Dalla Lombardia alla Sardegna, ecco borghi d’arte ricchi di storia e tradizioni da visitare in estate, lontano dalle mete italiane più affollate.
Grandi città d’arte come Roma e Firenze o le località di mare più famose concentrano ogni estate una parte consistente dei flussi turistici. Nei periodi più “caldi”, però, visitare monumenti, trovare parcheggio o passeggiare con calma nei centri storici può diventare più complicato.
Per chi cerca un turismo più lento e sostenibile, i borghi d’arte italiani rappresentano un’alternativa interessante. Castelli, chiese affrescate, palazzi storici e piccoli musei permettono di scoprire territori meno esposti all’”overtourism“, spesso combinando la visita con passeggiate nella natura e soste dedicate ai prodotti tipici.
I borghi d’arte italiani da non perdere questa estate
Da nord a sud, l’Italia custodisce piccoli borghi nati lungo antiche vie commerciali, intorno a castelli o ai piedi di grandi fortezze. Visitarli significa entrare in contatto con una parte meno conosciuta del nostro Paese, fatta di strade in pietra, botteghe artigiane, musei locali e panorami rimasti quasi intatti nel tempo.
Molti di questi luoghi si raggiungono più facilmente in auto. Nei mesi estivi può quindi essere utile monitorare il traffico in tempo reale e utilizzare i servizi di telepedaggio, soluzioni pratiche per rendere la vacanza più serena.
Ecco dove andare.
Varzi, tra portici medievali e sapori dell’Oltrepò (Lombardia)
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, Varzi conserva un centro storico sviluppato intorno ai commerci che per secoli hanno attraversato la Valle Staffora. Il suo elemento più caratteristico è il sistema di portici disposto su più livelli, affiancato da vicoli, case strette e antichi spazi utilizzati un tempo come botteghe e magazzini.
La visita può proseguire verso il castello Malaspina e la torre delle Streghe, torre storica alta quasi trenta metri e utilizzata in passato anche come prigione. Nel borgo si trovano inoltre la chiesa dei Rossi e quella dei Bianchi, legate alle confraternite locali. Varzi è conosciuta anche come punto di partenza della Via del Sale, l’insieme di antiche mulattiere oggi tra i cammini storici italiani, che collegava l’entroterra pavese alla Liguria, oltre che per il celebre salame Dop.
Offida, il borgo del merletto e del vino (Marche)
Offida sorge su uno sperone roccioso tra le valli del Tesino e del Tronto. Il centro ruota attorno a piazza del Popolo, su cui si affacciano il palazzo Comunale e alcuni degli edifici religiosi più importanti.
Poco fuori dal nucleo centrale, Santa Maria della Rocca domina il paesaggio da una rupe. La chiesa, risalente al XIV secolo, è uno dei monumenti più rappresentativi del paese. A Palazzo De Castellotti si trova invece il polo museale, che comprende il Museo archeologico, la Pinacoteca, il Museo delle tradizioni popolari e soprattutto il Museo del merletto a tombolo, dedicato alla lavorazione artigianale più famosa di Offida. Qui c’è anche l’abito di alta moda realizzato nel 1997 da Antonio Berardi e indossato da Naomi Campbell.
Sorano, la città di tufo nel cuore della Maremma (Toscana)
Sorano sembra fondersi con la roccia tufacea su cui è costruita. Il centro storico, formato da archi, scalinate e passaggi stretti, è dominato dal Masso Leopoldino, struttura fortificata trasformata nell’Ottocento con l’aggiunta della torre dell’orologio e della terrazza panoramica.
Nella parte alta sorge la fortezza Orsini, che ospita il Museo civico archeologico e conserva camminamenti sotterranei visitabili. Dal borgo si possono inoltre raggiungere le Vie Cave, profondi percorsi scavati dagli Etruschi nella roccia tufacea. Questi antichi corridoi collegavano insediamenti, necropoli e luoghi di culto nell’area oggi conosciuta come Città del Tufo, tra Sorano, Sovana e Pitigliano.
Civitella del Tronto, vicoli e fortezze sulla Val Vibrata (Abruzzo)
Civitella del Tronto sorge su una rupe di travertino che domina la Val Vibrata. Il profilo del borgo è segnato dalla grande fortezza, ampliata durante il dominio spagnolo e divenuta uno dei più importanti presidi militari dell’Italia meridionale prima dell’Unità.
All’interno si trova il Museo delle armi e delle mappe antiche, con pistole, fucili, schioppi e documenti collegati alla storia della struttura e del territorio. Scendendo verso il centro si incontrano la chiesa di San Francesco, il santuario di Santa Maria dei Lumi e la Ruetta, uno dei vicoli più stretti e caratteristici del borgo.
Monteverde, pietra, castelli e paesaggi d’Irpinia (Campania)
Monteverde occupa una collina dell’Appennino campano, tra la valle dell’Ofanto e quella dell’Osento. La visita può comprendere l’ex cattedrale di Santa Maria di Nazareth e il vicino Lago di San Pietro, bacino artificiale circondato da campagne e aree naturali.
Alla fine di agosto il borgo ospita tradizionalmente la tirata del Majo, rito arboreo durante il quale un grande tronco di cerro viene trasportato fino al paese accompagnato da canti e balli popolari.
Bosa, case colorate lungo il fiume Temo (Sardegna)
Bosa è uno dei borghi più riconoscibili della Sardegna grazie alle case colorate che salgono verso il castello di Serravalle. All’interno delle mura si trova la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, decorata con un importante ciclo pittorico medievale.
Sul lungofiume restano invece gli edifici delle antiche concerie, testimonianza dell’attività che nell’Ottocento fece di Bosa uno dei principali centri conciari dell’isola. La loro storia è raccontata nel Museo delle Conce. Una passeggiata lungo il Temo permette di osservare ponti e case affacciate sull’acqua, mentre le botteghe del centro continuano a valorizzare lavorazioni tradizionali come il filet, l’intreccio dell’asfodelo e l’artigianato del corallo.
Castell’Arquato, un viaggio nel Medioevo piacentino (Emilia-Romagna)
Castell’Arquato conserva uno dei profili medievali più riconoscibili dell’Emilia-Romagna. Salendo lungo le vie del borgo si raggiunge la piazza monumentale, sulla quale si affacciano la collegiata di Santa Maria Assunta, il palazzo del Podestà e la rocca Viscontea, costruita nel XIV secolo.
Nell’ex Ospedale Santo Spirito ha invece sede il Museo Geologico Cortesi, che raccoglie fossili rinvenuti nel territorio piacentino e racconta la storia geologica dell’area. Il Museo Illica è invece dedicato a Luigi Illica, drammaturgo e librettista nato a Castell’Arquato, autore di libretti per opere di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni.
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Martina Saule
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