Da “Task” a “Paradise”, passando per “Portobello”, “Guerrieri” e “Under Salt Marsh”, una selezione di serie e miniserie da recuperare ad agosto. Crime, giustizia, perdono, cambiamenti climatici, democrazia e intelligenza artificiale attraversano racconti intensi e attuali, cui si aggiunge il film “Creature luminose”, incentrato su solidarietà, speranza e rinascita personale
Tra Tv lineare e piattaforme, molte le serie e miniserie Tv che hanno conquistato lo spettatore nel corso della stagione 2025-26. Tra le numerose proposte e i diffusi generi in campo, ecco una selezione di titoli da recuperare durante il mese d’agosto. Titoli da (ri)vedere, capaci di coinvolgere per ritmo o tensione narrativa, ma anche per i temi in evidenza, per le suggestioni problematiche e metaforiche sul nostro presente.
“Task” (Sky, Hbo Max)
Una miniserie che corre su un binario poliziesco, crime-thriller, ma con svolte tra dramma familiare ed esistenziale, dagli intensi riverberi religiosi. Protagonista uno struggente Mark Ruffalo. La serie mette a tema la paternità, allargando la riflessione al dilemma della vendetta e al coraggio liberatorio del perdono cristiano. A firmarla è Brad Ingelsby, autore di “Omicidio a Easttown”. A livello narrativo, il tratto caratterizzante è il percorso parallelo compiuto da due padri di famiglia chiamati a crescere da soli i propri figli e a traghettarli oltre le tragedie della vita. Con “Task” Ingelsby firma una miniserie potente e sfidante, che servendosi di atmosfere crime mette in scena conflitti degni di una tragedia greca o shakespeariana. Un racconto puntellato da rimandi e simbolismo religiosi, che ruota sui temi della misericordia e del perdono. Una serie che, al di là delle atmosfere livide tipiche del poliziesco, brilla per il sofferto percorso dal buio alla luce compiuto dal protagonista, un cammino dolente e riparatore, che apre alla speranza. Complessa, problematico-poetica, per dibattiti.
(Foto Anna Camerlingo)
“Portobello” (Hbo Max)
Con la stessa vis narrativa e carica di denuncia della miniserie “Esterno notte”, sul rapimento e omicidio di Aldo Moro, Marco Bellocchio torna alla serialità firmando “Portobello”, racconto dell’incubo in cui è stato precipitato il noto conduttore Rai Enzo Tortora, accusato e incarcerato per un errore giudiziario. Bellocchio racconta Tortora come la vittima di un’Italia confusa e volubile, incapace di alzare la voce davanti a un’ingiustizia bruciante. Bellocchio picchia duro sulla miopia grossolana nelle indagini, sulle frettolose procedure giudiziarie, ma anche sulla complicità del mondo dell’informazione che ha sbattuto senza esitazione “il mostro” in prima pagina. L’autore governa la macchina da presa con piglio solido e grintoso, dimostrando grande maturità e disinvoltura narrativa, persino una freschezza di sguardo che “contraddice” la sua età anagrafica. A imprimere forza è l’interpretazione sentita, meticolosa, di Fabrizio Gifuni. Consigliabile, problematica, per dibattiti.
(Foto Ufficio stampa)
“Guerrieri. La regola dell’equilibrio” (RaiPlay)
È l’adattamento del ciclo di romanzi di Gianrico Carofiglio, con protagonista un convincente Alessandro Gassmann. A firmare la serie il regista Gianluca Maria Tavarelli. “Guerrieri. La regola dell’equilibrio”, ottimo investigativo da dinamiche legal, è una serie Tv che alterna giallo, dibattimenti in aula, piste investigative a pagine brillanti e di sentimento. Guerrieri è un personaggio affascinante, ben stratificato, in lui troviamo professionalità, acume, misura, ironia, ma anche fragilità. Gassmann lo sagoma con grande efficacia e trasporto, trovando immediatamente una chiave magnetica per lo spettatore. Un racconto solido e ben congegnato, tra linea narrativa e personaggi in campo; risalta con chiarezza l’attenzione alla materia giudiziaria, con diffuso spazio riservato ai dibattimenti in aula. Consigliabile, problematica, per dibattiti.
(Foto Ufficio stampa)
“Under Salt Marsh. Segreti sommersi” (Sky-Now)
Racconta la dimensione rurale dell’Inghilterra, di una piccola comunità di pescatori e pastori lungo la costa del Galles, assediata dai cambiamenti climatici. È il crime-poliziesco “Under Salt Marsh”, miniserie diretta da Claire Oakley e Mary Nighy, con Kelly Reilly e Rafe Spall. Una ex detective, ora maestra elementare, e un ombroso poliziotto devono fare chiarezza nel mistero che avvolge la comunità e al contempo affrontare le cicatrici che custodiscono sottopelle, i loro irrisolti. Tra i punti di forza del racconto la dimensione paesaggistica livida e ruvida, che diventa metafora dell’animo in subbuglio dei due protagonisti, e a ben vedere, dell’intera comunità; ancora, la linea crime-gialla ben costruita e sviluppata nel corso degli episodi, scanditi da sviamenti e colpi di scena. Un racconto fosco, ruvido e serrato, che conquista. Una valida proposta per amanti degli investigativi. Per adulti. Complessa, problematica, per dibattiti.
“Paradise” (Disney+)
Un serrato e avvincente thriller politico dalle pennellate distopiche firmato Dan Fogelman (suo il gioiellino “This is Us”): è “Paradise”, che ha debuttato su Disney+ nel 2025, seguito nel 2026 da una seconda, riuscita, stagione. Protagonista il sempre ottimo Sterling K. Brown. Fogelman firma una serie acuta e profonda, che pur muovendosi nel genere del thriller politico approfondisce con efficacia temi di stringente attualità: crisi nucleare, debolezza della democrazia, manipolazione dell’opinione pubblica, pericoli dell’IA. La narrazione è serrata, coinvolgente, puntellata da flashback e diffusi colpi di scena. Complessa, problematica, per dibattiti.
“Creature luminose” (Netflix)
Non una serie, ma un film. Un piccolo gioiello. È “Creature Luminose” firmato da Olivia Newman, dal romanzo di Shelby Van Pelt. Un’opera che ci parla di solitudine e dolore, tra predita dei propri cari e infanzie ferite; un racconto che vira dal buio alla luce poggiando su temi come accoglienza, solidarietà e perdono. Protagonisti la due volte Premio Oscar Sally Field e Lewis Pullman. Un film che si muove con leggiadria su temi dolorosi, su cicatrici dell’anima. “Creature Luminose” non è un film impantanato nella sofferenza, ma un’opera in cui si irradiano vibranti sfumature di sentimento. I protagonisti superano insieme diffidenze e paure, scoprendo una comunità solidale pronta a tendere loro la mano. Un film arioso e denso di speranza. Consigliabile, poetico, per dibattiti.
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