Il Lato Solare del Potere
Affinché un polo energetico possa esistere ha necessariamente bisogno che si manifesti anche il suo opposto.
È questo il caso dell’Imperatore che, rispetto al terzo Arcano Maggiore, l’Imperatrice, rappresenta il potere sul piano materiale espresso attraverso un archetipo totalmente maschile.
Uno dei primi dettagli da notare è quello delle teste d’ariete scolpite sul suo trono, a indicare, secondo Waite, la connessione di questo personaggio con il primo segno dello zodiaco.
Prendendo in considerazione tale parallelismo, la carta dovrà quindi essere associata alla lettera semplice HE, il cui valore gematrico è 5. Bisogna ricordare che la scuola esoterica di Waite poneva la carta del Matto come prima, associandovi l’Aleph. In tal modo avremo la He associata all’Imperatore. Se, invece, seguiamo la normale numerazione, avremo una associazione tra quarta lettera e quarta carta.
Il segno dell’Ariete è il primo sulla ruota zodiacale e appartiene all’elemento igneo, formando, insieme a Leone e Sagittario, la Triade di questo elemento. Segno d’energia maschile, rappresenta il domicilio diurno di Marte.
Appare in cielo quando la stagione primaverile comincia e, di conseguenza, farà parte, insieme al Cancro, alla Bilancia e al Capricorno, dei cosiddetti segni Cardinali, che occupano gli spazi astrologici di solstizi ed equinozi.
Nell’Analisi del Tema Natale, I, IV, VII e X Casa sono elementi fondamentali costituenti le cosiddette case angolari indicanti rispettivamente: Ascendente, Imum Coeli, Discendente, Medio Cielo.
La prima casa è quella dell’Io, definisce il temperamento, l’atteggiamento generale verso la vita, la costituzione corporea e l’immagine personale.
Nella Iatromatematica il segno dell’Ariete corrisponde alla testa, al viso, al cervello, agli occhi, al naso, alle orecchie, alla mascella superiore, ai denti, al sistema muscolare e a quello immunitario, al sangue e al ferro in esso contenuto, tutti chiari riferimenti allo stretto legame tra Ariete e Marte.
Il segno dell’Ariete, come l’Imperatore, rappresentante autorità, potere, disciplina, stabilità, controllo razionale, leadership, fermezza e capacità di costruire solide basi.
L’Imperatore, inoltre, è Ordine, logica e perseveranza al servizio dei suoi sudditi. Per Oswald Wirth egli rappresenta lo Zolfo Alchemico, per altri è Giove.
L’Imperatore di Waite tiene nella mano destra uno scettro a forma di croce ansata, mentre quello di Wirth è sormontato da una decorazione che somiglia a un simbolo già analizzato: il Giglio.
A quanto pare, per certi circoli esoterici, la croce ansata era una versione antica della fusione di due simboli, quello della croce, chiaramente, e quello della rosa.
Nel mazzo di Waite, l’Imperatore siede su di un trono di pietra, a indicarne l’inamovibile stabilità che, in alcuni casi, potrebbe raggiungere la rigidità mentale nell’applicazione del suo pensiero, del suo comportamento e delle leggi e regole che rappresenta. Nel mazzo di Wirth, il suo trono è cubico, ulteriore richiamo a tali concetti.
Nel mazzo di Waite la sua mano sinistra sostiene un globo dorato, chiaro riferimento al fatto che il suo dominio e il suo regno si estendono a vista d’occhio; del resto, la carica di Imperatore, storicamente, è stata di uomini che avevano il potere su buona parte del mondo conosciuto.
In Wirth la mano sinistra tiene sempre un globo ma sormontato da una croce, il cosiddetto globo crucigero, i cui colori sono il verde e il rosso, riferimenti alchemici.
Sia nel caso di Waite che in quello di Wirth la presenza di questo elemento porta con sé dei chiari riferimenti alla Grande Opera.
I collegamenti al numero quattro sono molteplici e sottolineano, simbolicamente, il concetto di struttura rigida, di governo della materia. Il quattro, con il suo riferimento al quadrato, rimanda a concetti ben precisi, legati principalmente a questo piano.
Se volessimo utilizzare il mazzo per una lettura, l’Imperatore rappresenterebbe, come già detto, autorità e potere, ma anche obiettivi, sicurezza, protezione.
Al di sotto delle sue vesti traspare l’armatura, quindi, non ha dimenticato come combattere e perché; prova di ciò è anche la sua postura sul trono non completamente rilassata se paragonata a quella dell’Imperatrice.
La sua barba è segno di una certa età e l’averla raggiunta è indice di saggezza. In questo caso, però, credo che si tratti di una qualità acquisita “sul campo” e non attraverso una comunicazione con piani superiori come per l’Arcano successivo.
Dato il riferimento visivo al fatto che si tratti di un personaggio di mezza età, per i cartomanti è sempre un chiaro riferimento a una persona grande, una figura paterna, che assume il controllo situazione e ci guida attraverso la sua esperienza e la sua capacità decisionale. Ci prende per mano e decide per noi, come farebbe un padre coi suoi figli o un Imperatore con il suo popolo.
Se le sue decisioni vengono prese per il bene degli altri, sarà un leader e farà fiorire la sua famiglia/impero. Se le decisioni saranno prese solo per affermare costantemente il suo potere, diverrà un despota, un tiranno, qualcuno che non avrà alcun problema a rovinare la vita dell’altro pur di mantenere ed espandere il suo potere attraverso un atteggiamento che, da rigido, diventa duro, opprimente, controllante.
Mi è personalmente capitato che in letture relative a situazioni particolari rappresentasse la “relazione ufficiale”, ma anche quella persona a cui sei vincolato/a e da cui non riesci a liberarti, un attaccamento testimoniante un passato da cui non ci si riesce ad affrancare, che non ha più senso di esistere, poiché arido come lo sfondo che vediamo sulla carta e che non porta alcun frutto.
Se il lato in ombra dell’Imperatrice è la civetteria e la superficialità, qui ci troviamo di fronte a chi vuole dominare e manipolare gli altri, facendo leva sul controllo che ha su questi ultimi.
Egli dà forma e struttura ma bisogna sempre comprendere che queste ultime, se troppo rigide, non offrono stabilità ma soffocano chi si trova a muoversi al suo interno.
Se al rovescio, talvolta, può indicare, invece, l’incapacità del consultante o di chi è coinvolto nella lettura, di “prendere in mano la situazione” e gestirla con uno schema mentale e d’azione ben preciso, basato sulla logica razionale piuttosto che sull’emotività, come ci si aspetterebbe, invece, da un’Imperatrice. Ancora, potrebbe indicare il bisogno di liberarsi dalle proprie rigidità.
Un interessante piccolo gioco può aiutarci a comprendere come calcolare il nostro Arcano Maggiore attraverso la nostra data di nascita. Basterà sommare tra loro le cifre che la compongono.
Ad esempio, ammettendo che il mitico signor Mario Rossi sia nato il 23 agosto del 1975, non dovremo fare altro che sommare le singole cifre tra loro ottenendo quindi:
2+3+8+1+9+7+5=35, non esistendo il 35° Arcano Maggiore, si procederà a sommare tra loro le cifre del risultato in questo modo 3+5= 8.
Bene, la Lama del signor Rossi sarà la Giustizia o la Forza, in base al mazzo di riferimento.
Calcolarlo ci permette di comprendere qual è, in teoria, l’Arcano che ci è stato assegnato e, di conseguenza, il nostro scopo e la nostra meta su questo piano di esistenza.
In una lettura è inoltre interessante andare a trovare le connessioni numerologiche tra Arcani. Ad esempio, l’Arcano senza Nome, il cui valore è 13, attraverso la somma delle cifre che compongono il suo valore, avrà un legame sottile con la carta dell’Imperatore. Il che, ha un profondo senso se consideriamo l’aspetto della rigidità, del passato da cui non riusciamo a svincolarci, o della struttura rigida che si perpetua nel tempo attraverso regole e gerarchie soffocanti.
Per eliminare questo tipo di cose è necessario avere l’energia, il potere della Morte, da sempre vista in senso esoterico come la trasformazione radicale che, a differenza della Torre, non avviene, di solito, per un evento esterno e prorompente, ma perché era giunto il momento che quel qualcosa finisse.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Ercole H. Fiandro
Source link





