la risposta dei giovani a chi li accusa di essere indifferenti – Il Desk


L’iniziativa promossa dagli studenti del Fermi dimostra come solidarietà e impegno civile siano ancora valori forti nelle nuove generazioni.

C’è chi ha già iniziato a pensare all’estate, chi trascorre le ultime settimane prima della maturità sui libri e chi, invece, ha deciso di trasformare il primo giorno lontano dalle aule scolastiche in un’occasione di solidarietà concreta. È quanto accaduto ad Aversa, dove un gruppo di studenti della classe 5G del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” ha scelto di dedicare il proprio tempo alla donazione del sangue, aderendo all’iniziativa “Doniamo sangue per salvare vite”.

L’appuntamento si è svolto oggi lunedì 8 giugno presso la Casa del Donatore di via Orazio Flacco, grazie a un’organizzazione sorprendentemente rapida nata dall’entusiasmo e dalla determinazione di due studenti prossimi all’esame di Stato: Maira Guarino e Antonio Serpico.

In meno di ventiquattro ore i ragazzi sono riusciti a coinvolgere numerosi compagni utilizzando semplicemente i gruppi WhatsApp della scuola. Le adesioni, limitate dalla capacità organizzativa della struttura, hanno rapidamente confermato la volontà degli studenti di partecipare a un’iniziativa capace di coniugare impegno civile e aiuto concreto verso il prossimo.

Dietro questa esperienza c’è una storia che racconta molto del rapporto tra giovani e responsabilità sociale. A ripercorrerla è Emilia Narciso, presidente del Comitato regionale Unicef Campania. Tutto nasce da una conversazione ascoltata casualmente da Antonio Serpico. Alcuni adulti discutevano della difficoltà di reperire donatori di sangue e attribuivano la responsabilità anche alla presunta scarsa sensibilità delle nuove generazioni.

Quelle parole hanno colpito profondamente il ragazzo. Antonio ha raccontato l’episodio ai compagni di classe e in particolare a Maira Guarino. Da quella riflessione, inizialmente quasi scherzosa, è maturata l’idea di organizzare una vera giornata di donazione. Paradossalmente, proprio il promotore dell’iniziativa non ha potuto donare personalmente: un tatuaggio realizzato di recente gli impedisce infatti di sottoporsi al prelievo. Ciò non gli ha impedito di diventare il principale sostenitore dell’evento, impegnandosi a coinvolgere e convincere quanti più studenti possibile.

La locandina prodotta dagli studenti

Fondamentale si è rivelato il supporto di Emilia Narciso, che ha messo in contatto i ragazzi con la Casa del Donatore. La presidente della struttura, Emiliana Gemellini, accolta con emozione la proposta, ha deciso di aprire il centro eccezionalmente nella mattinata di lunedì per consentire agli studenti di partecipare.

L’iniziativa ha suscitato anche la profonda soddisfazione della dirigente scolastica del Liceo “Fermi”, Adriana Mincione. Appresa la notizia, la preside ha voluto inviare un messaggio ai propri studenti, sottolineando il valore educativo e umano della scelta compiuta. Secondo la dirigente, il gesto assume un significato ancora più importante perché nasce in un periodo particolarmente delicato della vita scolastica dei ragazzi. Mentre sarebbe naturale concentrarsi esclusivamente sugli imminenti esami e sul proprio futuro personale, gli studenti hanno scelto di rivolgere l’attenzione agli altri, offrendo una testimonianza concreta di generosità, responsabilità e sensibilità civica.

La rilevanza dell’iniziativa è stata confermata anche dall’attenzione dei media. Nella mattinata di oggi una troupe del Tg3 Campania ha raggiunto la Casa del Donatore per documentare la giornata e raccogliere le testimonianze dei protagonisti. Giornalisti e operatori hanno seguito da vicino l’esperienza dei maturandi del Liceo “Enrico Fermi”, intervistando alcuni degli studenti che hanno aderito all’iniziativa. Le loro parole hanno raccontato le motivazioni che li hanno spinti a partecipare e il desiderio di dimostrare come i giovani possano essere protagonisti di azioni concrete a favore della collettività. La presenza del Tg3 ha rappresentato un ulteriore riconoscimento del valore sociale di un progetto nato spontaneamente tra compagni di classe e diventato, nel giro di pochi giorni, un esempio virtuoso di cittadinanza attiva.

La locandina realizzata dagli stessi maturandi sintetizza efficacemente il senso dell’iniziativa: il primo giorno senza scuola non rappresenta soltanto l’inizio di una nuova fase della vita, ma diventa un “impegno importante”. Lo slogan scelto dai ragazzi, “Il futuro è nelle nostre mani. Facciamolo battere”, richiama il valore di un gesto semplice che può però fare la differenza per molte persone.

L’iniziativa assume inoltre un significato particolare alla vigilia della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra il 14 giugno. Attraverso la loro partecipazione, gli studenti hanno voluto contribuire concretamente alle necessità sanitarie del territorio, offrendo un aiuto prezioso ai pazienti che necessitano di trasfusioni e dimostrando come il senso di comunità possa tradursi in azioni reali.

L’esperienza ha anche rappresentato una risposta diretta ai pregiudizi che spesso accompagnano il mondo giovanile. I ragazzi hanno dimostrato che dietro l’immagine di una generazione frequentemente descritta come distante dai problemi collettivi esiste invece una forte capacità di mobilitazione, soprattutto quando vengono offerte occasioni autentiche di protagonismo e partecipazione.

A fare da cornice a questa giornata è stata la realtà della Casa del Donatore di Aversa, una struttura che negli ultimi anni si è affermata come uno dei punti di riferimento per la raccolta di sangue nell’intero agro aversano.

Fondata alla fine del 2020 e guidata da Emiliana Gemellini, la struttura ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione coinvolgendo non solo Aversa, ma anche Caserta, Castel Volturno, Mondragone e numerosi comuni dell’area settentrionale della provincia di Napoli.

Il suo modello organizzativo si basa sulla collaborazione tra volontari, medici, infermieri e personale dirigente, una sinergia che consente di garantire continuità sia nelle attività di raccolta sia nelle campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

Ogni domenica i donatori vengono accolti in un clima familiare e partecipativo, caratterizzato da piccoli gesti simbolici di gratitudine, come la tradizionale polacca aversana, gadget e attestati dedicati a chi sceglie di contribuire alla cultura del dono.

Dal punto di vista sanitario, ogni sacca raccolta viene sottoposta alle necessarie analisi presso il Centro Immunoematologico dell’Ospedale Moscati di Aversa, diretto dal dottor Saverio Misso. Successivamente il sangue viene distribuito all’interno della rete sanitaria dell’ASL di Caserta, raggiungendo oltre sedici cliniche e sette ospedali del territorio.

I numeri testimoniano la crescita della struttura: circa 600 donazioni al mese, per un totale che supera le 7500 unità annuali. Un risultato significativo che la Casa del Donatore punta ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni.

La giornata vissuta dagli studenti del Liceo “Enrico Fermi” dimostra come, talvolta, le iniziative più significative possano nascere da una semplice conversazione e trasformarsi rapidamente in un esempio di cittadinanza attiva. Un piccolo gesto individuale che, moltiplicato per decine di persone, diventa una concreta possibilità di salvare vite e lasciare un’eredità di solidarietà destinata a durare ben oltre l’esame di maturità.

Ciro Crescentini


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