bilancio in positivo nel 2025 per 4,5 miliardi • BCC La Voce


Nel 2025 l’Inps ha avuto un saldo della gestione finanziaria di competenza di 16 miliardi di euro, con un risultato economico di esercizio positivo per 4,5

Il Rendiconto generale 2025 dell’INPS, approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza il 1° luglio 2025, si chiude con un saldo della gestione finanziaria di competenza di 16,8 mld di euro, con un risultato economico di esercizio positivo per 4,5 mld, e con un avanzo patrimoniale netto che passa da 35,31mld a 42,83 mld.

Un risultato importante per l’Istituto e un ulteriore elemento che attesta l’equilibrio del sistema previdenziale pubblico italiano il quale, per la rilevanza economica che ricopre nell’ambito della contabilità generale dello Stato, contribuisce alla stabilità complessiva del “sistema Paese”.


Nel 2025 le entrate complessive sono state 571 mld, di cui 294 mld di entrate contributive – in crescita del 3,6% rispetto al 2024 –, e 165 mld di trasferimenti correnti dalla fiscalità generale (in riduzione dell’8,4%). Le uscite complessive ammontano a 554 mld, di cui 425 mld per prestazioni istituzionali, cresciute del 2%. Il costo degli interventi sostenuti dai trasferimenti dalla GIAS, quindi dalla fiscalità generale, si è ridotto di 15 mld soprattutto per la diminuzione degli sgravi contributivi (-18 mld) in seguito alla trasformazione dello sgravio della quota di contributi a carico del lavoratore, introdotto nel solo 2024, in un beneficio di natura fiscale e per la riduzione della spesa per l’anticipo pensionistico “quote” (-2,1 mld).

Piu nello specifico, il 2025 ha fatto registrare rispetto all’anno precedente un incremento della spesa per pensioni di 4,4 mld, arrivando complessivamente a 325,06 mld, con un incremento rispetto all’anno precedente dell’1,4%. È opportuno sottolineare che questo incremento deriva quasi per intero dalla rivalutazione delle pensioni a fronte dell’inflazione registratasi l’anno precedente. Il tasso di inflazione medio in Italia nel 2024 è stato dell’1%.

Il 2025 ha visto un incremento della spesa per il sostegno al reddito di 0,8 mld, passando da 18,9 a 19,7 mld, in particolare per la crescita dei trattamenti di disoccupazione e di integrazione salariale. Le spese per l’inclusione sociale aumentano di 2,4 mld, con una crescita dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la formazione e un incremento delle prestazioni per le pensioni assistenziali (più 1 mld). Assistiamo alla crescita dell’Assegno di inclusione nel 2025 (5.612 mln nel 2025, con un aumento di 1.171 mln rispetto al dato del 2024); il valore resta distante da quello di 8.871 mln relativo alle erogazioni per Reddito di Cittadinanza nel 2021. L’aumento dell’ADI in parte rispecchia la crescita del disagio economico e in parte assorbe gli effetti della modifica normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.

Dopo anni di forte incremento, in questa annualità si registra una sostanziale stabilità nelle spese a sostegno della famiglia, che passano da 26,1 mld a 26,7.

Per quanto concerne le gestioni dei singoli Fondi, si conferma la positività del Fondo gestione separata, quello dei lavoratori dipendenti privati – sia per quanto concerne le prestazioni pensionistiche e ancor più per quanto riguarda le prestazioni temporanee mentre, in misura differenziata fra loro, si evidenziano delle negatività per i fondi dei lavoratori autonomi e dei dipendenti pubblici.


Dall’analisi del Rendiconto emerge con particolare rilievo, e non solo per ragioni contabili, la partita creditizia, in particolare per quanto concerne i crediti per contributi a carico dei datori di lavoro e degli iscritti che, a fine 2025, ammontano a complessivi 125 mld rispetto 119 mld dell’anno precedente. Gran parte di questi crediti sono a rischio di inesigibilità e, a fronte di tale evenienza, è stato alimentato il Fondo svalutazione crediti contributivi che ammonta, nel 2025, a 99.873 mln, in aumento di 5,3 mld rispetto al 2024 (94.486 mld).

Il Rapporto sul Rendiconto generale 2025 presentato dal CIV in un evento che si è tenuto oggi a Roma contiene anche un’analisi sull’andamento delle principali voci di bilancio nell’ultimo decennio. Da esso emerge che la composizione del bilancio, sia nella componente entrate che in quella della spesa, in questi anni, è sensibilmente cambiata, in particolare nel diverso rapporto fra spese per prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali e di sostegno alla famiglia; sul lato delle entrate, specularmente, fra proventi da contribuzione e trasferimenti dalla fiscalità generale. Questa tendenza evidenzia una sostanziale stabilità in termini reali delle uscite per prestazioni previdenziali, mentre vede una crescita tendenziale della spesa socioassistenziale, in particolare per le misure a sostegno della famiglia. Con riferimento alle misure di contrasto alla povertà i provvedimenti adottati dal legislatore con l’introduzione dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro, in sostituzione del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza, hanno determinato una contrazione della spesa.

In termini contabili, nell’ultimo decennio l’attività sostenuta dai trasferimenti dalla fiscalità generale (GIAS), è cresciuta costantemente, passando dal 31,83% del 2015 al 36,67% del 2025. Una parte consistente dell’incremento dei trasferimenti deriva dalla copertura dei costi degli sgravi contributivi (15.897 mln nel 2015 e 24.244 mln nel 2025). In tale ambito si sottolinea la peculiarità dell’anno 2024 con un importo cresciuto in maniera rilevante e che raggiunge i 42.428 mln per effetto dell’introduzione di uno sgravio contributivo a favore dei lavoratori; nel 2025 questi sgravi vengono meno, in seguito alla trasformazione dello sgravio in un beneficio di natura fiscale (mediante bonus e detrazioni di imposta).

Specularmente, nel periodo 2015-2025, le prestazioni pensionistiche, comprese quelle di natura assistenziale, passano dall’88,8% all’83,6%, mentre la spesa relativa alle prestazioni non pensionistiche aumentano passando dal 11,2% al 16,4%. Vi è, quindi, una modifica sostanziale nella struttura del bilancio, una tendenza che sino ad ora ha visto ridimensionare il peso relativo della spesa pensionistica rispetto alle altre prestazioni, alcune delle quali hanno avuto un carattere di provvisorietà (i bonus di diversa natura) mentre altre hanno assunto il profilo di prestazioni di natura universalistica, in particolare l’Assegno Unico.



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