ll segretario di Stato americano ha affermato che un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi nella giornata di lunedì. L’ha detto a Nuova Delhi, riferendosi alla potenziale intesa
La nebbia di guerra sull’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran prosegue senza certezze. In mattinata il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha fatto il punto sullo stato della trattativa: «Abbiamo raggiunto un quadro di intesa, ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente». Ha poi chiarito che il nucleare è ancora fuori dal tavolo dei negoziati e che le garanzie statunitensi non sono sufficienti. Ma soprattutto ha accusato Israele di voler mettersi di traverso per far saltare il banco: «L’entità sionista sta facendo del suo meglio per minare l’accordo».
Lato Washington, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi «oggi stesso». Rubio ha espresso fiducia nel fatto che l’Iran «avvierà un negoziato concreto, significativo e al tempo limitato sulla questione nucleare» e ha aggiunto, prima di lasciare Nuova Delhi: «Abbiamo sul tavolo quella che credo sia una proposta piuttosto solida in termini di capacità di Israele di riaprire gli stretti, di renderli accessibili».
Le dichiarazioni di Rubio sono giunte dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridimensionato le aspettative di un accordo, spiegando di aver detto ai suoi negoziatori di «non affrettarsi». «Non ha fretta, il presidente non concluderà un cattivo accordo», ha confermato Rubio.
PUNTI CHIAVE
18:04
Fonti di alto livello hanno riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che “l’Iran è pronto a rimuovere l’uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina”.
“Teheran sta cercando garanzie dalla Cina prima di procedere con l’accordo con gli Stati Uniti”.
Intanto il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Pechino. Il Pakistan è uno dei Paesi mediatori nei negoziati tra Usa e Iran.
17:11
“Ho ringraziato il presidente Xi Jinping per il costante sostegno della Cina ai sinceri sforzi di pace del Pakistan e ho molto apprezzato la sua lungimirante proposta in quattro punti per la pace e la stabilità regionale”, ha scritto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif, che ha definito “caloroso e cordiale” l’incontro col presidente cinese a Pechino.
Sharif ha detto di essere stato accompagnato dal vice premier e ministro degli Esteri Mohammad Isha Dar e dal comandante delle forze armate del Pakistan Asim Munir.
16:14
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non cederà alle pressioni o a quelle che ha definito richieste eccessive nei colloqui con gli Stati Uniti. “La Repubblica islamica non cederà in alcun caso alle pressioni e alle richieste eccessive”, ha affermato il presidente iraniano.
16:02
I termini dell’accordo con l’Iran che stanno emergendo sono al di là “persino delle capacità di Donald Trump di trasformarli in un trionfo”. Lo afferma Cnn mostrando scetticismo nei confronti dell’intesa che potrebbe rivelarsi “più divisiva della guerra stessa”.
L’accordo che si profila è ben distante dalla “resa completa” che Trump aveva inizialmente chiesto all’Iran, mostrando un presidente in difficoltà fra i prezzi della benzina in rialzo, il calo nei sondaggi e le critiche dei repubblicani per il fondo creato per risarcire i suoi alleati presi di mira dall’amministrazione di Joe Biden.
Una delle domande a cui Trump si trova a dover rispondere è se il suo accordo sia più stringente di quello di Barak Obama e, soprattutto, se l’essere uscito da quell’intesa abbia messo gli Stati Uniti in una posizione migliore contro l’Iran.
“Il fatto che questa sia una domanda – mette in evidenza Cnn – mostra il dilemma di Trump: riprendere la guerra potrebbe avere gravi conseguenze economiche e politiche. Mettervi fine alle condizioni migliori possibili potrebbe rivelarsi altrettanto impopolare”.
15:04
La riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in fasi. Lo ha detto un funzionario iraniano al Washington Post, sottolineando che nella prima fase gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni congelati, avrà inizio lo sminamento e verrà revocato il blocco americano.
14:39
Donald Trump lega le trattative con l’Iran all’ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo.
“Nel corso delle discussioni che ho avuto con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l’Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo”, afferma il presidente sul suo social Truth.
I leader dei paesi arabi “si sentirebbero onorati di accogliere l’Iran tra i firmatari degli Accordi di Abramo. Wow: questa sì che sarebbe una cosa davvero speciale”, ha aggiunto Trump richiedendo “con fermezza che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, qualora l’Iran siglasse l’accordo con me, sarebbe un onore accoglierlo anch’esso all’interno di questa impareggiabile coalizione Mondiale”.
“Il Medio Oriente risulterebbe unito, potente ed economicamente forte, forse come nessun’altra area in tutto il mondo. Incarico i miei Rappresentanti di avviare il processo volto a includere la firma di tali Paesi nei già storici Accordi di Abramo”, ha osservato.
14:28
L’Iran sembra essere sul punto di “cedere” sullo Stretto di Hormuz: Teheran non deve poter controllare il traffico o imporre pedaggi perché altrimenti emergerebbe “strategicamente rafforzato” nonostante i duri colpi subiti negli attacchi americani. Lo ha detto l’ex direttore della Cia David Petraeus a Cnbc, sottolineando che nel possibile accordo di pace dovrebbero essere affrontati anche altri nodi, quali il programma nucleare iraniano e i finanziamenti a Hezbollah.
11:15
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, non sarà a New York per la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a causa delle circostanze generali e di un problema relativo al visto per gli Stati Uniti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
10:26
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in una conferenza stampa ha riassunto gli ultimi sviluppi della trattativa Usa-Iran, dal punto di vista della Repubblica Islamica. Prima di tutto, “il quadro di intesa” sarebbe stato raggiunto dalle parti, “ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente”. Ha poi precisato che al momento l’Iran non ha fiducia nel rispetto della parola data da Washington, che il nucleare “in questa fase” non è tema di discussione e che la priorità resta la fine del conflitto. Una parte del discorso è stata rivolta a Israele: “Le autorità sioniste stanno facendo di tutto per minare l’accordo, e ci aspettiamo che Israele intraprenda alcune azioni”.
10:23
Secondo il Telegraph, che cita un funzionario americano, Washington e Teheran hanno “concordato in linea di principio” gli aspetti principali di un’intesa per provare a superare il conflitto che le coinvolge, ma per sancire l’accordo manca ancora “l’approvazione finale” del presidente Usa Donald Trump e dell’Ayatollah iraniano, Mojtaba Khamenei.
09:20
Come previsto, il capo dell’esercito pakistano ,Asim Munir, è arrivato in Cina insieme al primo ministro del paese, Shehbaz Sharif, per i colloqui con i leader cinesi. Al centro l’accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Pechino ha annunciato che collaborerà con il Pakistan per “dare un contributo positivo al rapido ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente”.
08:26
Il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha condannato a morte quattro persone, con l’accusa di aver accoltellato fatalmente un membro dei Basij (la milizia collegata ai Guardiani della Rivoluzione), Arman Aliverdi, poi deceduto in ospedale durante le proteste del 2022 in Iran dopo la vicenda studentessa Mahsa Amini (morta mentre era in arresto).
Nove persone presenti sul luogo dei fatti, avvenuti durante le proteste nel complesso residenziale di Ekbatan a Teheran, sono state arrestate con l’accusa di aver picchiato e accoltellato mortalmente Aliverdi, di aver minato la sicurezza partecipando alle proteste e di aver svolto propaganda contro il sistema.
Quattro degli imputati sono stati condannati a morte, mentre gli altri cinque sono stati condannati a pene detentive da uno a cinque anni.
08:25
Apre in forte calo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam, in vista di un imminente accordo per il cessate il fuoco tra Iran e Usa, con la conseguente riapertura dello stretto di Hormuz. I contratti future sul mese di giugno cedono il 6,23% a 45,65 euro al Mwh.
08:00
I prezzi del petrolio sono in forte ribasso sulla scia delle speranze che possa essere raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il prezzo del greggio Brent del Mare del Nord ha perso il 5,71% attestandosi a 97,73 dollari mentre i future sul Wti cedono il 5,87% a 90,93 dollari al barile. Gli Stati Uniti e l’Iran sembrano piu’ vicini che mai a un accordo anche se ieri Trump ha frenato rispetto alla tempistica.
07:17
Iran e Stati Uniti potranno raggiungere un accordo ”già oggi”. Lo ha annunciato il Segretario di Stato Marco Rubio da Nuova Delhi dopo che è saltato l’annuncio previsto per ieri. ”Abbiamo quello che credo sia un accordo abbastanza solido sul tavolo”, un accordo che ”riguarda la capacità di riaprire lo Stretto” di Hormuz, ma anche ”entrare nei negoziati sulla questione nucleare” iraniano. ”Pensavano di avere delle buone notizie ieri sera, può essere che arriveranno oggi, ma non mi sbilancerei oltre”, ha aggiunto. Ma se l’accordo non ci sarà, ”risolveremo in altro modo” la questione, ha detto Rubio.
Gli Stati Uniti daranno alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le “alternative”, ha spiegato Rubio ai giornalisti a Nuova Delhi.
07:16
L’accordo in via di definizione tra Iran e Stati Uniti riconoscerà sempre a Israele il ”diritto” a difendersi. Lo ha spiegato il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando ai giornalisti a Nuova Delhi. “Israele ha sempre il diritto a difendersi. Qualunque Paese al mondo ha questo diritto. E
dunque, se Hezbollah si appresta a lanciare dei missili o lancia dei missili contro di loro, Israele ha il diritto di rispondere”, ha affermato Rubio.
07:15
La Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, si trova “in una localita’ segreta, con scarso accesso al mondo esterno e raggiungibile solo tramite una fitta rete di corrieri”. E’ quanto riferiscono a Cbs funzionari statunitensi sulla base di fonti dell’intelligence americana. Secondo queste stesse fonti, i funzionari iraniani autorizzati a collaborare con l’amministrazione Trump hanno difficolta’ a comunicare all’interno del proprio sistema e questo e’ uno dei motivi principali per cui i dettagli di un potenziale accordo con l’Iran e degli accordi precedenti stentano a emergere.
Persino i funzionari ai massimi livelli del governo di Teheran non saprebbero dove si trovi Khamenei e non avrebbero modo di contattarlo direttamente. Quando gli Stati Uniti inviano proposte, la difficolta’ di raggiungere la Guida suprema comporta lunghi tempi di attesa e dilata necessariamente i tempi dell’accordo.
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