un legame che dura da 40 anni


Bologna, 29 luglio 2026 – Il Mancio e Bologna? Due entità che si inseguono, con scambi di reciproco affetto, più o meno da quarant’anni. Ci sono città che ti adottano: e poi c’è Bologna con Roberto Mancini. Un legame a doppio filo, intessuto di ricordi d’infanzia, nostalgia, amicizie d’acciaio e una passione mai spenta. Per il neo commissario tecnico della Nazionale Bologna non è mai stata una tappa di passaggio: è stata, e continua ad essere, la sua seconda casa. A immagine e somiglianza di quella che il tecnico aveva comprato qualche anno fa a ridosso dei Giardini Margherita, giusto per non perdere l’abitudine a fare un salto sotto le Due Torri.

Lo sbarco a Casteldebole nel 1977

Tutto comincia nel 1977. Il ‘cinno’ Mancini lascia la sua Jesi e la società Aurora per sbarcare a Casteldebole. Il costo del cartellino? Una cifra quasi simbolica per l’epoca: cinque milioni di vecchie lire, che Marino Perani, vecchia gloria dello scudetto del ’64’ e in quel momento illuminato responsabile del settore giovanile rossoblù, promette al club marchigiano a patto che il ragazzo debutti in prima squadra. Una scommessa stravinta in partenza. Ma i primi tempi sotto le Due Torri non sono una passeggiata. Lontano dai genitori Aldo e Marianna il piccolo Mancio soffre la solitudine e, soprattutto, un freddo pungente che a Casteldebole ti penetra nelle ossa.

Roberto Mancini è originario di Jesi, ma per lui tutto iniziò da Bologna

Legami sui campi d’allenamento

A scaldare l’ambiente c’è la convivenza nella stanza del convitto rossoblù col sammarinese Marco Macina, talento purissimo, considerato da molti perfino più bravo del ‘Mancio’. “Quello veramente forte era lui”, racconterà sempre Mancini.

Tra quelle mura e sui campi d’allenamento nascono legami indissolubili e sboccia il talento. Il talento per i libri un po’ meno: iscritto all’Itis della Barca il Mancio non è uno studente modello. Ai libri preferisce le vasche in centro, con il richiamo delle prime fidanzatine. Ma il Bologna è una scuola di vita, dove chi ti insegna a calciare un pallone (il Mancio non ne aveva bisogno) ti indica la rotta anche fuori dal rettangolo verde.

I maestri

Quanti indimenticabili maestri: Marino Perani, Romano Fogli, Antonio Soncini, il ‘Mago Bicocchi’. E con loro Franco Bonini, l’allenatore del settore giovanile a cui il Mancio resterà sempre particolarmente legato tanto che negli anni, periodicamente, il neo cittì azzurro è sempre tornato nel cuore del quartiere Cirenaica per riabbracciare il suo vecchio maestro (oggi scomparso) e i compagni di allora: Francesco Gazzaneo, Claudio Treggia e Giancarlo Marocchi, con cui Mancini vince uno scudetto Allievi nel 1982 molto prima che ‘Ciccio’ diventi una colonna di Bologna e Juve. Un anno prima, però, arriva il precoce debutto in serie A, a poco meno di diciassette anni, per scelta del tecnico Tarcisio Burgnich: 30 settembre 1981, Bologna-Cagliari 1-1.

Per il neo commissario tecnico della Nazionale Bologna non è mai stata una tappa di passaggio

Per il neo commissario tecnico della Nazionale Bologna non è mai stata una tappa di passaggio

La dolorosa retrocessione in B

È il Bologna di Franco Colomba e Giuliano Fiorini ma la favola bella del Mancio si tinge ben presto di dramma sportivo. La stagione 1981-82 si conclude con la prima dolorosa retrocessione del Bologna in B. Uno choc per l’intera città, in controtendenza con l’esplosione del talento del Mancio, autore di 9 reti al debutto.

In quel clima teso il presidente Tommaso Fabbretti decide di cedere il gioiello di famiglia alla Sampdoria per 4 miliardi di vecchie lire. La piazza sale sulle barricate e il clima si surriscalda a tal punto che Gigi Radice, tecnico designato dell’operazione risalta, rassegna le dimissioni appena apprende la notizia della cessione del Mancio.

Bologna nell’anima

Nonostante la dolorosa separazione il legame emotivo con la città non si è mai spezzato. Mancini a Bologna ha il suo rifugio dell’anima e una rete d’affetti incrollabile. Tra le figure chiave c’è Roberto Bullo, amico fidato fin da quei primissimi anni ’80 in cui il Mancio era solo, per l’appunto, un cinno.

C’è poi il giornalista Marco Montanari, figlio di quel Carlo ex direttore sportivo del Bologna che è l’uomo mercato rossoblù quando il Mancio sbarca sotto le Due Torri. Proprio Montanari, poco prima della nomina di Mancini a cittì, martedì sulla sua pagina Facebook ha scritto una lettera aperta al presidente della Figc Malagò per ricordare le radici umane di quel ragazzo diventato uomo all’ombra dei portici. Oggi le giornate bolognesi di Mancini scorrono tra rimpatriate, cene luculliane e tante palline spedite oltre la rete.

Il tennis e il padel

Il sodalizio col tennis nasce molti anni fa su campi del Tennis Club Aeroporto. Oggi il Mancio è di casa al ‘Country Club‘ di Villanova di Castenaso, dove si diletta in interminabili partite di padel con l’inseparabile Mario Trebbi, con cui spesso fa coppia in campo.

Tra i compagni di padel non manca un altro grande ex idolo rossoblù come Tomas Locatelli, ‘biassanot’ in un altro tempio notturno di bolognesità come il pub Old Bridge. E il destino ha voluto che anche l’azzurro della Nazionale si intrecci a più riprese con l’anima bolognese del Mancio. Già nell’86 Roberto torna a giocare al Dall’Ara con la maglia dell’Italia in un’amichevole contro la Grecia decisa da una doppietta di Bergomi.

Il debutto in nazionale per Mancini avviene al Dall’Ara

Ma il cerchio si chiude 7 settembre 2018. Dopo le prime tre amichevoli da neo commissario tecnico il debutto sulla panchina della Nazionale in una partita che conta avviene proprio al Dall’Ara, nella gara di Nations League con la Polonia (finita 1-1).

In quei giorni Mancio porta gli azzurri a Casteldebole e percorre a ritroso i viali della sua infanzia, rivedendo quei campi che quasi quarant’anni prima, insieme a quelli della Virtus di via Valeriani, lo avevano visto tirare i primi calci. “Qui ho lasciato un pezzo di cuore”, raccontava commosso. Oggi che il Mancio ritrova l’azzurro sa che un pezzo della sua Bologna avrà di nuovo un valido motivo in più per tifare la Nazionale.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link