Monumenti Aperti 2026, dove andare e cosa vedere nel weekend


Anche questo fine settimana, in occasione di Monumenti Aperti 2026, i piccoli borghi della Sardegna aprono gratuitamente le porte dei propri luoghi della cultura: 17 comuni, 132 monumenti e 9 itinerari sono pronti ad accogliere il pubblico.

Nata a Cagliari nel 1997, Monumenti Aperti è oggi una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia, premiata nel 2018 con il Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale | Europa Nostra Awards. Dal 2008 riceve la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica, e l’edizione 2026 – la trentesima – si svolge con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e del Parlamento Europeo.

Ogni anno, in primavera e di nuovo in autunno, i comuni partecipanti – in Sardegna ma non solo – aprono al pubblico luoghi solitamente chiusi o poco accessibili: dalle sale dei teatri storici agli affreschi dei palazzi nobiliari, passando per siti archeologici, chiese romaniche e musei etnografici. Le visite guidate sono condotte da studenti di ogni ordine e grado e dai volontari delle associazioni locali: un modello partecipativo che trasforma ogni visita in un’esperienza unica, dove il sapere diventa relazione e il monumento diventa comunità.

Il weekend del 30 e 31 maggio chiude la tranche primaverile dell’edizione 2026 prima della pausa estiva (si riprenderà a settembre).

Monumenti Aperti 2026: le visite imperdibili per il weekend del 30 e 31 maggio

Da nord a sud dell’isola, questo weekend si aprono le porte di borghi che raccontano secoli di storia: il castello medievale dei Doria nel Sassarese, i murales e i musei di Aritzo nel cuore della Barbagia, la città natale di Gramsci nell’Oristanese, i nuraghi e le ville nobiliari del Sulcis. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Se ti sposti in auto, ricorda di sfruttare i parcheggi convenzionati nelle vicinanze per evitare di cercare inutilmente un posto libero nei pressi dei monumenti più visitati.

Per l’elenco completo delle aperture, puoi scaricare l’app ufficiale o consultare il sito di Monumenti Aperti . Tutti gli ingressi sono gratuiti, ma le visite nelle chiese sono sospese durante le funzioni religiose.

Ales (sabato 30 e domenica 31 maggio) – La città di Gramsci

Orari: sabato dalle 16.00 alle 20.00; domenica dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00.

Ales, ai piedi del Monte Arci, è il paese natale di Antonio Gramsci e questo weekend lo racconta attraverso undici monumenti e tre itinerari. L’apertura più interessante è la Casa Natale di Antonio Gramsci (in Corso Cattedrale), acquistata dalla Regione Sardegna e sede dell’omonima associazione dal 1988, dove si tengono le commemorazioni gramsciane dal 1947. L’itinerario “Gramsci, la via maestra”, con dodici pannelli informativi distribuiti tra Ales e la frazione di Zeppara, accompagna i visitatori tra murales, sculture e piazze dedicate all’intellettuale sardo.

Sempre ad Ales, non perdere nemmeno:

  • Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (Piazza Cattedrale): un capolavoro tardo-gotico terminato nel 1567, con la volta a sesto acuto e una preziosa gemma pendula alla chiave di volta;
  • Museo dell’Arte Sacra (Piazza Cattedrale): nei locali dell’ex seminario tridentino del XVII secolo, ospita una straordinaria collezione di argenti vescovili tra il XVI e il XX secolo;
  • Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna (Via San Simone, Zeppara): una delle poche esposizioni di giocattoli antichi in tutta Italia, con oltre 200 riproduzioni in materiali poveri del territorio;

Un trenino turistico inoltre percorre ininterrottamente il circuito dei monumenti: puoi salire e scendere liberamente a tutte le fermate.

Aritzo (sabato 30 e domenica 31 maggio) – Tra neve, arte e Barbagia

Orari: sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.30.

Aritzo è un borgo montano della Barbagia a 800 metri di quota, “Borgo Autentico d’Italia“, terra di artigiani del legno e custode di una storia sorprendente: fu per secoli il centro del commercio della neve, raccolta d’inverno e venduta d’estate fino alla Corte Viceregia di Cagliari.

Il pezzo forte è il Sistema Museale, che comprende:

  • Casa Devilla – “I Signori della neve” (Corso Umberto): una casa padronale di impianto spagnolo che racconta la saga dei commercianti di neve aritzesi, con arredi originali tra cui cassapanche e casse nuziali artigianali;
  • Carceri Spagnole “Sa Bovida” (Via Scaletta Carceri): ospita una mostra permanente su Magia e Stregoneria in Sardegna tra il XV e il XVII secolo, con oggetti di rituali magici e strumenti dell’Inquisizione;
  • Museo Etnografico (Viale Kennedy 25): otto sale tematiche sulla cultura agro-silvo-pastorale del centro Sardegna, con una sezione sulla carapigna, l’antico gelato aritzese al gusto di limone.

Il sabato alle 16.00 parte da Piazza Bastione anche l’itinerario “Aritzo a cielo aperto: murales e memoria”, un museo diffuso tra le vie del paese (durata 1h, senza prenotazione).

Monteleone Rocca Doria (sabato 30 e domenica 31 maggio) – Il borgo sospeso sul lago

Orari: sabato dalle 16.00 alle 19.00; domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Pochi borghi medievali in Sardegna offrono uno scenario così scenografico: Monteleone Rocca Doria sorge su una collina rocciosa cinta per tre lati dal lago del Temo, esattamente come in epoca medievale quando i Doria, la potente famiglia genovese, vi costruirono nel XIII secolo castello e chiesa.

Questo weekend si aprono otto monumenti, tra cui:

  • Il Castello dei Doria (Via Castello): edificato nel 1272, resistette per oltre due anni all’assedio aragonese prima di cedere nel 1436. Degli scavi hanno portato alla luce il palazzo originario, la cinta muraria, con circa dieci torri circolari, e la strada acciottolata che le collegava;
  • La Chiesa di Santo Stefano (Piazza Chiesa): costruita intorno al 1250, è una delle chiese romaniche più antiche dell’isola, con un’iconografia gemina perfettamente strutturata risultato dell’ampliamento trecentesco;
  • Il Museo del Pane (Via Doria 59): all’interno di una casa tardo-ottocentesca con un antico forno, racconta la storia della panificazione in Sardegna, con spazi per la didattica e la degustazione;
  • Le Ex Cave (Via Ferrata della Regina Eleonora d’Arborea): le antiche cave di pietra sono state riqualificate in teatro a cielo aperto e parco avventura, con una splendida vista panoramica sul lago.

Oschiri (sabato 30 e domenica 31 maggio) – Santuari e archeologia ai piedi del Limbara

Orari: sabato e domenica dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Oschiri, ai piedi del Monte Limbara, è un territorio di straordinaria ricchezza: 70 domus de janas, 60 nuraghi e i resti del Castrum romano di Luguidonis.

Questo weekend apre quattro luoghi di di grande interesse:

  • Santuario di Nostra Signora di Castro: uno dei luoghi di culto più importanti della Sardegna settentrionale, di periodo romanico, su una collina panoramica che domina il Logudoro;
  • Altare rupestre di Santo Stefano: una parete di roccia granitica con nicchie geometriche scolpite di epoca incerta, affiancata dalla chiesa del 1492, tra i siti più misteriosi dell’isola;
  • Museo Civico Archeologico Giorgio Pala (Via Roma 4): reperti preistorici, nuragici, romani, medievali e tesoretti monetali, arricchiti da molte tecnologie interattive.

Monastir (sabato 30 e domenica 31 maggio) – Nel Campidano

Orari: sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.

Alle porte dell’area metropolitana di Cagliari, Monastir apre cinque luoghi che intrecciano stratificazione storica e devozione. La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo (Via San Pietro) è un capolavoro di arte sacra: romanica nell’impianto, rimaneggiata in stile tardo-gotico, conserva un altare in marmo policromo del 1779, un tabernacolo ligneo dorato, argenti sacri del XVII secolo e un organo a canne settecentesco. Da non perdere anche il Parco e Tomba Pedrrera (Via Progresso), dove una tomba di giganti restituita dagli scavi porta la città preistorica al centro del borgo moderno.

Sarroch (sabato 30 e domenica 31 maggio) – A due passi da Cagliari

Orari: sabato dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00; domenica dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

A soli 25 km da Cagliari, Sarroch apre tre luoghi che testimoniano la doppia anima del borgo, nobile e preistorica. La Villa Siotto (Via Lamarmora 12) è una casa padronale dei primi del Novecento con undici ettari di parco e molte specie botaniche rare, fondata da Luigi Siotto nella seconda metà dell’Ottocento come azienda agricola per la produzione di olio, vino e frutta. Il Nuraghe Sa Domu ‘e S’Orcu (Strada comunale Perde Sali) è uno dei nuraghi più antichi della Sardegna, un complesso bilobato con due torri collegate da bracci murari a tenaglia, per la prima volta scavato nel 1924.

Teulada (sabato 30 e domenica 31 maggio) – Con i Fenici

Orari: sabato e domenica dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00

Nell’estremo sud della Sardegna, Teulada apre quattro monumenti. La Casa Baronale dei Sanjust (Piazza Parrocchia) è il simbolo della dominazione spagnola: un palazzo austero con lo stemma nobiliare dei Catalan sul portale, loggiati e soffitti in canne con le capriate in legno originali. Al piano superiore si trovano oggi il museo dell’ossidiana e le sculture su pietra dei simposi comunali. La Chiesa e Torre di Sant’Isidoro è invece la visita più suggestiva: sorge nel sito dell’antico villaggio medievale di Teulat, abbandonato alla fine del XVI secolo, con una torre difensiva del 1600 eretta per proteggersi dai pirati barbareschi. Il sito è aperto solo sabato, dalle 09.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Villacidro (solo domenica 31 maggio) – Il “paese d’ombre” di Dessì

Orari: domenica dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.00.

Villacidro, il borgo più popoloso del Medio Campidano, apre domenica 31 quindici monumenti che ne raccontano l’anima agricola, letteraria e artigiana. Casa Dessì (Via Roma 65) è la dimora dove lo scrittore Premio Strega 1972 trascorse l’adolescenza e dove nacquero i personaggi dei suoi romanzi: oggi è la sede della Fondazione Giuseppe Dessì e del relativo Premio Letterario nazionale. Altrettanto interessante è il Parco di Lacuneddas, tre ettari di giardino e bosco intrecciati con la storia delle famiglie che compaiono in Paese d’Ombre, con una casa liberty sarda e un insolito sistema di canalette in cotto per l’irrigazione.

Da non perdere anche:

  • Antico Lavatoio Pubblico e fontana (Piazza Lavatoio): costruito nel 1893, comprende 36 vasche coperte da una struttura in ferro e ghisa ed è il più importante esempio di architettura del ferro del XIX secolo in Sardegna;
  • Sa Domu de Is Cogas (Via Scuole 89): è una casa-museo dedicata alla leggenda delle streghe di Villacidro, con gli ambienti tematici ricchi di amuleti, unguenti e figure femminili dell’immaginario locale.

Articolo Modificato Il:28 Maggio 2026


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 Rossella Rocco Corallini

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