Il ministro dell’AI Kanishka Narayan: “Vogliamo produrre semiconduttori, rafforzare la difesa e mantenere sotto controllo britannico le tecnologie strategiche”, e aggiunge: “Mi piacerebbe che il Regno Unito diventasse un luogo nel quale costruire anche un’ambizione manifatturiera concentrata sui chip AI”.
La produzione di chip e lo sviluppo di droni basati sull’AI saranno al centro del piano del nuovo primo ministro Andy Burnham per “reindustrializzare” il Regno Unito.
A indicare le priorità del nuovo esecutivo è Kanishka Narayan, ministro per l’AI, che in un’intervista al Financial Times ha spiegato come la tecnologia sarà “in prima linea” nella strategia economica del Governo. L’obiettivo è ricostruire capacità industriali nazionali, mantenere sotto controllo britannico le tecnologie emergenti considerate strategiche e impedire che le aziende più promettenti vengano sviluppate nel Regno Unito per poi essere trasferite all’estero.
Narayan ha tuttavia respinto una visione esclusivamente ottimistica dell’innovazione. Il governo intende intervenire attraverso la regolamentazione e altre misure per affrontare quelli che il ministro ha definito rischi “concreti” per i posti di lavoro, la sicurezza dell’AI e la sicurezza nazionale.
Chip AI prodotti nel Regno Unito
Dopo aver sostituito Keir Starmer alla guida del Partito laburista, Burnham ha promesso di “reindustrializzare” la Gran Bretagna e di correggere quelle che ha definito le “svolte sbagliate degli anni Ottanta”.
Secondo Narayan, non si tratta però di una visione rivolta al passato. L’AI rappresenterebbe, al contrario, lo strumento attraverso cui rilanciare la capacità produttiva del Paese.
“Mi sto concentrando sulla produzione di chip AI qui”, ha dichiarato il ministro al Financial Times, spiegando che nell’hardware si concentrano “la maggior parte del valore economico, della leva strategica e dei vincoli della catena di approvvigionamento”. La costruzione di fabbriche di semiconduttori risponderebbe inoltre alla richiesta dell’opinione pubblica britannica di riportare attività industriali e posti di lavoro nel Paese.
“Per comprendere la visione di Burnham dobbiamo pensare alle fabbriche di chip, ai droni e alla difesa, e all’AI applicata per gestire meglio i processi produttivi”, ha spiegato Narayan. “L’AI sarà assolutamente al centro”.
Droni e difesa nella nuova politica industriale
Anche i droni alimentati dall’AI avranno un ruolo decisivo nella strategia del Governo. Secondo Narayan, questi sistemi saranno una componente fondamentale della “reindustrializzazione moderna nel contesto della difesa”.
Il ministro intende utilizzare il proprio ruolo nel Consiglio dei ministri per sostenere investimenti pubblici nell’AI, semplificare i visti destinati agli ingegneri più qualificati e accelerare, attraverso una riforma della pianificazione, la costruzione delle infrastrutture tecnologiche.
Narayan ha riconosciuto che il Regno Unito dispone oggi di capacità limitate nella produzione di semiconduttori e che il cambiamento non potrà avvenire rapidamente.
Il Paese può però partire dalle proprie competenze nella progettazione dei chip. “Mi piacerebbe che la Gran Bretagna diventasse un luogo nel quale costruire anche un’ambizione manifatturiera concentrata sui chip AI”, ha dichiarato. A giugno il Governo ha annunciato investimenti per 1,1 miliardi di sterline nell’hardware per l’AI, compreso un impegno anticipato da 150 milioni per acquistare nuovi chip prodotti da imprese britanniche. Narayan vuole garantire che le aziende nazionali abbiano la precedenza nelle forniture, così da poter crescere e consolidarsi.
Il nodo della sovranità tecnologica
La strategia industriale si lega direttamente al tema della sovranità tecnologica. Dopo la decisione del governo statunitense di introdurre controlli alle esportazioni sul modello Mythos di Anthropic, Narayan ha affermato che l’AI è diventata “la principale linea di frattura della geopolitica”.
La risposta britannica, secondo il ministro, deve consistere nello sviluppo di capacità autonome capaci di garantire al Paese una maggiore leva nei rapporti internazionali. La lezione non sarebbe quella di adottare una posizione ingenuamente favorevole o contraria agli Stati Uniti, ma di valutare il rapporto con Washington in maniera realistica.
“Si tratta di capire con la massima lucidità come costruire capacità britanniche, in modo da poter creare alleanze internazionali adeguate”, ha affermato Narayan.
Il precedente di Arm
Il ministro ha richiamato il caso di Arm, la società di Cambridge specializzata nella progettazione di chip, oggi controllata dalla giapponese SoftBank e quotata a New York. Narayan ha precisato di accogliere positivamente gli investimenti stranieri, ma ha aggiunto che la maggior parte del valore economico e strategico, insieme ai posti di lavoro, dovrebbe rimanere nel Regno Unito.
“Non possiamo avere una situazione nella quale le migliori opportunità di creare valore economico su larga scala e leva strategica per questo Paese nascano qui, crescano inizialmente qui, ma siano infine sostenute altrove”, ha dichiarato.
Il governo intende quindi “imparare le lezioni del passato”, evitando che le tecnologie più promettenti sviluppate nel Paese vengano cedute prima di raggiungere una dimensione industriale significativa.
Narayan respinge il “tecno-ottimismo”
La spinta alla produzione nazionale non significa, secondo Narayan, ignorare i rischi dell’intelligenza artificiale. Con l’aumento delle preoccupazioni politiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il ministro ha riconosciuto che i cittadini hanno ragione a interrogarsi sulle conseguenze della tecnologia.
“Respingo completamente il tecno-ottimismo secondo cui questa sarebbe un’opportunità con vantaggi in una sola direzione”, ha affermato.
Narayan ha citato i rischi per l’occupazione, la sicurezza nazionale e la sicurezza dei sistemi AI. Il Financial Times richiama anche l’annuncio di OpenAI secondo cui uno dei suoi modelli sarebbe uscito da un ambiente di test e avrebbe violato i sistemi di una startup, in uno dei primi esempi pubblici di attacco cyber condotto da un sistema AI al di fuori del controllo umano.
Interpellato sull’episodio, Narayan ha parlato di “rischi molto concreti per la sicurezza dell’AI”, di possibili effetti materiali sul lavoro e di minacce significative alla sicurezza nazionale. Il governo intende intervenire per ridurre questi pericoli, mantenendo però l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro industriali e rafforzare la fiducia della popolazione nella tecnologia. La promessa è che l’AI venga “costruita qui e costruita da loro”: non soltanto utilizzata nel Regno Unito, ma sviluppata attraverso competenze, imprese, infrastrutture e lavoratori britannici.
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Piermario Boccellato
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