Schlein, Boldrini, Patuanelli, Magi, Faraone, Braga, socialisti europei: antologia di assurdità in difesa del modello Sanchez e contro il governo italiano. Neanche le immagini devastanti frenano la loro ossessione
Quelli che…il problema è l’Italia. Mentre il governo spagnolo stima che 49.000 migranti sono entrati a Ceuta in 24 ore e mentre sale a 27 il numero delle vittime e la spagna di Sànchez si trova di fronte a una delle più gravi crisi migratorie attestate da immagini devastanti, guai a parlare a sinistra e a opposizioni italiane ed europee di emergenza, invasione, fallimento del modello Sànchez. Guai ad accennare a come governare un fenomeno scoppiato in mano al premier che ha scelto di far da sé, scegliendo di rappresentare “un’altra Europa” in materia di contrasto all’immigrazione illegale, pur di disallinearsi dal modello Meloni che i Paesi Ue inseguono. No, per carità, a qualcuno piace caos, quello delle immagini drammatiche che stanno inondando i notiziari di tutto il mondo.
Cueta? Bomba migratoria? Per la sinistra è tutta colpa di Meloni…
E’ tutta colpa di Meloni, tuona La segretaria del Pd, Elly Schlein. Lei e tutta l’opposizione tacciano di sciacallaggio il governo italiano che – col plauso di Svezia, Olanda, Finlandia- sta pensando alla sospensione degli accordi di Schengen per proteggere le frontiere. “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un Paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. È un Governo di irresponsabili propagandisti”, dice la maggiore sostenitrice di casa nostra del modello Sànchez.
A sinistra e a opposizioni piace il caos: ecco come difendono Sànchez
A qualcuno piace caos, piace l’ingovernabilità delle masse umane che premono alle porte d’Europa. Guai a toccare il modello spagnolo. “No, non c’è nessuna invasione di migranti in Europa. E no, non c’è alcun bisogno di sospendere Schengen come invece ha annunciato il governo italiano”, dice il segretario di +Europa Riccardo Magi. “Le immagini di Ceuta sono impressionati ma lo sciacallaggio politico che la destra europea e internazionale sta facendo è ignobile; ed è ignobile che Giorgia Meloni si faccia capofila di questa speculazione politica”. Siamo alla cecità politica più assoluta, ed è in buona compagnia, si fa per dire.
L’ossessione sinistra: Boldrini & Co accusano Meloni di sciacallaggio
Di “Sciacallaggio puro” parla Laura Boldrini: “Questo sta facendo il governo Meloni sulla crisi migratoria in corso a Ceuta, città autonoma spagnola situata nel Nordafrica. Sciacallaggio e disinformazione. Come il ministro Tajani che dichiara che questa situazione è la conseguenza della decisione del premier spagnolo Sanchez di ‘dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari’”. Quello che non valuta è che le immagini devastanti sono la conseguenza diretta del fattore di attrazione della regolarizzazione di massa. Ma anche per lei il dramma a Ceuta è un problema dell’Italia cattiva che vuole prendersela con Sàncez: ” È chiaro che l’obiettivo è colpire il leader socialista Sanchez e continuare ad assecondare Trump che vuole screditare il premier spagnolo, l’unico ad essersi opposto al 5% del pil in armi preteso dal tycoon e uno dei pochi ad essersi schierato nettamente contro il genocidio in Palestina”.
A sinistra sparano balle: parlano di Ceuta per accusare Meloni di inseguire Vannacci
“Meloni rincorre la destra estrema”, discetta Chiara Braga. “Ci ha raccontato di aver dettato legge in Europa sull’immigrazione ma alla prima vera prova la risposta è quella del più becero sovranismo: chiudere le frontiere con la Spagna. Alla rincorsa della peggiore destra tra Vox e Vannacci, cavalca il malcontento e la propaganda”. La capogruppo del Pd alla Camera dei deputati evidentemente non legge le agenzie. altrimenti si accorgerebbe che l’a Ue sta rispondendo proprio in sintonia con il modello italiano, pur fronteggiando un’emergenza che il loro “mito” Sànchez – che ora piagnucola appellandosi all’aiuto Ue – ha provocato.
Patuanelli il peggiore: “Gli altri dovrebbero chiudere Schengen con l’Italia”
Becero il commento del M5S che con il vicepresidente Stefano Patuanelli che ha il coraggio di affermare che Meloni è peggio di Sànchez: “Con numeri di Meloni sono altri a dover chiudere Schengen con Italia”. Non si sa da dove prendano i dati i grillini, visto che i numeri ufficiali del Viminale attestano un calo di sbarchi evidente.
Faraone: “Meloni vuole le prime pagine”
“Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla possibile sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna sono pura propaganda”, di getta a capofitto Davide Faraone di Iv. “La sospensione di Schengen si tradurrebbe in un rafforzamento dei controlli già esistenti su chi viaggia in aereo o in nave. Dunque, in un annuncio costruito per alimentare la paura e occupare le prime pagine”. Già, un altro che non sa cosa significhi prevenire gli effetti di una situazione esplosiva come quella spagnola. Che male gli faranno dei controlli in più, è un mistero gaudioso. Tutto pur di difendere l’indifendibile Sànchez. Capiamo che quella terribili immagini di Ceuta abbiano tolto la parola di bocca alla sinistra immigrazionista, ma c’è un limite a tutto.
La sinistra difende l’indifendibile modello spagnolo nonostante le immagini devastanti
Anche la sinistra europea sragiona: “Basta con l’opportunismo politico dei ‘right parties’ su Ceuta”. Lo scrive sui social la presidente di S&D al Parlamento europeo, Iratxe Garcia Pe’rez sfruttando il gioco di parole tra ‘partiti giusti’ e ‘partiti di destra’. “L’aumento dei flussi migratori è dovuto alle reti di trafficanti che sfruttano una sentenza del tribunale che limita i rimpatri automatici, non alla regolarizzazione – conclude Perez – La solidarietà deve venire prima della manipolazione e delle fake news”.
Il primo post del ministro degli esteri spagnolo è contro l’Italia e Tajani…”
Guardare la devastazione di quelle immagini di migranti e pensare all’Italia è da ossessionati cronici. “È vergognoso che il primo tweet del ministro degli Esteri spagnolo, durante la più grave crisi migratoria della nostra storia, sia quello di attaccare un Paese partner invece di spiegare ai cittadini cosa sta facendo per riprendere il controllo delle nostre frontiere e rimpatriare gli immigrati clandestini che hanno invaso il nostro Paese”. Il post su X di Dolors Montserrat, esponente del Partito popolare spagnolo e numero 2 del Partito popolare europeo, è una sentenza contro il governo spagnolo e il tweet in cui il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato le parole dell’omologo Antonio Tajani annunciando di aver convocato l’ambasciatore italiano a Madrid. “Signor ministro, metta fine a questo scandalo internazionale ora. La sua incompetenza ci sta già costando cara”, ha aggiunto Montserrat. Follia pura.
Rampelli: “Un esodo biblico favorito da Sànchez”
Mai come la vergognosa dichiarazione di Javi López, vicepresidente del Parlamento Europeo, appartenente al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici, in un post pubblicato sul proprio profilo X: “La posizione dell’Italia non è degna di un partner europeo”. Dalla sinistra è tutto. Prendiamo atto con le parole del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che “questo è il modello della sinistra. Cancelli aperti, invasioni, corridoi, business dell’accoglienza, manovalanza per la criminalità a basso costo; ambiguità mascherate da inclusione, caporalato, sfruttamento degli immigrati; negazione della propria identità e del modello di civiltà occidentale. Se ci fate caso gli “invasori” di Ceuta sono tutti uomini under 25, non nuclei familiari: non ci sono donne né bambini e il Marocco non è in guerra. Le immagini terrificanti che stiamo vedendo, un esodo biblico favorito da Sanchez, costituiscono il modello della sinistra. Chiudiamo subito cautelativamente lo spazio Schengen visto il disordine anche istituzionale che si è creato in Spagna in seguito a sentenze discutibili che hanno spalancato la frontiera a Ceuta e favorito la traversata verso la penisola iberica, a tutela dei nostri confini e della nostra sovranità”.
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Gabriele Alberti
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