Bologna, 20 luglio 2026 – La mattina dopo la tragedia del Pilastro ricomincia da tutta una serie di accertamenti a catena sulla morte di Abderrahim Fakir. Il decesso del facchino 42enne deceduto al culmine di un intervento di polizia in via Svevo ieri intorno alle 12.15 è ora al centro di una doppia indagine.
L’indagine interna dell’Ausl di Bologna per l’intervento dei sanitari
Da una parte c’è l’Ausl di Bologna. Che ha aperto un procedimento interno per verificare l’operato dei sanitari del 118 intervenuti.
Nel video in cui si vedono gli ultimi istanti di vita di Abderrahim, gli operatori del 118 (che erano stati allertati dai poliziotti) sono stati ripresi mentre intervengono solo quando l’uomo è ormai a terra privo di sensi. Un intervento che necessita secondo l’autorità giudiziaria di approfondimento per tempi e modalità.
Intanto il procuratore di Bologna, Paolo Guido, ha comunicato che ancora non ci sono iscritti al registro degli indagati, ma ci sono 6 persone su cui si stanno svolgendo accertamenti. Si tratta dell’applicazione della nuova norma (come previsto dal decreto sicurezza) sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione. la prima volta.
Disposta l’autopsia
Mentre allo stesso tempo dinamica esatta e cause del decesso sono la priorità in cima all’inchiesta aperta dalla procura di Bologna, nella persona del pm Domenico Ambrosino. È stata disposta l’autopsia sulla salma e sono stati acquisiti i filmati delle bodycam dei poliziotti, oltre ai video registrati coi telefoni dalle persone che hanno assistito alla tragedia ieri al Pilastro.
La protesta della comunità del Pilastro dopo la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, durante un intervento di polizia
Le urla strazianti al Pilastro
Ieri le urla strazianti che giungevano dalla zona garage di via Svevo 6 hanno squarciato il frinire delle cicale di mezzogiorno al Pilastro. I gemiti, gli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir, si sono spenti col passare dei minuti con una serie di “basta!” sempre più fievoli: mentre due agenti di polizia lo ammanettavano al culmine di un intervento documentato anche da alcuni video: filmati dalle persone attirate in zona da quelle urla. Le grida straziate e strazianti di un 42enne di origini marocchine, in Italia da 7 anni, che ieri intorno alle 12.15 è morto pare per arresto cardiaco durante un intervento di polizia, scattato dopo che alcuni residenti della zona avevano segnalato un uomo che dava in escandescenze, ripercorre la questura.
I rilievi della polizia Scientifica
La ricostruzione della tragedia
“Chiedeva semplicemente aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva ’aiuto, aiuto, aiuto’”, ha raccontato un condomino, che ha assistito alla scena dalla finestra del suo appartamento. Secondo poi quanto riferito dalla questura, tra gli agenti e Abderrahim ci sarebbe stata una discussione iniziale, in cui i poliziotti hanno anche richiesto l’intervento dei sanitari del 118 per contenere l’uomo. In questo frangente, la polizia riferisce che sia avvenuto anche il danneggiamento di un’automobile, prima che gli agenti appunto arrivassero alla colluttazione con il 42enne, immobilizzandolo a terra e ponendosi sopra di lui per bloccargli i piedi con le fascette e ammanettargli i polsi. “Aiuto” e “basta” è il grido sgomento di Abderrahim mentre gli agenti, aiutati da un altro residente, gli premono la testa a terra e cercano di vincerne la resistenza per ammanettarlo, dopo avergli spruzzato contro anche dello spray al peperoncino per calmarlo.
“Abderrahim era asmatico e soffriva di cuore”
Momenti concitati, immortalati in un video di diversi minuti che riprende dall’alto le fasi della tragedia consumatasi in via Svevo. Ora, è la squadra mobile (intervenuta sul posto con Digos e Scientifica) che sta collezionando tutti gli elementi utili a ricostruire la dinamica esatta degli ultimi minuti di vita di Abderrahim Fakir. Sono già state acquisite numerose testimonianze, oltre alle riprese delle bodycam degli agenti stessi, che hanno registrato le operazioni. La procura, nella persona del sostituto procuratore Domenico Ambrosino, è ora al lavoro per compiere tutti gli accertamenti del caso per chiarire l’esatta dinamica e soprattutto le cause della morte del 42enne. Abderrahim, riferiscono i familiari, era asmatico e soffriva di cuore. Gli agenti coinvolti nell’intervento non sono stati per ora sospesi dal servizio, ma la loro posizione è sotto la lente della procura con una probabile e imminente iscrizione nel registro degli indagati, come atto dovuto.
Abderrahim si trovava al Pilastro “per salutare un amico”
Abderrahim Fakir, classe 1983 e 43 anni ancora da compiere in ottobre, si trovava al Pilastro “per salutare un amico”. Così hanno ricostruito il fratello Mohamed e la sorella Khadija, assistiti ora dall’avvocato Carlotta Gregori. L’uomo, nato in Marocco ma in Italia da sette anni e regolare sul territorio, viveva a Borgonuovo nel comune di Sasso Marconi e lavorava in un’impresa di facchinaggio. I parenti accorsi al Pilastro ieri hanno ricordato Abderrahim come “un bonaccione. Non ha mai fatto del male a nessuno e ha fatto una morte indegna”, ha scandito ancora il fratello Mohamed. Il 42enne era sposato e risulta gravato da piccoli precedenti per spaccio e resistenza. Al Pilastro era molto conosciuto e aveva numerose amicizie, come hanno testimoniato le tantissime persone accorse nei garage di via Svevo, che hanno intonato canti di preghiera quando i necrofori hanno trasportato via la salma di Abderrahim. “Non hanno avuto pietà! Non hanno avuto pietà per mio fratello ed è stato ucciso. Ora vogliamo verità e giustizia” ha gridato la sorella in lacrime.
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