#Finsubito news – Manovra da 23,5 miliardi, 5 dalle banche. Alle famiglie quasi 5 miliardi, ma i consumi rallentano: cosa prevede il Dpb


I primi numeri della legge di Bilancio: risorse per sanità, imprese, infrastrutture e difesa (4,5 miliardi), con coperture anche dai tagli ai ministeri e dai giochi. Ma per definire gli interventi bisognerà attendere l’esito del confronto con Bruxelles

Una manovra da circa 23,5 miliardi di euro, con quasi 5 miliardi destinati alle famiglie e altrettanti attesi dal settore finanziario. Ma anche una crescita economica ancora debole, consumi privati destinati a rallentare e un deficit che, dopo essere sceso sotto il 3% quest’anno, tornerà a salire nel 2027. Sono i numeri del Documento programmatico di bilancio (Dpb) trasmesso nella notte dal ministero dell’Economia alla Commissione europea e al Parlamento, che anticipa l’impianto della prossima legge di Bilancio. 

Il governo di Giorgia Meloni mette al centro «la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti». Ma avverte anche che la definizione delle misure dipenderà dall’esito delle interlocuzioni ancora in corso con Bruxelles, soprattutto sulla possibilità di utilizzare la flessibilità europea per finanziare difesa e sicurezza energetica.

Alle famiglie quasi 5 miliardi, oltre 3 alle imprese. E il fondo sentenze è da 1,9 miliardi

Per il prossimo anno sul tavolo l’esecutivo metterà circa 23,5 miliardi. La voce più consistente, escludendo gli interventi legati alla difesa (4,5 miliardi), riguarda le politiche per la famiglia e la spesa sociale: lo 0,21% del Pil, pari a circa 5 miliardi di euro. Poi le misure fiscali, poco più di 2 miliardi, la sanità, circa 2,4 miliardi, il sostegno alle imprese, 3,4 miliardi, e infine gli interventi infrastrutturali con poco più di 3 miliardi e gli enti locali, per cui sono stanziati 240 milioni.

C’è anche un cospicuo «fondo sentenze», per il quale il documento accantona lo 0,08% del Pil, pari a circa 1,9 miliardi di euro, leggermente sotto all’anno scorso quando era di 2 miliardi. Si tratta di una misura una tantum, prevista soltanto per il 2027. Altri 720 milioni circa sono raccolti sotto la voce generica «altre spese/interventi». Il documento, del resto, indica gli importi complessivi ma non chiarisce ancora come saranno distribuiti tra le singole misure della legge di Bilancio.

Cinque miliardi dal settore finanziario, coperture anche dai giochi e dai tagli ai ministeri

Sul fronte delle coperture, il contributo principale arriverà da banche, assicurazioni e altri operatori finanziari. Il governo conta di ricavare dal settore lo 0,21% del Pil nel 2027, equivalente a circa 5 miliardi di euro. Il prelievo proseguirà anche negli anni successivi, con un gettito atteso di circa 3 miliardi nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029, per un totale intorno ai 10 miliardi nel triennio.

Altre risorse arriveranno dalla revisione della spesa dei ministeri: circa 1,2 miliardi nel 2027, destinati ad aumentare nei due anni successivi, quando la spending review dovrebbe incidere per lo 0,08% del Pil ogni anno. Il governo punta inoltre a recuperare circa 720 milioni dalle misure in materia di giochi.

Difesa, energia e infrastrutture: fino a 14 miliardi di flessibilità europea

Una parte importante della strategia di bilancio passa però dalla clausola nazionale di salvaguardia, che permette di utilizzare margini di flessibilità rispetto alle regole europee. Il governo intende ricorrervi nel 2027 e nel 2028 fino a un massimo dello 0,6% del Pil all’anno, circa 14 miliardi nel 2027, da dividere in parti uguali tra difesa e sicurezza energetica. Si tratta però in realtà di un limite massimo, non di una somma aggiuntiva da considerare automaticamente rispetto agli importi della manovra.

Il documento indica anche le possibili destinazioni delle risorse. Sul versante della sicurezza energetica si punta al rafforzamento della rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, «con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici». Per le imprese sono previsti interventi a sostegno dei prezzi dell’energia elettrica per una parte dei consumi, oltre a maggiori contributi per gli impianti fotovoltaici, la promozione del biometano e la riconversione degli impianti a biogas esistenti.

Ma su questo capitolo le trattative con Bruxelles sono ancora in corso. «La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio», avverte il Mef, «terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee», chiamate a definire meglio il perimetro di applicazione della clausola.

Il governo punta sul potere d’acquisto, ma nel 2027 la crescita scende allo 0,5%

Dalle tabelle del Dpb emerge anche che, se la tutela del potere d’acquisto viene indicata come una delle principali priorità, le previsioni del governo mostrano un netto rallentamento della crescita dei consumi privati: dall’1,2% atteso nel 2026 allo 0,5% nel 2027. Dinamica che si accompagna a un’inflazione ancora significativa, seppure in discesa: dal 3% di quest’anno al 2,3% del prossimo.

Il Pil intanto, secondo le stime programmatiche, crescerà dello 0,8% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni tendenziali. La pressione fiscale, prevista al 43% del Pil nel 2026, resterà invece sostanzialmente stabile attorno allo stesso livello nel triennio successivo. E sul mercato del lavoro si confermata una progressiva riduzione della disoccupazione, fino al 5,5% nel 2029.

Il deficit torna sopra il 3% e il debito sale ancora. Pesa il superbonus

Infine, il quadro dei conti pubblici. Dopo il deficit al 2,9% del Pil previsto per il 2026, il ricorso alla flessibilità europea contribuirà a riportare il disavanzo al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, prima della discesa al 2,3% nel 2029. Il Mef sottolinea però che, escludendo gli effetti della clausola di salvaguardia, il deficit rimarrebbe sotto il 3% lungo tutto l’orizzonte di previsione.

Continuerà invece a crescere, almeno per un altro anno, il rapporto tra debito pubblico e Pil, destinato a passare dal 138,1% del 2026 al 138,5% nel 2027, prima di scendere al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029. A pesare sull’ultima manovra del governo Meloni, spiega il documento, sarà ancora «l’impatto di cassa dei crediti d’imposta connessi ai bonus edilizi maturati negli anni precedenti».


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