Categoria OS21, ANAC verifica i requisiti SOA delle imprese



17/03/2026 – L’ANAC ha acceso i riflettori sulla categoria OS21, quella relativa alle opere strutturali speciali, avviando da ottobre 2025 una verifica estesa sul possesso e sul mantenimento dei requisiti richiesti per la qualificazione.
 
L’attività di controllo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione riguarda circa 1.800 imprese e nasce dall’emersione di pratiche ritenute elusive nel sistema SOA, con particolare riferimento all’organico necessario per ottenere l’attestazione nella categoria specializzata.
 
In un Comunicato di fine febbraio 2026, il Presidente di Anac ha spiegato che il requisito contestato è quello previsto dal Codice Appalti (articolo 18, comma 24, dell’Allegato II.12 al Dlgs 36/2023), che impone, per specifiche lavorazioni, la presenza in organico di almeno un operaio qualificato assunto con contratto subordinato e munito di patentino certificato, con incremento del numero delle maestranze richieste al crescere della classifica.
 

Assunzioni temporanee per ottenere l’attestazione

Secondo ANAC, in più casi le imprese avrebbero assunto operai specializzati con patentino per il solo tempo necessario a conseguire la qualificazione SOA nella OS21, interrompendo poi il rapporto di lavoro poco dopo il rilascio dell’attestazione oppure annullando la comunicazione di assunzione.
 
Per l’Autorità, queste condotte, pur formalmente lecite se lette isolatamente, rivelano un meccanismo distorsivo che altera il mercato e incide sulla reale affidabilità tecnico-organizzativa dell’operatore economico.
 
I primi esiti della verifica hanno già portato, nei casi accertati, all’annotazione nel Casellario Informatico e alla decadenza dell’attestazione, con particolare gravità laddove le imprese risultavano già aggiudicatarie di commesse pubbliche pur avendo perso il requisito che aveva consentito loro l’originaria qualificazione.
 

Continuità dei requisiti SOA: la lettura dell’ANAC

Uno dei passaggi più rilevanti del Comunicato riguarda il principio di continuità del possesso dei requisiti. L’ANAC richiama infatti l’orientamento consolidato secondo cui i requisiti generali e speciali non devono sussistere solo alla scadenza del termine per partecipare alla gara, ma devono permanere per tutta la procedura, fino alla stipula e durante l’intera esecuzione del contratto, senza soluzione di continuità.
 
L’Autorità collega questa impostazione al principio del risultato del Codice dei contratti pubblici: la qualificazione non è un adempimento meramente formale, ma uno strumento per selezionare imprese realmente idonee a eseguire lavorazioni specialistiche come consolidamenti del terreno, fondazioni speciali e interventi geotecnici. In questa prospettiva, la continuità del requisito diventa una condizione funzionale alla qualità dell’esecuzione.
 

Sicurezza in cantiere e vigilanza delle stazioni appaltanti

Per ANAC, la questione non riguarda soltanto la correttezza del sistema di qualificazione, ma anche la sicurezza nei cantieri. La carenza di organico qualificato nelle imprese esecutrici può infatti riflettersi sia sulla qualità delle lavorazioni sia sulla tutela dei lavoratori, con il rischio che in cantiere operi personale non adeguatamente formato per prestazioni ad alta specializzazione.
 
Da qui il richiamo al ruolo delle stazioni appaltanti, chiamate a una vigilanza concreta sull’adeguatezza dell’organico dell’impresa affidataria, soprattutto quando l’appalto richiede lavorazioni specialistiche. L’ANAC sottolinea che il controllo deve essere tempestivo e sostanziale, proprio per garantire che l’opera venga realizzata in modo corretto e in condizioni di sicurezza, anche ai sensi del d.lgs. 81/2008.
 

UnionSOA: obiettivo condiviso, ma servono regole più chiare

Alla linea dell’ANAC è seguita la presa di posizione di UnionSOA, l’associazione delle Società Organismi di Attestazione, che condivide la necessità di contrastare le pratiche elusive ma contesta il metodo e soprattutto l’assenza di un quadro normativo esplicito sul mantenimento continuo del requisito dei patentini.
 
L’associazione lamenta anzitutto di non essere stata coinvolta preventivamente nell’operazione, sostenendo che un confronto tecnico avrebbe potuto definire procedure più solide e condivise.
 
Secondo la presidente Tiziana Carpinello, il nodo centrale è interpretativo: l’Allegato II.12, all’articolo 18, comma 24, impone la dimostrazione del requisito ai fini del rilascio dell’attestazione, ma non stabilirebbe in modo espresso che il personale con patentino debba permanere continuativamente in organico per tutta la vita dell’attestazione.
 
Per UnionSOA, quindi, il problema non è l’esigenza di controllo, ma la mancanza di una disciplina puntuale su modalità, tempi e obblighi di monitoraggio.
 

 

I limiti operativi delle SOA e il tema della sostenibilità per le imprese

UnionSOA evidenzia inoltre che le SOA verificano il requisito al momento del rilascio dell’attestazione e che, in alcuni casi, lo controllano anche in sede di verifica triennale, ma non dispongono oggi di un sistema normativo che consenta o imponga un monitoraggio costante nel tempo.
 
Proprio per questo l’associazione suggerisce che, se il requisito deve essere mantenuto senza interruzioni, esso dovrebbe essere gestito con un meccanismo strutturato simile a quello previsto per la direzione tecnica, con obblighi di comunicazione delle variazioni da parte delle imprese.
 
Un ulteriore profilo riguarda la sostenibilità organizzativa. UnionSOA osserva che non sempre è realistico pretendere che un’impresa mantenga stabilmente in organico personale altamente specializzato anche in periodi in cui non ha commesse riconducibili alla categoria OS21. Per questo sollecita un intervento legislativo di chiarimento e l’apertura di un tavolo tecnico permanente con ANAC, così da definire con precisione quando e come il requisito dei patentini debba essere verificato, senza lasciare margini di incertezza applicativa.
 

AIF: ‘bene l’azione di ANAC per una qualificazione seria delle imprese’

Invece AIF, Associazione Imprese Fondazioni, consolidamenti, indagini nel sottosuolo – che rappresenta le imprese edili specializzate (cat. OS21) che lavorano sovente in subappalto e che investono quotidianamente in attrezzature, sicurezza e personale specializzato e assunto stabilmente – esprime apprezzamento per l’azione di ANAC, spiegando che l’articolo 18, comma 24, dell’Allegato II.12 al Codice Appalti per il rilascio e il mantenimento dell’attestazione di qualificazione nella categoria OS 21, richiede che le imprese dimostrino la presenza di operai qualificati con Patentino certificato nel proprio organico per ottenere e mantenere la qualificazione nelle categorie SOA OS20b – OS21 – OS35.
 
Il Presidente AIF, Gabriele Graziani, dichiara:

“Le caratteristiche delle imprese specializzate in OS21, rappresentate in AIF, fa sì che l’obiettivo della qualificazione e della sicurezza sul lavoro siano delle costanti imprescindibili. Per questo non possiamo che plaudire l’iniziativa ANAC sulla verifica del possesso dei requisiti di qualificazione (vedasi Patentino) messa in atto per le SOA, affinché le pratiche distorsive del mercato menzionate dall’Autorità stessa, non abbiano più ragione di esistere”.

 
“Il settore rappresentato da AIF sostiene da anni la necessità di una vigilanza costante e di un controllo rigoroso da parte delle Stazioni appaltanti per prevenire carenze nei requisiti e garantire il corretto svolgimento delle opere pubbliche, affinché la realizzazione dell’opera avvenga in modo corretto e in sicurezza” – conclude Graziani.
 




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 Rossella Calabrese

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