Dimissioni con effetto immediato e una dura lettera indirizzata al sindaco: «Venuti meno lealtà, trasparenza, condivisione e rispetto reciproco». Critiche anche sulla gestione dell’Amministrazione e sull’esclusione delle rappresentanti femminili da alcuni momenti di confronto

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Terremoto politico al Comune di Riace. Maria Caterina Spanò ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di vicesindaca con effetto immediato, affidando a una lunga lettera indirizzata al sindaco, e per conoscenza al Consiglio comunale, alla Prefettura di Reggio Calabria e al segretario comunale, le ragioni di una decisione che apre una profonda frattura all’interno dell’Amministrazione.

Una scelta che Spanò definisce «ponderata, maturata con profonda riflessione e molto sofferta», arrivata dopo una serie di considerazioni politiche e personali e, come scrive nella lettera, anche in seguito «ai fatti accaduti la sera del 14 agosto», sui quali nel documento non vengono forniti ulteriori particolari.

L’ormai ex vicesindaca spiega di avere tentato di superare le fibrillazioni politiche maturate all’interno della maggioranza, offrendo disponibilità al dialogo e a un confronto serio e sincero, senza però, sostiene, ricevere riscontri.

Il passaggio politicamente più pesante riguarda direttamente il metodo di governo della maggioranza. «Questa decisione nasce dalla profonda convinzione che siano venuti meno i principi di lealtà, trasparenza, condivisione e rispetto reciproco che dovrebbero guidare ogni amministrazione pubblica», scrive Spanò.

L’ex vicesindaca afferma di avere accettato l’incarico con senso delle istituzioni e con l’obiettivo di lavorare nell’interesse della comunità, ma sostiene che nel corso del mandato il confronto sarebbe stato progressivamente sostituito «con l’imposizione, la condivisione con le decisioni assunte da pochi (o da uno solo) e l’unità con la divisione».

Le critiche investono direttamente anche il ruolo del sindaco. Secondo Spanò, il primo cittadino avrebbe «rinunciato al ruolo di garante dell’equilibrio e dell’unità dell’Amministrazione», contribuendo invece ad alimentare contrapposizioni e tensioni tra i consiglieri e rendendo sempre più difficile, almeno nei suoi confronti, un dialogo libero, sereno e costruttivo.

Ma nella lettera emerge anche un’altra denuncia particolarmente significativa, quella relativa alla presunta esclusione delle rappresentanti femminili da alcuni momenti di confronto politico e amministrativo.

«In più occasioni, le riunioni e i momenti di confronto sono stati volutamente riservati ai soli componenti di sesso maschile dell’Amministrazione, escludendo di fatto le rappresentanti femminili», afferma Spanò.

Una modalità che, a suo giudizio, avrebbe mortificato il principio delle pari opportunità e trasmesso «un messaggio culturale e politico distante dai valori di inclusione e rispetto» che dovrebbero caratterizzare un’Amministrazione pubblica. L’ex vicesindaca richiama anche le promesse formulate durante la campagna elettorale sulla «municipalità democratica», sottolineando come la presenza delle donne nelle istituzioni debba tradursi in pari dignità, ascolto e reale partecipazione alle decisioni e non ridursi a «una mera presenza di facciata».

Non mancano critiche nei confronti di alcuni consiglieri comunali, accusati di avere rinunciato a una posizione autonoma e responsabile per «adeguarsi passivamente alle decisioni del Sindaco».

Spanò rivendica quindi il valore della libertà di pensiero e della responsabilità politica: «La politica richiede coraggio, responsabilità e libertà di pensiero. Quando questi valori vengono meno, le istituzioni si indeboliscono e a perdere sono soprattutto i cittadini».

Poi un giudizio severo sui risultati dell’esperienza amministrativa: «Oggi più che mai Riace ha bisogno di concretezza e serietà in modo che vengano raggiunti quei risultati che in più di due anni non siamo riusciti a dare».

Da qui la decisione definitiva di lasciare l’incarico, che Spanò definisce una scelta di «coerenza e di rispetto verso i cittadini» che le avevano accordato fiducia e verso i principi che hanno ispirato il suo impegno pubblico.

Nella parte conclusiva della lettera l’ex vicesindaca ringrazia i responsabili delle aree comunali, i dipendenti e il segretario Bova, definito un punto di riferimento serio, saggio e prudente.

Le dimissioni di Maria Caterina Spanò aprono adesso una fase politica delicata per l’Amministrazione comunale di Riace. Una rottura che non appare soltanto personale, ma che nella lunga lettera assume i contorni di una netta contestazione del metodo amministrativo e politico seguito dalla maggioranza.

Resta inoltre da comprendere a cosa faccia riferimento Spanò quando richiama i «fatti accaduti la sera del 14 agosto», elemento citato all’inizio della lettera ma non ulteriormente spiegato e che potrebbe rappresentare uno dei passaggi decisivi che hanno portato alla scelta di lasciare la carica.




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Giuseppe Mazzaferro

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