Honda CB 400 N: scheda tecnica e storia


La Honda CB 400 N è una delle moto che raccontano bene il passaggio tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Non era una sportiva estrema, non era una maxi da sogno e non cercava effetti speciali: era una naked media, semplice da usare, economica da mantenere e abbastanza brillante per accompagnare ogni giorno chi voleva una moto vera.


Prodotta tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, la Honda CB 400 N appartiene alla famiglia Super Dream. In Italia è ricordata soprattutto per il bicilindrico da 395 cc, il cambio a 6 marce, la linea più moderna rispetto alle Honda precedenti e un’impostazione adatta anche a chi non aveva grande esperienza.

La CB 400 N nasce in un periodo in cui il mercato chiedeva moto meno ingombranti delle maxi, ma più mature delle piccole cilindrate. Honda rispose con una 400 pratica, con motore bicilindrico parallelo, raffreddamento ad aria e una ciclistica tradizionale.

La sigla CB richiamava una famiglia già molto conosciuta, mentre la “N” indicava una naked con linee più moderne e filanti. Rispetto alla CB 400 Four, la CB 400 N cambiava filosofia: non più quattro cilindri compatti e sportivi, ma due cilindri paralleli, più economici, stretti e facili da gestire.

Il risultato fu una moto accessibile, adatta alla città, alle gite fuori porta e a un uso da prima moto “seria”. Oggi piace proprio per questo: ha un fascino d’epoca senza diventare intimidatoria.


Honda CB 400 N: motore bicilindrico da 395 cc

Il motore è un bicilindrico parallelo quattro tempi da 395 cc, raffreddato ad aria. La distribuzione è monoalbero con tre valvole per cilindro, una soluzione tecnica non banale per l’epoca. L’alimentazione è a carburatori, l’accensione elettronica CDI e la trasmissione finale a catena.

La potenza è di 36,4 CV a 9.250 giri/min e 29,5 Nm a 8.000 giri/min. Altre fonti storiche riportano, per alcune versioni estere o ultime serie, valori intorno ai 43 CV. Questa differenza non deve sorprendere, perché negli anni la CB 400 N è stata venduta in più mercati, con versioni e tarature diverse.

Il cambio a 6 marce era uno dei suoi punti forti. Permetteva di sfruttare meglio un motore non enorme, ma abbastanza elastico per l’uso reale. In più, il bicilindrico con contralberi di bilanciamento aiutava a contenere le vibrazioni, aspetto importante su una moto destinata anche ai trasferimenti.


Honda CB 400 N: prestazioni e consumi

La Honda CB 400 N non nasceva per impressionare con i numeri, ma le prestazioni erano buone per una media dell’epoca. La velocità massima è intorno ai 160 km/h nelle versioni più prestanti, mentre alcune schede riportano valori inferiori per esemplari depotenziati o tarati diversamente.

Il consumo medio era uno dei motivi del suo successo. Le fonti storiche parlano di circa 18 km/l nell’uso urbano e oltre 22 km/l fuori città, con valori medi intorno ai 19 km/l. Con un serbatoio da 14 litri, la percorrenza restava adatta anche alle gite del fine settimana.

Ciclistica: doppio disco davanti, tamburo dietro

La CB 400 N usa una ciclistica tradizionale. Il telaio è in tubi d’acciaio, davanti lavora una forcella telescopica e dietro ci sono due ammortizzatori regolabili nel precarico. Le ruote sono da 19 pollici davanti e 18 pollici dietro.

L’impianto frenante prevede doppio disco anteriore e tamburo posteriore. Per l’epoca era una dotazione rassicurante, soprattutto davanti. Oggi, però, su una moto storica, tubazioni, pompe, pinze, ganasce e pneumatici sono aspetti molto importanti.

Il peso a secco è di 178 kg. Non è una piuma, ma la moto resta abbastanza stretta e gestibile. La posizione di guida eretta aiuta nelle manovre e nella guida rilassata.


I dettagli che la rendono riconoscibile

La CB 400 N è rimasta nella memoria anche per alcuni particolari. I primi esemplari avevano il parafango anteriore cromato e, in alcune serie, l’avviamento anche a pedale. Sui modelli successivi il parafango divenne in plastica in tinta e la linea assunse un aspetto più anni Ottanta.

I cerchi in lega, argentati sulle prime versioni e dorati su alcune serie successive, contribuirono a renderla più moderna rispetto a molte concorrenti. Anche il motore stretto, con i due cilindri meno sporgenti rispetto a una quattro cilindri, dava alla moto un profilo più pulito.

Il suo segreto era la semplicità. La CB 400 N non cercava di essere la più veloce della categoria, ma si faceva usare con naturalezza. È anche per questo che oggi si trova ancora tra moto d’epoca, usato classico e progetti di restauro.

Come accade spesso con l’assicurazione moto per i veicoli storici, anche per una CB 400 N conviene verificare eventuali agevolazioni legate a registri, stato di conservazione e uso non quotidiano.

Ritorno Honda CB400: cosa è confermato nel 2026

Le voci sul ritorno della CB400 sono state confermate, ma bisogna evitare un equivoco. Al momento in cui scriviamo Honda non ha ancora presentato una nuova CB 400 N, ma ha comunque annunciato in Giappone la nuova Honda CB400 Super Four E-Clutch.

È una moto diversa per impostazione e tecnologia. La nuova CB400 Super Four usa un quattro cilindri in linea da 399 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione DOHC a 4 valvole per cilindro. La potenza dichiarata è di 58 CV a 11.500 giri/min, con 38 Nm a 9.750 giri/min. Il lancio giapponese è previsto per il 21 agosto 2026, con prezzo di 998.800 yen.


La nuova Super Four adotta E-Clutch di serie, acceleratore ride-by-wire, riding mode, strumentazione TFT da 5 pollici, Honda RoadSync, presa USB-C, forcella rovesciata e sospensione posteriore Pro-Link. È quindi un ritorno della stirpe CB400, non un restyling della vecchia CB 400 N.

Per l’Europa, invece, non risulta ancora una conferma ufficiale della nuova CB400 Super Four.

Scheda tecnica Honda CB 400 N

Dati generali

  • Marca: Honda;
  • Modello: CB 400 N;
  • Categoria: naked;
  • Produzione indicativa: 1978-1984 secondo schede italiane;
  • Produzione in alcuni mercati: fino alla metà degli anni Ottanta;
  • Omologazione: Euro 0;
  • Prezzo originale: non disponibile nelle schede attuali;
  • Valore attuale: variabile in base a originalità, stato e documenti.

Dimensioni

  • Lunghezza: 2.115 mm;
  • Larghezza: 730-745 mm;
  • Altezza: 1.105 mm;
  • Interasse: circa 1.390 mm;
  • Peso a secco: 178 kg;
  • Serbatoio: 11,7 litri / 14 litri.

Motore


  • Motore: bicilindrico parallelo 4 tempi;
  • Cilindrata: 395 cc;
  • Raffreddamento: ad aria;
  • Distribuzione: monoalbero;
  • Valvole: 3 per cilindro;
  • Alesaggio x corsa: 70,5 x 50,6 mm;
  • Alimentazione: carburatori;
  • Accensione: elettronica CDI;
  • Avviamento: elettrico, anche a pedale sulle prime serie;
  • Potenza: 36,4 CV a 9.250 giri/min;
  • Coppia: 29,5 Nm a 8.000 giri/min.

Trasmissione

  • Cambio: meccanico a 6 marce;
  • Frizione: multidisco;
  • Trasmissione finale: catena;
  • Retromarcia: assente.

Ciclistica

  • Telaio: tubi d’acciaio;
  • Sospensione anteriore: forcella telescopica da 31 mm;
  • Sospensione posteriore: due ammortizzatori regolabili nel precarico;
  • Ruota anteriore: 19 pollici;
  • Pneumatico anteriore: 3.60-19;
  • Ruota posteriore: 18 pollici;
  • Pneumatico posteriore: 4.10-18.

Freni

  • Freno anteriore: doppio disco;
  • Diametro dischi anteriori: 239 mm;
  • Freno posteriore: tamburo;
  • Diametro tamburo posteriore: 152 mm;
  • ABS: assente.

Prestazioni

  • Velocità massima: oltre 160 km/h nelle versioni più prestanti;
  • Consumo medio storico: circa 19 km/l;
  • Consumo urbano indicativo: circa 18 km/l;
  • Consumo extraurbano indicativo: oltre 22 km/l.

Articolo Modificato Il:12 Luglio 2026



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 Daniele Sforza

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