Il rilancio del gemellaggio tra Lucera e Jesi diventa terreno di scontro politico a Foggia. Per il consigliere comunale Pasquale Cataneo, il nuovo percorso avviato dalle due città nel nome di Federico II rappresenta infatti un modello che il capoluogo dauno avrebbe dovuto seguire da tempo. E proprio dal confronto con quanto sta accadendo a Lucera parte una dura critica nei confronti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, accusata di non aver dato seguito agli impegni sulla valorizzazione dell’eredità federiciana.

“L’amministrazione Episcopo continua a disattendere gli impegni programmatici sulla valorizzazione federiciana, non ha risposto a proposte di ben 11 associazioni, non è intervenuta per l’esclusione di Foggia dal docufilm su Stupor Mundi e nulla ha fatto, finora, per la sede della Fondazione regionale “Secondo Federico” prevista a Foggia”, afferma Cataneo.

“Lucera e Jesi hanno trasformato la storia in una strategia”

Il consigliere guarda al nuovo Protocollo d’Intesa tra Lucera e Jesi come a un esempio di programmazione culturale e turistica. “Il rilancio del gemellaggio tra Lucera e Jesi, celebrato nel nome di Federico II, rappresenta un modello di buona amministrazione e di capacità di trasformare la storia in una strategia culturale e turistica”, sostiene.

Cataneo esprime quindi “apprezzamento istituzionale” ai sindaci delle due città, sottolineando la capacità di “costruire un percorso condiviso, serio e lungimirante, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità civiche”.

Nel mirino c’è il confronto con Foggia. Secondo il consigliere, il protocollo sottoscritto dalle due città, le iniziative comuni e il progetto del Polo Museale “Stupor Mundi” dimostrerebbero concretamente le potenzialità dell’eredità federiciana.

“Noi con l’Associazione Capitanata.neo lo abbiamo già fornito nel 2023 alla Filiera della Cultura. Le città di Lucera e Jesi, come fatto anche a Göppingen con cui Foggia è gemellata, hanno saputo costruire un brand territoriale federiciano, attivare progettualità concrete, rafforzare un asse culturale Puglia-Marche e coinvolgere attivamente associazioni e fondazioni”, evidenzia Cataneo.

Gli indirizzi approvati dal Consiglio comunale

Il consigliere richiama quindi una serie di atti e iniziative che, a suo giudizio, sarebbero rimasti senza seguito. Le proposte sulla valorizzazione federiciana da lui avanzate sarebbero state inserite nelle linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale con la delibera numero 2 del 27 febbraio 2024.

Tra gli obiettivi indicati, ricorda Cataneo, figuravano la costituzione di una rete tra le città legate a Federico II, la valorizzazione territoriale attraverso un brand federiciano e la realizzazione di un museo dedicato all’imperatore.

Nel marzo dello stesso anno, prosegue, 11 associazioni avrebbero presentato in aula un programma organico senza ricevere risposte dalla sindaca e dall’assessore alla Cultura. Nell’agosto 2025 sarebbe stata inoltre trasmessa a Giunta e consiglieri comunali una nuova nota con proposte operative, elaborata anche alla luce della visita istituzionale compiuta a Göppingen tra il 28 e il 31 maggio.

Secondo Cataneo, a questi passaggi non sarebbe seguito “alcun provvedimento attuativo” da parte dell’Amministrazione.

Il nodo della Fondazione “Secondo Federico”

Tra le questioni sollevate, Cataneo considera particolarmente rilevante quella relativa alla Fondazione regionale “Secondo Federico”. Il consigliere richiama la legge regionale numero 31 del 2023 e sostiene che la normativa preveda Foggia come sede della Fondazione.

Per consentirne l’insediamento, secondo la ricostruzione di Cataneo, il Comune avrebbe dovuto individuare immobili idonei da mettere a disposizione.

“Ad oggi a me non risulta, seppur segnalato in aula consiliare a fine novembre 2024, che sia stato individuato alcun immobile, che sia stata avviata alcuna istruttoria tecnica o che sia stato trasmesso alcun atto alla Regione Puglia”, denuncia.

Per il consigliere si tratterebbe di una “grave responsabilità politica e amministrativa”, perché impedirebbe a Foggia di ospitare un presidio culturale regionale considerato strategico.

“Un’abiura politica che danneggia Foggia”

Il giudizio politico diventa ancora più duro quando Cataneo mette insieme la mancata attuazione degli indirizzi consiliari, l’assenza di risposte alle associazioni e la vicenda della Fondazione.

“La mancata attuazione degli impegni votati dal Consiglio comunale, l’assenza di risposte alle associazioni e la totale inerzia sulla sede della Fondazione configurano una abiura politica: l’amministrazione ha rinnegato ciò che essa stessa aveva definito di voler realizzare”, sostiene.

“Mentre Lucera e Jesi avanzano, Foggia resta ferma. Mentre altre città costruiscono alleanze culturali, Foggia ignora la propria storia. Mentre altrove si programmano musei, eventi e percorsi turistici, al Comune non sanno nemmeno “copiare e incollare” per attuare gli atti approvati”, aggiunge il consigliere.

Il docufilm su Federico II e l’esclusione di Foggia

Altro punto contestato è la mancata presenza di Foggia nel docufilm dedicato allo “Stupor Mundi”. Cataneo sottolinea che Lucera e Jesi saranno coinvolte nel progetto mentre, secondo quanto da lui riferito, il capoluogo dauno resterà fuori.

Una circostanza che il consigliere considera ancora più difficile da accettare alla luce del rapporto storico tra Federico II e Foggia, richiamato attraverso l’antica espressione “Fogia regalis sedes inclita imperialis”.

Cataneo evidenzia inoltre che il Comune sostiene economicamente la Fondazione Apulia Film Commission con circa 30mila euro all’anno e rimarca come la stessa realtà partecipi al cofinanziamento del docufilm dedicato a Federico II.

“La storia può diventare sviluppo”

Il rilancio del rapporto tra Lucera e Jesi, dunque, secondo Cataneo dovrebbe rappresentare una lezione anche per Foggia, città peraltro gemellata con Göppingen, nel Baden-Württemberg, territorio profondamente legato alla storia degli Svevi.

“Il gemellaggio Lucera-Jesi dimostra che la valorizzazione federiciana è possibile, concreta e produttiva. Dimostra che la storia può diventare sviluppo. Dimostra che la politica, quando ascolta il territorio, può costruire futuro”, conclude.

Per il consigliere, Foggia starebbe invece mostrando il rischio opposto: “Senza ascolto, senza programmazione e senza rispetto per gli atti consiliari o le note ufficiali, anche il patrimonio più prezioso può essere derelitto o perso”.

Una situazione che Cataneo definisce ancora una volta “un’abiura che pesa sulla città e che merita di essere ricordata, affinché non si ripeta”.

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