più alta di successo che una persona possa raggiungere.


Lasciare un segno. Non soltanto nella storia. Ma nella vita degli altri. Forse è questo il motivo per cui, ancora oggi, il nome di Gianluca Vialli continua a emozionare persone diverse, appartenenti a generazioni diverse, che hanno vissuto esperienze completamente differenti. Per alcuni è stato il capitano della Sampdoria dei sogni. Per altri il leader della Juventus. Per altri ancora il simbolo di una Nazionale capace di far innamorare un paese. Per chi lo ha conosciuto da vicino, invece, è stato semplicemente Gianluca. O, come lo chiamavano gli amici più stretti, Luca.

Italy v Spain  - UEFA Euro 2020: Semi-final

LONDRA, INGHILTERRA – 6 luglio 2021: Gianluca Vialli, capo delegazione della Nazionale italiana, osserva il terreno di gioco durante il sopralluogo sul campo prima della semifinale di UEFA Euro 2020 tra Italia e Spagna, disputata allo stadio di Wembley, il 6 luglio 2021 a Londra, in Inghilterra. (Foto di Claudio Villa/Getty Images).

Ed è proprio qui che il calcio lascia spazio a qualcosa di più grande. Perché le coppe, prima o poi, prendono polvere. I record vengono superati. Le partite finiscono. Il tempo continua a correre. Quello che non passa mai è il bene che siamo stati capaci di seminare. L’affetto che abbiamo saputo costruire. Le persone che abbiamo fatto sorridere. Il coraggio che abbiamo trasmesso quando qualcuno ne aveva bisogno. L’esempio che continuiamo a lasciare anche quando non ci siamo più.


Forse è questa la vera vittoria. Non quella che si alza al cielo davanti a migliaia di persone. Ma quella che continua a vivere, silenziosamente, nel cuore di chi resta. E se oggi, a distanza di anni, tanti uomini che hanno condiviso con lui uno spogliatoio si commuovono ancora raccontando un ricordo, se una giornalista conserva come un dono una semplice telefonata ricevuta dodici anni fa, se milioni di tifosi continuano a pronunciare il suo nome con lo stesso affetto di allora, significa che Gianluca Vialli ha vinto anche la partita più importante.

Quella che nessuna classifica potrà mai raccontare. Perché ci sono campioni che entrano nella storia. E poi ci sono persone che entrano nella vita degli altri. Gianluca Vialli è riuscito a fare entrambe le cose. Ed è per questo che il suo compleanno, in fondo, non smetterà mai di essere celebrato. Ogni volta che qualcuno racconterà una sua storia. Ogni volta che riaffiorerà un sorriso pensando a lui. Ogni volta che il suo esempio ricorderà a tutti noi che la grandezza di una persona non si misura soltanto da ciò che conquista. Ma, soprattutto, da ciò che lascia.


Buon compleanno Gianluca!




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 Stefano Sorce

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