“Produttività e futuro dei territori” – AEPI presenta la ricerca sui servizi e rilancia il sostegno alle micro imprese


Ridurre i divari territoriali, rafforzare la
competitività del sistema produttivo e sostenere la crescita delle micro
imprese. Sono questi i temi al centro dell’incontro promosso dalla
Confederazione AEPI, che ha presentato a Roma i risultati della ricerca
“La produttività nel settore dei servizi. Struttura produttiva,
dinamiche competitive e divari territoriali”, realizzata dal Centro
Studi ProduttivItalia guidato da Marco Travaglini.
L’evento, ospitato presso Spazio Impresa nella sede nazionale della
Confederazione, ha riunito esponenti delle istituzioni, del Governo e
delle principali forze politiche in un confronto dedicato a uno dei nodi
più rilevanti per il futuro dell’economia italiana: la produttività del
settore dei servizi, oggi determinante per la crescita del Paese ma
ancora caratterizzata da profonde differenze territoriali e settoriali.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Alberto Bagnai, responsabile
Economia della Lega, Antonio Misiani, responsabile Economia, Finanze,
Imprese e Infrastrutture del Partito Democratico, Renato Loiero,
consigliere economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e
Mino Dinoi, presidente della Confederazione AEPI. I lavori sono stati
moderati da Mauro Antonini, responsabile AEPI per le attività
produttive.
La ricerca evidenzia come il comparto dei servizi rappresenti oggi una
componente essenziale dell’economia nazionale, ma anche uno dei settori
nei quali emergono con maggiore evidenza le criticità strutturali che
rallentano la crescita. Dall’analisi emerge infatti una forte
polarizzazione tra i servizi ad alto valore aggiunto, in particolare
quelli tecnologici e finanziari, e i servizi tradizionali rivolti alle
persone e alle imprese, che registrano livelli di produttività più
contenuti e maggiori difficoltà nell’adozione di processi innovativi.
«Abbiamo affrontato un tema di grande importanza che troppo spesso
rimane ai margini del dibattito pubblico», ha spiegato Marco Travaglini,
presidente del Centro Studi ProduttivItalia. «I dati mostrano come la
produttività dei servizi rappresenti una delle principali sfide per la
competitività italiana e come sia necessario intervenire per ridurre le
disuguaglianze territoriali e rafforzare la capacità di crescita delle
imprese».
Travaglini ha poi rivolto uno speciale ringraziamento per la
pubblicazione a Giuliano Resce, professore associato di Economia presso
l’Università del Molise, Giulio Pedrini, dottore di ricerca in Law and
Economics e professore associato presso l’Università Kore di Enna,
Gianluca Monturano, ricercatore in Economia Politica presso il
Dipartimento di Scienza Economiche dell’Università del Salento
Nel corso del confronto è emersa una sostanziale convergenza sulla
necessità di adottare politiche capaci di favorire investimenti,
innovazione e crescita dimensionale delle imprese. Mauro Antonini ha
sottolineato l’importanza di intervenire sui divari di produttività tra
Nord e Sud attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali e
immateriali, dei servizi e delle opportunità di sviluppo locale.
«Senza competitività territoriale non può esserci sviluppo duraturo», ha
evidenziato Antonini. «Con questa ricerca AEPI mette a disposizione
delle istituzioni dati e proposte concrete per orientare le politiche
pubbliche a sostegno delle imprese, del lavoro e della coesione
sociale».
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle micro e piccole
imprese, che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo italiano.
Antonio Misiani ha richiamato la necessità di aiutare le aziende a
superare i limiti dimensionali che ne frenano la crescita, favorendo
processi di innovazione, digitalizzazione e adozione dell’intelligenza
artificiale. Secondo il senatore del Partito Democratico, occorre
inoltre ridurre i divari territoriali che continuano a incidere
negativamente sulla produttività del sistema economico nazionale.
Da una prospettiva più ampia, Alberto Bagnai ha ricostruito l’evoluzione
della produttività italiana negli ultimi decenni, evidenziando come il
rallentamento della crescita non possa essere attribuito esclusivamente
alle piccole e medie imprese. L’analisi storica mostra infatti che fino
alla fine del secolo scorso la produttività italiana risultava
sostanzialmente allineata a quella delle principali economie europee,
per poi registrare una progressiva frenata.
Nel suo intervento, Renato Loiero ha invece richiamato l’attenzione
sulle difficoltà strutturali che caratterizzano molti comparti dei
servizi, dove la crescita della produttività rimane limitata nonostante
l’aumento dei costi e delle retribuzioni. Una dinamica che incide
direttamente sulla capacità competitiva dell’intero sistema economico e
che richiede politiche di lungo periodo orientate all’innovazione e
all’efficienza.
A conclusione dell’incontro, il presidente della Confederazione AEPI
Mino Dinoi ha annunciato la volontà dell’organizzazione di presentare
alle istituzioni un pacchetto di cinque proposte a sostegno delle micro
imprese, che rappresentano circa il 95% del totale delle imprese
italiane, pari a oltre 4,314,961 milioni di attività economiche.
«La produttività deve tornare al centro del confronto tra politica,
istituzioni e mondo produttivo», ha dichiarato Dinoi. «I risultati della
ricerca indicano con chiarezza le sfide che il Paese è chiamato ad
affrontare. Per questo AEPI intende contribuire al dibattito con
proposte concrete a favore delle micro imprese, della competitività e
della crescita dei territori».
La ricerca presentata da AEPI rappresenta un contributo al dibattito
sulle politiche di sviluppo del Paese e offre una base di analisi utile
per definire interventi mirati in vista delle prossime scelte economiche
e di bilancio. L’obiettivo condiviso emerso dal confronto è costruire un
percorso di crescita capace di ridurre i divari territoriali, aumentare
la produttività e valorizzare il ruolo delle imprese come motore dello
sviluppo economico e sociale dell’Italia.


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 Claudio Di Salvo

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