L’Italia si adegua all’AI Act sulla formazione e investe in data center


Sull’intelligenza artificiale il Consiglio dei ministri dell’Italia ha approvato un nuovo decreto legislativo per l’adeguamento alle regole armonizzate europee sull’AI. Inoltre, il Cdm ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale due nuovi programmi di investimento per la realizzazione di data center in Lombardia e in Sardegna, per un valore complessivo di circa 6,8 miliardi di euro. Le iniziative rafforzano la sovranità digitale del Paese, sostengono lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e favoriscono l’attrazione di investimenti ad alto contenuto tecnologico.

I provvedimenti sull’AI disciplinano, da un lato, l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia e i relativi profili di responsabilità civile e penale e, dall’altro, definiscono la governance nazionale dell’intelligenza artificiale, il sistema di vigilanza e sanzionatorio e le regole per il suo utilizzo nei settori della formazione, del lavoro, della sanità e della pubblica amministrazione. I testi recepiscono le osservazioni formulate dalle Commissioni parlamentari, dalla Conferenza unificata e dal Garante per la protezione dei dati personali, introducendo ulteriori garanzie in materia di tutela dei diritti, protezione dei dati e coinvolgimento degli enti territoriali.

Il decreto AI – sottolinea il comunicato del Cdm – reca la prima disciplina organica dell’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, precisando che “Le decisioni restano dell’operatore ed è esclusa l’adozione di decisioni produttive di effetti giuridici negativi sulla sola base dell’elaborazione automatizzata. L‘identificazione biometrica in tempo reale è ammessa in casi eccezionali, per periodi limitati e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria; è vietata la costituzione di banche dati biometriche mediante raccolta massiva e non mirata di informazioni dal web”.

Sì alle attività di polizia e riconoscimento facciale con AI

Il provvedimento introduce, inoltre, nel Codice penale l’articolo 437-bis, che “punisce l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio e la loro alterazione illecita, con pena graduata in funzione del bene giuridico esposto a pericolo, e rafforza la tutela civile del danneggiato attraverso l’accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso di causalità, un foro alternativo prossimo alla residenza del danneggiato e l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione”.

A seguito dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza unificata e del Garante per la protezione dei dati personali, “il testo è stato modificato rispetto a quello approvato in esame preliminare. In relazione alla disciplina dei sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori, sono stati definiti i requisiti minimi della banca dati di riferimento ed esplicitati gli obblighi di cancellazione e le garanzie di non incrementabilità dei dati utilizzati per il confronto biometrico.

È stata dettagliata in una previsione autonoma la posizione dell’utilizzatore professionale di sistemi ad alto rischio che ometta intenzionalmente di adottare misure di sorveglianza umana.

Le modifiche al testo originario: la partecipazione dei territori

È stata, inoltre, assicurata la partecipazione degli enti territoriali, con modalità proprie, all’installazione e alla manutenzione delle componenti di intelligenza artificiale e delle tecnologie biometriche dei sistemi di videosorveglianza impiegati per il contrasto dei reati.

Sono stati, infine, “esplicitati i poteri riconosciuti al Garante per la protezione dei dati personali nell’ambito dei ruoli allo stesso attribuiti, con il suo coinvolgimento negli spazi di sperimentazione normativa e la precisazione delle modalità di trattamento dei dati operativi sensibili per le attività di ricerca e sperimentazione”.

AI, vigilanza a AGID e ACN

Il decreto sull’AI definisce anche l’assetto di governance nazionale in materia di intelligenza artificiale, imperniato sull’Agenzia per l’Italia digitale quale autorità di notifica e sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale quale autorità di vigilanza del mercato, con funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, della Commissione nazionale per le società e la borsa e dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni sui sistemi ad alto rischio collegati alla fornitura di servizi finanziari e competenze del Garante per la protezione dei dati personali sui sistemi impiegati nelle attività di contrasto, di gestione delle frontiere, di giustizia e di democrazia.

Il quadro sanzionatorio, fa sapere la nota del Cdm, è graduato e proporzionato, con limiti massimi inferiori a quelli previsti dal regolamento europeo e la possibilità di misure non pecuniarie “per le violazioni di scarsa offensività”.

Formazione e contrasto ai rischi dell’AI

Il decreto del Governo “anticipa l’operatività degli spazi di sperimentazione normativa, con trattamento preferenziale per le piccole e medie imprese e per le imprese in fase di avvio, e disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei percorsi formativi, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione“.

Nel dettaglio, sono previsti: aggiornamento delle indicazioni nazionali e formazione stabile dei docenti, con una dotazione di 100 milioni di euro per il contrasto dei rischi connessi all’abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali; alfabetizzazione, riqualificazione e alta formazione del personale pubblico, in raccordo con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e con Formez; formazione dei magistrati affidata alla Scuola Superiore della Magistratura; inserimento obbligatorio della formazione sull’AI nel programma di Educazione Continua in Medicina.

Infine, “le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato, con nullità del licenziamento intimato in violazione del divieto”.

Le modifiche richieste dal Garante privacy

A seguito dei pareri favorevoli con osservazioni della Conferenza unificata, del Garante per la protezione dei dati personali e delle competenti Commissioni parlamentari, il testo modificato rispetto a quello approvato in esame preliminare introduce un articolo che prevede il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome nelle attività disciplinate dal decreto. Ciò serve a valorizzare le esperienze territoriali e favorire il riuso delle migliori soluzioni sviluppate nell’ambito di programmi e progetti già in uso.

Sono stati esplicitati i poteri attribuiti al Garante per la protezione dei dati personali, limitatamente ai sistemi di intelligenza artificiale impiegati nelle attività di contrasto, in materia di migrazione e asilo e nella gestione del controllo delle frontiere.

Inoltre, è stato precisato che non rientrano tra le decisioni finali relative alla costituzione del rapporto di lavoro le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportino la mancata ammissione alle fasi successive della selezione.

Data center, i due interventi del Decreto Asset

Con un intervento separato, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha deliberato la dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale di due grandi programmi di investimento per la realizzazione di data center sul territorio italiano, ai sensi dell’articolo 13 del Decreto Asset.

I due interventi, localizzati rispettivamente nell’area metropolitana di Milano e nell’area del Sulcis Iglesiente, mobilitano complessivamente circa 6,8 miliardi di euro di investimenti diretti e rafforzano la strategia del Governo per consolidare la sovranità digitale del Paese, sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico.

Il programma di K2 Strategic Pte a Milano

Il primo programma, della società K2 Strategic Infrastructure Italy Srl, detenuta da K2 Strategic Pte. Ltd. (K2), prevede lo sviluppo di un campus hyperscale per data center di capacità complessiva fino a circa 400 MW nei Comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nell’area metropolitana di Milano. Il programma prevede un investimento complessivo stimato in circa 5,3 miliardi di euro e genererà, durante le fasi di sviluppo e costruzione – della durata di quattro anni – un fabbisogno occupazionale medio stimato di circa 2.000 unità lavorative annue.

Nella successiva fase operativa, il progetto garantirà circa 200 posti di lavoro diretti ad alta specializzazione, ai quali si aggiungeranno circa 1.300 unità nell’indotto permanente dedicate alle attività di gestione e manutenzione.

A riguardo, il ministro Urso ha avuto un confronto telefonico con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per verificare la piena conformità degli investimenti rispetto alle disposizioni previste dalla nuova legge regionale sui data center, nel quadro di una piena e leale collaborazione tra le istituzioni.

Il programma di Energy Vault Sulcis in Sardegna

Il secondo programma, denominato Digital Vault Sulcis e promosso dalla società Energy Vault Sulcis Srl, controllata indirettamente da Energy Vault Holdings Inc., prevede un progetto strategico per la realizzazione, presso l’ex miniera di carbone di Monte Sinni a Nuraxi Figus (Gonnesa, Sud Sardegna), di un Data Center Edge AI integrato con infrastrutture per la produzione e l’accumulo di energia rinnovabile.

L’iniziativa mobilita un investimento di circa 1,49 miliardi di euro e comprende un Data Center con capacità fino a 30 MW, generando a regime una stima di circa 400 posti di lavoro annui tra occupazione diretta e indotto. Il progetto favorirà la riconversione sostenibile di un sito industriale dismesso, contribuendo alla nascita nel Sulcis di un hub tecnologico avanzato dedicato all’intelligenza artificiale e alle nuove infrastrutture energetiche.

Data center e AI, la strategia del Governo

L’indirizzo, afferma il Governo in merito ai progetti per i data center, è coerente con la strategia che l’Italia sta portando avanti per il territorio, basata sul rilancio industriale e sulla riqualificazione del polo produttivo. A seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri sarà nominato, per ciascun programma di investimento, un commissario straordinario di Governo, d’intesa con le Regioni, con il compito di assicurare il coordinamento delle attività amministrative e accelerare la realizzazione degli interventi, anche ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica.

Con la delibera odierna, salgono a 7 i programmi di investimento strategici per data center per oltre 25 miliardi. Oltre Energy Vault e K2 sono stati infatti già deliberati: Amazon per un investimento di circa 1,2 miliardi di euro nei Comuni di Rho/ Pero e Zibido San Giacomo; Vantage investimento di 8 miliardi di euro nei comuni di Melegnano, Settimo milanese, Cornaredo e Tavazzano; Edgeconnex investimento di circa 3 miliardi di euro nei comuni di Opera, Pieve Emanuele/Fizzonasco e Bertonico; Equinix investimento di circa 4 miliardi di euro nei comuni di Settimo milanese e Cusago; Techbau investimento di circa 4 miliardi di euro nel comune di Trino vercellese in Piemonte.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link