Ponte sullo Stretto, tre persone indagate per corruzione. Anche un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti – Notizie


La procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

In base a quanto emerge da una nota diffusa dall’ufficio giudiziario, l’ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa” e un imprenditore.

Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. 

 

 

Chi sono gli indagati

L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti tra gli indagati nell’inchiesta è Tommaso Miele. È quanto emerge dagli atti dell’indagine della procura di Roma. Con Miele risultano iscritti nel registro degli indagati anche Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa.

Secondo l’accusa, Miele è indagato perché ha favorito “la società Stretto di Messina – è detto nel capo di imputazione – concretamente interessata al parere positivo della sezione di Controllo della Corte dei Conti per l’esame di legittimità della delibera Cipess n. 41/25, con cui è stato approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto con prescrizioni e raccomandazioni”.

In particolare, gli inquirenti contestano al magistrato contabile di aver rivelato informazioni riservate sugli orientamenti di altri componenti della Corte dei Conti e sull’andamento della Camera di consiglio chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’atto, nonché di aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale per favorire un esito positivo del controllo contabile. In cambio, sempre secondo l’impostazione accusatoria, Miele avrebbe ricevuto e accettato la promessa di utilità da parte di Virgiglio e Saccomanno.

Le utilità contestate consisterebbero in raccomandazioni, partecipazioni a eventi promossi da “Accademia Calabria” e interventi presso terzi finalizzati a sostenere le aspirazioni professionali e lavorative del magistrato dopo il pensionamento. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Roma a partire dall’autunno del 2025.

Le accuse

Secondo quanto emerge dalla nota della procura, l’avvocato e l’imprenditore indagati “al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina Spa’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata”.

Secondo l’impianto accusatorio i “due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest’ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto – si legge nella nota – la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa”.

Inoltre il magistrato contabile “avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della ‘Stretto di Messina Spa’, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare Presidente dell’Antitrust o di una società partecipata”.

Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati “rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate”.

Miele intercettato: ‘Situazione critica ma stiamo su pezzo’

“Ehh… però è una situazione… critica!”. È quanto afferma l’ex aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele in una intercettazione ambientale citata nelle carte della Procura di Roma in cui si procede anche per corruzione nell’indagine sul Ponte dello Stretto. Per i pm la conversazione “lascia intendere all’interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte”. Miele avrebbe definito la situazione “in salita”, pur non ritenendosi preoccupato dall’ultimo rigetto della Corte del 17 novembre, considerato “logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre”, aggiungendo: “il problema da risolvere è sempre quello…cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo”. Gli inquirenti riportano anche il riferimento a un report riservato predisposto sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: “l’importante che tu dai comunque il report…. che io sto sul pezzo… noi stiamo sul pezzo”. Dagli atti emerge il rapporto tra Miele e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, anch’egli indagato. Secondo l’accusa, il magistrato si sarebbe rivolto all’imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori nelle abitazioni dei figli. Sempre secondo l’accusa Miele, prossimo al pensionamento avvenuto nel febbraio 2026, era interessato a ottenere “cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento”. In un’altra conversazione Miele avrebbe parlato delle proprie prospettive future: “quando andrò in pensione ora l’anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto…c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell’endorsment… certo che va bene”.

Ciucci: ‘Sorpresi, la società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti’

“Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”. Lo dice l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci in relazione all’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

“La società – dichiara Ciucci – prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di