#Finsubito news – Banche Usa: Morgan Stanley e Bank of America chiudono il cerchio, il bilancio finale


Due conti diversi, reazioni di Borsa simili ma con importanti differenze. Morgan Stanley ha archiviato il terzo trimestre 2026 con utile e ricavi sopra le stime, trainata ancora una volta dal trading azionario e dalla macchina della gestione patrimoniale. Bank of America, invece, ha visto l’utile netto scendere del 17% su base annua, appesantito da un accantonamento da 1,2 miliardi di dollari per le sanzioni legate alle carenze nei controlli antiriciclaggio. Eppure a Wall Street, nelle prime battute di seduta, entrambe le banche Usa arretrano: Morgan Stanley sta cedendo quasi due punti percentuali, mentre Bank of America sta perdendo più di sette punti. 

 

In questo articolo:

 

  • Bank of America, la sanzione pesa sui conti
  • Cresce il margine d’interesse
  • Banche Usa, i numeri di Morgan Stanley
  • Vola anche la gestione patrimoniale
  • Banche Usa, Il bilancio delle trimestrali 

 

Bank of America, la sanzione pesa sui conti

Nel comunicato ufficiale la seconda banca americana per attivi riporta un utile netto di 6,9 miliardi di dollari, pari a 0,91 dollari per azione, contro gli 8,3 miliardi (1,04 dollari) di un anno fa. Al netto dell’onere straordinario, l’utile rettificato sale a 8,1 miliardi, ovvero 1,08 dollari per azione: un soffio sotto il consenso degli analisti, che si attestava intorno a 1,10 dollari. Anche i ricavi, pari a 30 miliardi di dollari (+3%), sono rimasti al di sotto dei circa 30,6-30,7 miliardi attesi.

L’onere da 1,2 miliardi non è deducibile fiscalmente e sottrae quindi per intero circa 0,17 dollari all’utile per azione. Discende dagli ordini annunciati il 13 ottobre dall’Office of the Comptroller of the Currency (Occ) e dal Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), ai quali la banca ha prestato il proprio consenso. Gli ordini riguardano il rispetto del Bank Secrecy Act e i programmi di contrasto al riciclaggio e di rispetto delle sanzioni economiche.

Secondo Reuters, le contestazioni riguardano la mancata segnalazione alle autorità di oltre 5 miliardi di dollari di attività sospette e comprendono la terza sanzione più elevata nella storia del Tesoro statunitense. È l’epilogo di una vicenda aperta da tempo: già nel dicembre 2024 l’Occ aveva emesso nei confronti dell’istituto un ordine di cessazione per le carenze nei controlli, all’epoca senza alcuna multa.

Cresce il margine d’interesse

Sotto la superficie della sanzione, il motore tradizionale della banca ha girato bene. Il margine d’interesse è cresciuto dell’8% a 16,4 miliardi di dollari (16,6 miliardi su base Fte), con un rendimento netto degli impieghi salito di 15 punti base al 2,16%, grazie a prestiti e depositi in aumento e al riprezzamento degli attivi a tasso fisso. I prestiti medi hanno raggiunto 1.230 miliardi di dollari (+6%), al decimo trimestre consecutivo di crescita sequenziale. La divisione di gestione patrimoniale ha messo a segno ricavi per 7,1 miliardi (+13%), con commissioni di gestione in salita del 16%. Migliora anche la qualità del credito, con un tasso di perdite nette sceso allo 0,44%.

A deludere sono state invece le attività legate ai mercati. I ricavi da trading sono calati del 5% a 5,1 miliardi: il reddito fisso, valute e materie prime è sceso del 17% a 2,6 miliardi, penalizzato da mutui, titoli municipali e credito, mentre l’azionario è cresciuto dell’11% a 2,5 miliardi. Le commissioni di investment banking sono scese dell’11% a 1,8 miliardi. Un dato che il mercato in parte si aspettava: a settembre l’amministratore delegato Brian Moynihan aveva anticipato commissioni inferiori al consenso e un trading sostanzialmente stabile, provocando un forte calo del titolo. 

Moynihan ha preferito mettere l’accento sulla crescita organica: “Il nostro slancio, che si riflette nella crescita dei depositi dei clienti, nei flussi della gestione patrimoniale e nell’attività dei consumatori, ha sostenuto utili solidi, la crescita del bilancio e il valore di lungo periodo per gli azionisti”, ha dichiarato. Ha sottolineato anche che oltre 200.000 dipendenti utilizzano già strumenti di intelligenza artificiale, con più di 300 casi d’uso approvati. Severi gli analisti. Mike Mayo di Wells Fargo ha definito i risultati dei mercati dei capitali “di gran lunga i peggiori della categoria” nel trimestre. 

Banche Usa, i numeri di Morgan Stanley

Di segno opposto i numeri di Morgan Stanley. Secondo il comunicato della banca, i ricavi netti sono saliti del 12% a 20,3 miliardi di dollari, contro i 19,95 miliardi attesi dal consenso Lseg. L’utile netto è cresciuto del 6,5% a 4,9 miliardi, pari a 3,03 dollari per azione, oltre le stime comprese tra 2,91 e 2,94 dollari. Il rendimento sul capitale tangibile si è attestato al 22,6%.

Il cuore del risultato è ancora una volta il trading azionario. I ricavi della divisione Equity sono balzati del 41% a 5,8 miliardi di dollari, circa 909 milioni sopra le stime secondo Cnbc, con una forza diffusa a tutti i prodotti e le aree geografiche e una spinta particolare dall’Asia. In questa direzione, la volatilità dei mercati legata alle decisioni della Federal Reserve e al conflitto tra Stati Uniti e Iran ha spinto gli investitori a ribilanciare i portafogli, gonfiando i volumi sui banchi di negoziazione. Nell’investment banking (+2% a 2,16 miliardi) la consulenza su fusioni e acquisizioni è salita a 887 milioni dai 684 di un anno fa. Il collocamento di azioni è invece calato per il minor numero di Ipo e di operazioni sui blocchi. Il reddito fisso ha ceduto il 7% a 2 miliardi, per il calo nel credito e nelle materie prime.

Vola anche la gestione patrimoniale

L’altra gamba è la gestione patrimoniale, che ha segnato ricavi record per 9,1 miliardi (+10%) con un margine ante imposte del 30,4%. Record anche la nuova raccolta netta, pari a 232 miliardi di dollari, poco più della metà dei quali legata a flussi connessi alle Ipo. I flussi verso i servizi a commissione hanno raggiunto 80,5 miliardi, compreso un nuovo mandato previdenziale aziendale. In calo invece l’Investment Management, i cui ricavi sono scesi del 12% a 1,5 miliardi per lo storno di carried interest maturato su alcuni investimenti di uno dei fondi privati del gruppo.

“L’Integrated Firm sta collegando tutta l’ampiezza di Morgan Stanley per offrire soluzioni e consulenza differenziate ai nostri clienti”, ha commentato l’amministratore delegato Ted Pick. Ha sottolineato inoltre che tra wealth e investment management le masse complessive dei clienti sono salite a 10.500 miliardi di dollari. Nel trimestre la banca ha riacquistato azioni proprie per 1,5 miliardi e ha dichiarato un dividendo trimestrale di 1,15 dollari, con un Cet1 al 14,9%.

Perché allora il titolo scende? Il confronto con il secondo trimestre record, chiuso con ricavi per 21,3 miliardi e un utile per azione di 3,46 dollari, rende i numeri meno brillanti in sequenza. I ricavi sono in calo del 5%, il rendimento sul capitale tangibile passa dal 26,6% al 22,6% e il rapporto costi/ricavi sale al 67% dal 65%. Mike Mayo ha parlato di risultati “buoni, ma non eccellenti“, visto che alcuni indicatori di business hanno mostrato un miglioramento più lento.

Banche Usa, il bilancio delle trimestrali 

Con Bank of America e Morgan Stanley si completa il quadro delle sei grandi banche Usa, aperto ieri da JPMorgan, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo. Goldman Sachs è stata la protagonista della prima giornata, con un utile salito a 5,29 miliardi di dollari (17,01 dollari per azione) e ricavi in crescita del 23% a 18,68 miliardi, grazie a un balzo del 72% del trading azionario. Citigroup ha registrato un utile in aumento del 40% a 5,25 miliardi e i ricavi più alti per un terzo trimestre degli ultimi dieci anni. Più deludente JPMorgan, con un utile di 15,3 miliardi (5,57 dollari per azione) contro i 5,93 attesi, una rara battuta d’arresto per la banca di Jamie Dimon. Delude anche Wells Fargo, che ha battuto le stime sugli utili (1,87 dollari per azione) ma non sui ricavi, fermi a 21,78 miliardi contro i 22,31 attesi.

Il filo comune è evidente. Da un lato il boom del trading azionario, alimentato dalla volatilità: +72% per Goldman Sachs, +41% per Morgan Stanley, +11% per Bank of America. Dall’altro la sofferenza del reddito fisso, colpito dal rialzo dei rendimenti, con Bank of America a -17% e Morgan Stanley a -7%. “L’obbligazionario come da attese ha sofferto per questo trimestre, in cui tutto il comparto ha affrontato un aumento dei rendimenti e un calo delle quotazioni”, aveva osservato ieri David Pascucci, analista di Xtb. Secondo Pascucci, l’ondata di vendite sulle obbligazioni potrebbe rappresentare un problema per il sistema bancario Usa, pur di natura momentanea.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม