Per anni, le recipe app hanno risposto a una domanda relativamente semplice: “Come preparo questo piatto?”. La prossima generazione di piattaforme sta cercando di rispondere a una domanda molto più interessante, e potenzialmente molto più redditizia: “Cosa dovrei mangiare?”

È questa distinzione, più che la semplice crescita dei download, a spiegare l’evoluzione del mercato globale delle recipe app. Il TAM globale è stimato in circa $1,41 miliardi, con un CAGRdel 13,1% fino al 2030. E il mercato non sta solo crescendo. Si sta trasformando.

Tradizionalmente, le recipe app comprendono applicazioni e piattaforme digitali che permettono agli utenti di scoprire, consultare, salvare, organizzare e creare ricette. Quel perimetro, però, si sta rapidamente allargando. Meal planning, liste della spesa, informazioni nutrizionali, personalizzazione, video e funzionalità social stanno trasformando queste piattaforme da semplici ricettari digitali in veri e propri planner dello stile di vita alimentare.

In altre parole, il valore si sta spostando dalla ricetta alla decisione.

Una piattaforma intelligente non deve più limitarsi a spiegare come cucinare un piatto di pollo. Può sapere che l’utente vuole una cena ad alto contenuto proteico, ha 25 minuti a disposizione, vuole rispettare un determinato target calorico, non ama i funghi e ha già pollo e spinaci in frigorifero. A quel punto, il prodotto non è più un ricettario. È un motore decisionale per l’alimentazione quotidiana.

Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.

L’AI è contemporaneamente il maggiore catalizzatore e la maggiore minaccia

L’AI (Artificial Intelligence) sarà probabilmente il principale driver tecnologico del prossimo ciclo di crescita del settore.

Raccomandazioni personalizzate, generazione automatica di meal plan, riconoscimento degli ingredienti, importazione automatica delle ricette e assistenti conversazionali possono eliminare gran parte dell’attrito che ancora caratterizza la scelta e la preparazione dei pasti.

La domanda dell’utente potrebbe passare da “trova una ricetta per il salmone” a “ho del salmone in frigo, voglio almeno 40 grammi di proteine, meno di 600 calorie e ho mezz’ora: cosa preparo?”

L’integrazione dell’AI introduce una nuova dimensione di utilità: il cognitive offloading dell’utente. È una differenza apparentemente piccola, ma economicamente significativa. Più un’app comprende abitudini, preferenze e obiettivi dell’utente, più aumenta la possibilità di diventare parte della sua routine quotidiana.

L’AI, tuttavia, rappresenta anche una minaccia esistenziale per il settore.

Un chatbot generalista gratuito può già generare ricette personalizzate, modificare le quantità, adattare un piatto alle intolleranze dell’utente, costruire un menu settimanale e creare una lista della spesa. Molte delle funzionalità che fino a pochi anni fa avrebbero rappresentato una proposta di valore sufficiente per una recipe app rischiano quindi di diventare commodity.

La domanda strategica diventa inevitabile: perché un consumatore dovrebbe pagare — o anche semplicemente scaricare — una recipe app quando può chiedere gratuitamente la stessa cosa a un chatbot?

Per sopravvivere, le piattaforme dovranno costruire un vantaggio competitivo attorno alla ricetta: community proprietarie, creator network, integrazione con la spesa, tracking nutrizionale, contenuti esclusivi, dati personali e sistemi di raccomandazione capaci di migliorare nel tempo.

La ricetta, da sola, difficilmente sarà ancora un moat.

Dal Covid alla gym culture

Anche il comportamento dei consumatori sta lavorando a favore del settore.

La pandemia ha accelerato drasticamente la cucina domestica e contribuito alla diffusione di abitudini come meal planning, healthy cooking e monitoraggio nutrizionale. Parte di questo comportamento si è normalizzato con la riapertura dell’economia, ma l’interesse verso un’alimentazione più pianificata e personalizzata è rimasto.

Parallelamente, l’espansione della gym culture e del fitness sui social media sta creando nuove categorie di domanda. Accanto ai segmenti ormai consolidati — vegan, vegetarian, gluten-free — il high-protein è diventato uno dei trend più visibili dell’alimentazione digitale.

Ed è un trend particolarmente adatto alle recipe app. Un consumatore non cerca necessariamente una singola “ricetta proteica”: può voler raggiungere un obiettivo giornaliero di proteine, rispettando contemporaneamente calorie, budget, preferenze alimentari e tempo disponibile.

Ancora una volta, il valore non risiede tanto nel contenuto quanto nella capacità di orchestrarlo intorno all’utente.

Il vero concorrente potrebbe essere TikTok

Se l’AI rappresenta la principale disruption tecnologica, i social network rappresentano probabilmente la maggiore barriera competitiva.

Instagram e soprattutto TikTok hanno trasformato la scoperta delle ricette in intrattenimento. Migliaia di content creator producono quotidianamente contenuti per praticamente ogni nicchia immaginabile: ricette ad alto contenuto proteico, pasti economici, vegan cooking, meal prep, ricette da 15 minuti o piatti con pochi ingredienti.

Per molti consumatori, soprattutto quelli più giovani, la discovery culinaria avviene già sui social.

Questo mette le recipe app in una posizione difficile. TikTok e Instagram possiedono qualcosa che una nuova piattaforma difficilmente può replicare: enormi network di creator, miliardi di utenti e algoritmi di raccomandazione alimentati da quantità straordinarie di dati comportamentali.

La cucina diventa connessa

Un ulteriore vettore di crescita arriva dall’IoT e dalla progressiva digitalizzazione degli elettrodomestici domestici.

Frigoriferi intelligenti e altri connected appliances stanno iniziando a collegare inventario alimentare, liste della spesa e suggerimenti di ricette. Ecosistemi come quello sviluppato da Samsung mostrano quale potrebbe essere la direzione futura: il frigorifero conosce — almeno in parte — cosa contiene, il software suggerisce cosa cucinare e gli ingredienti mancanti vengono trasformati in una lista della spesa.

A questo si aggiunge il potenziale dell’Augmented Reality (AR) e dell’interactive cooking. Istruzioni visive sovrapposte al processo di preparazione possono ridurre la difficoltà percepita delle ricette e rendere l’esperienza più accessibile agli utenti meno esperti.

Il mercato non premierà necessariamente chi possiede più ricette

Il paradosso del settore è che le ricette non sono mai state così abbondanti — e proprio per questo stanno diventando meno preziose.

Internet offre praticamente qualsiasi ricetta gratuitamente. TikTok e Instagram risolvono il problema della scoperta. L’AI può risolvere quello della personalizzazione. I creator producono continuamente nuovi contenuti.

Accumularne altre migliaia all’interno di un’app non costituisce quindi, da solo, un vantaggio competitivo sostenibile.

Il prossimo vincitore del mercato potrebbe essere invece la piattaforma capace di collegare ispirazione, personalizzazione, nutrizione, pianificazione, acquisto e preparazione in un unico ecosistema.

È qui che si trova contemporaneamente la grande opportunità e il grande rischio del mercato.

Il vero terreno di competizione non è più la ricetta, ma la decisione alimentare. In un mercato in cui contenuti e ricette sono ormai una commodity, il valore si sposta verso chi riesce a ridurre il carico decisionale dell’utente e a trasformare l’intenzione — cosa mangio oggi? — in un’azione. Il prossimo leader del settore non sarà necessariamente chi possiede più ricette, ma chi rende superfluo cercarle.


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Redazione Startup Magazine

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