Bruxelles – Dopo gli attacchi russi della notte scorsa a Kiev e nelle regioni di Odessa e Chernihiv, l’Unione europea conferma ancora una volta il proprio sostegno all’Ucraina, lungo una linea che Bruxelles ha sintetizzato più volte nella formula as long as it takes, finché sarà necessario. Ma sullo sfondo della guerra si moltiplicano le questioni interne che riguardano il governo.

Nuove indagini per corruzione coinvolgono figure vicine alla presidenza, mentre torna a farsi strada il dibattito sulla possibilità di tenere elezioni durante il conflitto. Per ora, però, le vicende interne non sembrano aver modificato la linea di Bruxelles. Anzi, dopo gli attacchi russi della notte scorsa, von der Leyen è tornata a sottolineare la necessità di “rafforzare la capacità di difesa dell’Ucraina”, in particolare quella contro i missili balistici.

L’UE: “Sostenere le capacità anti-balistiche dell’Ucraina”

L’attacco russo ha colpito Kiev e altre aree del Paese con missili e droni. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i raid “hanno provocato vittime e feriti e danneggiato edifici residenziali, un ospedale pediatrico e una scuola nella capitale”, oltre a infrastrutture nelle regioni di Odessa e Chernihiv. Secondo Reuters, il bilancio è salito a 16 morti e oltre 40 feriti a Kiev e nelle aree circostanti. Zelensky ha utilizzato l’attacco per rinnovare la richiesta agli alleati di fornire ulteriori intercettori per i sistemi Patriot. Per il presidente ucraino, la disponibilità di sufficienti capacità anti-balistiche resta essenziale per proteggere le città e salvare vite.

A rispondere è stata von der Leyen, che ha rilanciato il messaggio di Zelensky su X. “La Russia sta perdendo la guerra che ha iniziato. E sta reagendo prendendo di mira civili e infrastrutture civili”, ha scritto la presidente della Commissione, spiegando che Bruxelles sta lavorando “con gli Stati membri e i nostri partner per sostenere le capacità anti-balistiche dell’Ucraina”. L’obiettivo, ha aggiunto, è fornire a Kiev i mezzi per prevenire la perdita di vite umane, definendo questa “la priorità più urgente”.

Il sostegno europeo alla difesa ucraina resta dunque una delle componenti centrali della politica dell’UE nei confronti della guerra. Solo a fine luglio la Commissione UE aveva annunciato lo stanziamento di altri 3,47 miliardi di euro per droni, missili, difesa aerea e aerei da combattimento nell’ambito del prestito UE da 90 miliardi di euro per l’Ucraina.

Le nuove indagini per corruzione

È in questo quadro che si inseriscono le nuove inchieste che coinvolgono esponenti delle istituzioni ucraine. Il 19 agosto il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU) e la Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office (SAPO) hanno annunciato una nuova operazione, denominata “Forrest Gump”. L’indagine riguarda una presunta organizzazione criminale che, secondo gli investigatori, coinvolgerebbe un parlamentare in carica, un ex deputato e funzionari di alto livello dell’Ufficio del presidente.

Tra le persone coinvolte nelle perquisizioni figura Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio presidenziale con deleghe anche agli affari legali e alla riforma giudiziaria. La sua abitazione è stata perquisita dagli investigatori e, nella stessa giornata, Zelensky ha firmato il decreto per rimuoverla dall’incarico.

Le autorità anticorruzione hanno inoltre effettuato perquisizioni nei confronti del deputato Vadym Stolar, già eletto nelle liste della filorussa Opposition Platform – For Life, partito messo al bando dopo l’invasione russa su larga scala.

Le indagini sono ancora in corso e le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. L’operazione si inserisce comunque in una più ampia serie di inchieste anticorruzione che negli ultimi mesi hanno raggiunto figure di alto livello della politica ucraina, aumentando la pressione sull’amministrazione Zelensky.

Il nodo delle elezioni

Parallelamente alle nuove indagini, a Kiev si è riaperto il dibattito sulle elezioni. A sollevarlo pubblicamente è stato l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che ha chiesto di tornare al voto anche durante la guerra. La questione è un attacco diretto al presidente Zelensky, che aveva licenziato Fedorov circa un mese fa provocando un grosso caos nella politica ucraina che ancora non si è del tutto placato. Il mandato presidenziale di Zelensky è formalmente scaduto nel maggio 2024, ma le elezioni previste per il marzo dello stesso anno non si sono tenute a causa della legge marziale.

Per Bruxelles, tuttavia, non spetta all’Unione decidere quando gli ucraini dovranno tornare alle urne. La posizione della Commissione è che “spetta all’Ucraina decidere quando svolgerle, nel pieno rispetto del proprio quadro giuridico”. L’UE, ha spiegato la portavoce per gli Affari esteri Anitta Hipper, è pronta a sostenere Kiev anche durante il processo elettorale, nel rispetto degli standard e delle aspettative democratiche.

La questione non è soltanto giuridica, ma anche legata alla sicurezza e alle condizioni concrete in cui si potrebbe svolgere il voto. Con la guerra ancora in corso, territori occupati dalla Russia, milioni di cittadini fuori dal Paese e attacchi che continuano a colpire le città, organizzare una campagna elettorale e un voto nazionale presenta difficoltà significative.

Sostegno a Kiev e riforme: due dossier che restano distinti

Le vicende delle ultime settimane mettono quindi sul tavolo due questioni diverse. Da una parte c’è il sostegno dell’UE all’Ucraina nella guerra contro la Russia; dall’altra il percorso interno di riforme e il funzionamento delle istituzioni.

La lotta alla corruzione, l’indipendenza delle istituzioni e il rispetto dello Stato di diritto sono infatti elementi rilevanti anche nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. A giugno von der Leyen aveva sottolineato i progressi di Kiev sulle riforme e collegato il sostegno europeo alla prosecuzione di questo cammino verso l’Unione. L’adesione all’UE resta quindi legata anche alla capacità dell’Ucraina di portare avanti le riforme richieste.

Le due dimensioni, per Bruxelles, non si traducono al momento in un cambio di linea sul sostegno a Kiev. La Commissione UE continua a considerare la capacità dell’Ucraina di difendersi dagli attacchi russi “una priorità”, mentre le autorità ucraine sono chiamate a proseguire il lavoro sulle riforme.


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