Olgiate, le mezze verità sul polo logistico. E per il traffico pagherà Busto Arsizio MALPENSA24



OLGIATE OLONA – Lo strano senso della democrazia dell’amministrazione di Olgiate Olona. Già, perché l’incontro organizzato per illustrare ai cittadini la questione del polo logistico di via Roma arriva quando ormai tutto è già stato fatto.

E, al di là dei dubbi che ancora permangono sull’intero comparto, alla luce del grande silenzio che ha caratterizzato l’iter e la realizzazione dei due capannoni, si potrebbe eccepire sulla trasparenza dell’amministrazione nei confronti dei cittadini. Ma anche sulla mancata e tempestiva comunicazione agli olgiatesi. Del resto non stiamo parlando di una nuova palazzina, ma di un insediamento logistico che, poco o tanto, impatterà su un’area che va ben oltre i confini del paese.

Così va il mondo contemporaneo, che vede gli amministratori sempre più arroccati nei palazzi a prendere decisioni e sempre meno disposti al confronto. E non è solo una questione di lana caprina.

Perché così tante baie?

Ieri – mercoledì 15 luglio – gli olgiatesi hanno appreso che delle 52 baie realizzate per accogliere e far uscire la merce del polo logistico, ne verranno utilizzate poco meno di 15. Parole dei vertici di MVN, sulle quali non si ha motivo di mettere in forse la veridicità. Del resto, l’operatore “entra” in una struttura che non è stata realizzata come un vestito sartoriale sulla base delle sue esigenze di business. Quindi è lecito domandarsi che ne sarà delle altre 37 baie inutilizzate? Per quale ragione chi ha fatto ingenti investimenti (il proprietario) ha realizzato un polo logistico con potenzialità ben più grandi per utilizzarlo al minimo? Anche perché da qui ai prossimi anni nessuno sa come potrebbe evolvere la situazione.


Il traffico

E destano preoccupazione anche le proiezioni sul traffico e sul numero di mezzi in entrata e in uscita ogni giorno. Vero è che Villa Gonzaga ha giocato a sminuire i numeri, facendo passare l’idea che i 60 mezzi pesanti in transito ogni giorno non incideranno sulla viabilità. Tacendo però che il percorso suggerito dall’amministrazione, ripetiamo il termine “suggerito”, si snoda su un asse viabilistico molto trafficato, dove basta un niente per creare il collasso e di conseguenza la “fuga” dei mezzi lungo strade alternative. Dire quali non è difficile: via Diaz, via Piave, via Unità d’Italia e via Morelli. Insomma, il timore è che il polo logistico inciderà sulla qualità della vita di chi abita in quella zona, ma anche di chi abitualmente già viaggia lungo l’asta viaria del Sempione.

Il nodo del Buon Gesù

Nel bel mezzo del tragitto suggerito (e quindi non obbligato) c’è anche il nodo dell’incrocio semaforico del Buon Gesù. Un rebus viabilistico che nessun sindaco (di Olgiate, Busto e Castellanza) è riuscito a risolvere. Non mancano i tentativi fatti e le ipotetiche soluzioni. Pare però che tra le more delle opere di chi ha realizzato il polo vi fosse anche la sistemazione di quell’incrocio. Bene, come avverrà? Mistero. Prima il traffico e poi ci si pensa.

Busto è circondata

Altro dato da tenere in considerazione è che Busto Arsizio, dopo essere stata circondata – in questo caso per poca lungimiranza politica di chi ha amministrato in passato – da super e iper mercati e da un’ininterrotta successione di megastore, anch’essi fonte di traffico e dello spopolamento del commercio al dettaglio (altra battaglia che i politici, dopo aver creato il problema si arrovellano senza successo a risolverlo), si troverà ancor più strozzata.

Castellanza si è premurata (sarà un caso?) di far installare una serie di portali per impedire ai mezzi pesanti (anche quelli diretti al polo di via Roma) di attraversare la città. Così Busto potrebbe ritrovarsi tra capo e collo le ricadute negative del polo. Senza che nessuno (nemmeno le forze di opposizione – distratte o benevole, visto che a Olgiate governa una civica d’area di centrosinistra?) abbia battuto ciglio.

Gli ambientalisti a geometria variabile

Anche qui c’è un caso davvero curioso, di esponenti politici (presenti nelle precedenti giunte Montano) che hanno portato avanti battaglie ecologiste nel quartiere Balina per attività presenti ben prima della selvaggia urbanizzazione della zona, ma che sul polo (avendo votato a favore dei vari passaggi in giunta) hanno riposto nel cassetto il loro animo green. La coerenza prima di tutto.


Le opere di compensazione

Opere che sono previste e regolate da norme. Ma, chiediamo, su un intervento così grande ed economicamente importante, davvero l’amministrazione non è riuscita a ottenere, in quattrini e opere, qualcosa in più di un paio di milioni di euro (nemmeno sufficienti a realizzare un palazzetto, vedi i costi di quello nuovo e già vuoto) e di una pista ciclabile realizzata, tra l’altro, in un tratto di strada che fiancheggia i capannoni? L’amministrazione Montano fa rientrare nel computo anche un paio di rotonde che, diciamolo, sono state realizzate solo perché è arrivato il polo logistico, mica per migliorare l’attuale viabilità.

Ultime due cose

Il precedente progetto, che il sindaco Montano ha detto di aver ridotto in termini di metri cubi, è stato approvato proprio nel suo primo mandato, nel periodo successivo all’uscita dalla maggioranza di Volpi, Roveda e Acanfora e votato con la nuova maggioranza compreso il PD. Infine, occorre anche capire, ma qui sarà il tempo a dirlo, se l’attuale utilizzo in termini di carico di lavoro e traffico rimarrà cristallizzato così com’è o si evolverà.

Insomma, è evidente che l’operatore che ha scelto di mettere la sua base operativa a Olgiate è esente da tutte queste riflessioni. Come è evidente che solo nel mondo dei sogni, quell’area industriale per decenni sacrificata alla chimica sarebbe stata oggi trasformata in una zona riqualificata a verde e a compensazione dell’inquinamento prodotto per lo sviluppo economico. Ma è altrettanto vero che il lungo silenzio di un’amministrazione progressista su un intervento di queste dimensioni desta molte più perplessità del tentativo di far passare come azione democratica un incontro in cui è stato servito il prodotto impacchettato e infiocchettato. Insomma, un pacco a sorpresa.

polo logistico olgiate olona – MALPESA24

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 Andrea Della Bella

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