Parma, 16 agosto 2026 – Ora c’è anche il video del ritrovamento delle opere di Renoir, Cézanne e Matisse, che una banda di moldavi aveva rubato in appena tre minuti dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano, in provincia di Parma. I carabinieri hanno infatti diffuso il video del blitz all’interno dell’appartamento di uno dei membri della banda. Il covo nel quale erano nascosti i i capolavori. Nelle immagini si vedono i militari passare al setaccio tutte le stanze, con la sicurezza di chi sa di aver dato la svolta alle indagini. E se i ladri erano stati abilissimi nella fase del furto, meno lo sono stati nel nascondere al meglio i dipinti, che i carabinieri hanno ritrovato in una camera dell’appartamento: avvolti in lenzuola, due erano appoggiati sul muro, il terzo era dentro l’involucro di un televisore. Nel 2 minuti e 33 di video, si vedono i carabinieri che setacciano ogni angolo delle stanze e poi gli uomini del Ris che analizzano le opere.
Nove indagati e cinque fermati
Le indagini sono state fatte con gran dispiego di uomini: circa 100, infatti, i carabinieri che se ne sono occupati e che hanno portato alla soluzione. Nove gli indagati, cinque dei quali sottoposti a fermo, tutti moldavi. Si tratta di Constantin, Mihail e Andrei Ciobanu, di 44, 31 e 45 anni, Sergiu Matenco, 43 anni, Ion Rotari, 41 anni. Tutti domiciliati a Parma, tranne Rotari, che vive a San Polo di Torrile.
Ecco quali sono i tre dipinti spariti e recuperati: valore milionario
“Tasse et plat de cerises”, matita e acquerello su carta bianca di Paul Cezanne (valore stimato di 6 milioni); “Les Poisson”, olio su tela di Pierre Auguste Renoir, firmato e datato in basso a destra “Renoir 1917” del valore stimato di 3 milioni circa; “Odalisque sur La Terrasse”, acquatinta a colori su carta (velin d’arches) di Henri Matisse, del valore stimato di 20mila euro.
Da sinistra: ‘Les Poissons’ di Renoir, ‘Natura morta con ciliegie’ di Cezanne e ‘Odalisca sulla terrazza’ di Matisse
Come si è arrivati alla banda: i ladri traditi anche dall’estintore
Le indagini sono state condotte utilizzando la tecnologia e i metodi tradizionali. Il che ha consentito di ricostruire ben 14 furti che sarebbero stati messi a segno dalla banda o da alcuni componenti di essa. Ma tutto è partito ovviamente dal furto nel museo della Fondazione Magnani Rocca avvenuto il 23 marzo 2026. E qui è stata decisiva l’analisi degli strumenti utilizzati, tra cui un piccone e un estintore con la matrice abrasa.
Quest’ultimo è stato sottoposto ad accertamenti tecnici da parte del R.I.S. di Parma che hanno permesso di risalire all’originario numero di serie, riuscendo a stabilire la provenienza, ovvero che fosse stato rubato in un condominio di Parma a cui aveva accesso uno dei presunti componenti dell’associazione. Non solo, partendo proprio dagli attrezzi come il piccone, i carabinieri sono riusciti a risalire al rivenditore e da lì ad avere indizi contro due dei fermati. A conferma della bontà della tesi investigativa si è aggiunta l’impronta informatica lasciata dal 3 gruppo: il 23 marzo, giorno del furto, infatti, l’indirizzo IP di uno degli indagati è stato rintracciato mentre consultava in modo mirato le pagine internet relative alle opere d’arte appena trafugate.
Le tre opere d’arte di Cezanne, Renoir e Matisse rubate alla Fondazione Magnani Rocca nel marzo scorso e recuperate dai carabinieri
Dalle indagini sui furti di opere d’arte, i carabinieri hanno ricostruito 14 episodi in cui gli indagati, o alcuni di loro, sarebbero coinvolti. Eccoli.
Spunta una pistola
Il 25 aprile 2026 a Parma, due indagati (Mihail e Constantin Ciobanu) sono ripresi dalle telecamere di videosorveglianza mentre maneggiano con disinvoltura una pistola, estratta da un borsone e infine occultata all’interno del garage; gli accertamenti conseguenti, svolti presso la Questura di Parma – ufficio armi- hanno infatti certificato la totale assenza di titoli autorizzativi per la detenzione di armi da parte dei due soggetti.
Doppio raid notturno a Lesignano de’ Bagni
Il 29 aprile 2026 a Lesignano de’ Bagni, l’attività di osservazione e controllo dei Carabinieri ha permesso di ricostruire un doppio raid notturno da parte di alcuni indagati, trovando conferma nel monitoraggio dei mezzi usati dagli autori e da inequivocabili conversazioni autoaccusatorie intercettate dai presunti autori dei colpi i quali offrivano i trapani e le motoseghe appena rubate a un ricettatore, sollecitando in fretta e furia un complice a mandare le foto della merce tramite smartphone.
Il giubbotto a strisce bianche compare nel video di un furto
Il 1 maggio 2026 a Parma, un inconfondibile giubbotto a strisce bianche ha consentito di ricostruire il furto ai danni di una cooperativa cittadina; dopo aver rubato una cassaforte con oltre 1.700 euro in piccolo taglio, il gruppo è stato pedinato a distanza e le telecamere di un distributore di carburanti cittadino hanno così permesso agli investigatori di sovrapporre l’abbigliamento di uno dei sospettati con quello del ladro ripreso durante l’effrazione, trovando una corrispondenza perfetta. La conferma definitiva è arrivata poco dopo direttamente dalle intercettazioni ove i presunti autori del fatto, assolutamente inconsapevoli di essere ascoltati dai Carabinieri, sono stati registrati mentre contavano le monete e le banconote da piccolo taglio, accordandosi su come dividere il bottino.
Il colpo a Noceto: anche qui tracce pesanti
Il 30 maggio 2026 a Noceto, un nuovo raid notturno è stato ricostruito passo dopo passo grazie ad accertamenti tecnici mirati. È quanto accaduto ai danni di un deposito aziendale della provincia, dove il gruppo ha fatto irruzione sfondando la recinzione per poi fuggire a bordo di un mezzo pesante asportato in danno dell’azienda. A incastrare i responsabili, in seguito alla denuncia del proprietario, è stata proprio l’attività tecnica compiuta dai militari dell’Arma a carico degli indagati, sfruttando le più avanzate tecnologie a disposizione.
Il furto fallito al distributore di carburanti
Il 3 giugno 2026 a Collecchio è fallito un colpo ad un distributore di carburanti, nel corso del quale il gruppo tentava di scardinare la cassetta di sicurezza di una colonnina self service, ma i presunti autori sono stati identificati dal monitoraggio delle auto in uso e dalle intercettazioni: dopo essere stati messi in fuga dall’allarme: due degli indagati sono stati infatti registrati mentre discutevano in lacrime delle contusioni riportate a causa della precipitosa fuga attraverso i campi.
L’impianto sportivo Ecovillage di Collecchio
L’11 giugno 2026 a Collecchio presso l’impianto sportivo Ecovillage, venivano perpetrati due furti, con asportazione del denaro della cassaforte del bar e dell’impianto sportivo, per un ammontare di euro 3.000 circa.
La notte di devastazione a Parma
Il 24 giugno 2026 a Parma, vi è stata una vera e propria notte di devastazione: nelle prime ore del 24 un furgone lanciato a tutta velocità contro le vetrate di un supermercato al fine di asportare della casa continua e la sera stessa, con il medesimo mezzo, poi rinvenuto, vi è stato il furto di slot in un altro bar. Anche questa volta l’analisi dei sistemi di videosorveglianza ha permesso di trovare importanti indizi che lasciano ritenere che proprio alcuni degli attuali indagati siano stati i responsabili dei due episodi delittuosi furti, indizi avvalorati anche dalle attività di intercettazione che ha permesso di registrare l’euforia degli autori del furto dopo i colpi.
Generi alimentari rubati
Il 1° luglio, a Parma, via Langhirano, veniva perpetrato un furto di numerosi generi alimentari presso la ditta Zabo Srl, per un danno di oltre 1.000 euro compreso il danno cagionato alla struttura.
La cassaforte del ristorante self service al Campus universitario
Il 2 luglio 2026 al locale Campus universitario, veniva asportata la cassaforte del ristorante self service gestito dalla ditta Camst, contenente 3.600 euro circa. Nell’occasione, attraverso le attività tecniche si registravano le lamentele degli autori che si erano sporcati di fango.
Un’altra cassaforte ma di un supermercato
Il 20 luglio 2026 a Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), veniva denunciato il furto di una cassaforte consumato presso un noto supermercato del paese contenente circa 16.000 euro; le immagini del sistema di videosorveglianza permettevano di rilevare l’utilizzo di un furgone, risultato provento di furto nello stesso Comune. I sistemi di videosorveglianza ed il monitoraggio dei soggetti hanno permesso di raccogliere anche in questo caso gravi, precisi e concordanti elementi indizianti nei confronti di alcuni presunti aderenti al gruppo. Si riusciva inoltre a documentare il furto di un furgone, parcheggiato nelle adiacenze del supermercato, utilizzato per compiere il colpo.
Assalto al bancomat con un trattore rubato
In data 28 luglio a Fontevivo i medesimi soggetti, dopo aver asportato un trattore da una vicina casa colonica, tentavano il furto di un atm presso la Sala Slot Admiral ubicata sulla via Emilia in Fontevivo. Il colpo non riusciva per il pronto intervento di una pattuglia di Carabinieri. Nell’occasione gli autori abbandonavano il furgone asportato a Vetto sul quale avevano applicato targhe asportate la sera del 27 luglio a Parma.
Ditte edili nel mirino
Il 3 agosto, a Parma, in via Budellungo veniva perpetrato un furto presso due ditte operanti nel cantiere l’ esistente asportando macchinari e attrezzi per un valore di oltre 10mila euro.
Svuotate le slot machine della bocciofila
L’8 agosto a Parma, in via Anselmi n.20, all’Associazione Bocciofila Aquila, veniva perpetrato un furto nell’ambito del quale veniva asportato il contenuto di 4 slot machine nonché bottiglie di vino; in tal caso elementi indiziari sono stati raccolti mediante la registrazione video, che ha documentato le fasi del conteggio e della spartizione del bottino.
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