Da Le Castella a Taormina, la finale regionale della 38ª edizione racconta una Calabria capace di investire sui giovani. Silvia Genoese conquista il primo posto, mentre il lavoro di Graziella Marcone collega concorso, formazione e produzione cinematografica.

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Le Castella, una finale regionale tra spettacolo e nuove opportunità

La Calabria ha scelto la propria rappresentante per la finale nazionale di “Una Ragazza per il Cinema”. Sabato 22 agosto, nella suggestiva cornice di Le Castella, a Isola Capo Rizzuto, si è conclusa la finale regionale della 38ª edizione del concorso nazionale, una manifestazione che ha portato sul palco 18 giovani concorrenti.

La serata, condotta da Gianluca Cappadona, è stata curata sotto il profilo artistico e organizzativo da Graziella Marcone, responsabile e agente regionale del concorso.

Un appuntamento che ha saputo mettere insieme bellezza, eleganza e soprattutto talento, attraverso una serie di prove artistiche pensate per valorizzare le diverse capacità delle partecipanti.

Recitazione, canto, conduzione e ballo hanno infatti caratterizzato la competizione, dimostrando come il percorso di “Una Ragazza per il Cinema” non sia esclusivamente legato all’estetica, ma punti anche sulla personalità e sulle capacità espressive delle concorrenti.

Silvia Genoese è la nuova “Una Ragazza per il Cinema Calabria 2026”

A conquistare il titolo regionale è stata Silvia Genoese, 19 anni, originaria di Falconara Albanese.

La giovane ha convinto la giuria con una intensa interpretazione del monologo “Figli” di Paola Cortellesi, dimostrando sensibilità, capacità interpretativa e una presenza scenica capace di lasciare il segno.

Il risultato le è valso il primo posto e il titolo di “Una Ragazza per il Cinema Calabria 2026”.

Una vittoria che porta Silvia Genoese direttamente alla fase nazionale del concorso e che premia una performance nella quale la bellezza ha lasciato spazio alla forza della parola e dell’interpretazione.

Il podio premia tre modi diversi di esprimere il talento

Il secondo posto è stato conquistato da Akela Ortiz, che si è distinta per spigliatezza e disinvoltura durante una prova di conduzione.

La concorrente ha affrontato il palco nel ruolo di presentatrice, mettendo in evidenza capacità comunicative e sicurezza davanti al pubblico.

Terza classificata è stata invece Greta Abramo, che ha scelto la recitazione e ha interpretato il monologo “La paura di crescere”.

Il podio fotografa quindi una delle caratteristiche più interessanti della manifestazione: la possibilità per le giovani partecipanti di esprimersi attraverso discipline differenti e di far emergere attitudini che possono diventare importanti per un futuro nel settore dello spettacolo.

Il concorso come laboratorio di talento

La finale di Le Castella ha confermato una concezione del concorso che va oltre la tradizionale competizione di bellezza.

Le 18 concorrenti sono state chiamate a confrontarsi con prove artistiche capaci di mettere in evidenza non soltanto l’aspetto estetico, ma anche le capacità recitative, canore, di conduzione e di ballo.

È proprio attraverso questo confronto che una manifestazione come “Una Ragazza per il Cinema” può diventare un laboratorio nel quale le giovani partecipanti iniziano a misurarsi con il palcoscenico, il pubblico e la pressione di una performance.

Per alcune di loro il concorso può rappresentare un primo passo verso esperienze professionali nel mondo della moda, della televisione, della comunicazione o del cinema.

Graziella Marcone e la valorizzazione dei giovani talenti

La buona riuscita della finale regionale ha raccolto numerosi apprezzamenti per l’organizzazione, l’eleganza e la cura dei dettagli.

Un risultato che si lega al lavoro di Graziella Marcone, da cinque anni agente regionale del concorso e protagonista di un percorso rivolto alla valorizzazione dei giovani talenti calabresi.

Imprenditrice da sempre impegnata sul territorio, Marcone ha costruito intorno al concorso un’attività che guarda anche alla formazione e alla possibilità di creare collegamenti concreti con il settore cinematografico.

L’obiettivo non è quindi limitarsi a organizzare selezioni e serate, ma creare un percorso nel quale le giovani possano trovare occasioni per sviluppare le proprie capacità.

La Scuola Cinematografica Etopea nasce a Paola

Tre anni fa, a Paola, Graziella Marcone ha fondato la Scuola Cinematografica Etopea, una realtà che collabora con importanti produzioni del settore.

La nascita della scuola rappresenta un ulteriore tassello di un progetto rivolto alla formazione cinematografica e alla scoperta di nuove professionalità.

La possibilità di entrare in contatto con il mondo della produzione consente infatti ai giovani di comprendere meglio le dinamiche che caratterizzano il cinema e di acquisire esperienze che possono rivelarsi preziose per il futuro.

Il percorso sviluppato da Marcone crea così una continuità tra il momento della scoperta del talento e quello della sua possibile crescita professionale.

Dal palco alla macchina da presa

È proprio questo il punto nel quale il concorso e la formazione cinematografica si incontrano.

Le giovani che si avvicinano al mondo dello spettacolo possono partire da un’esperienza sul palco, imparando a gestire la propria presenza scenica, la comunicazione e l’espressione artistica.

Successivamente, attraverso percorsi formativi e produzioni audiovisive, possono confrontarsi con una realtà completamente diversa: quella della macchina da presa.

La direzione intrapresa dalla Scuola Cinematografica Etopea punta proprio a costruire questo tipo di collegamento, creando opportunità concrete per chi desidera trasformare una passione in un percorso artistico.

“Sutta u suli”, il nuovo progetto cinematografico

Tra i progetti imminenti della scuola figura il cortometraggio “Sutta u suli”, prodotto da Graziella Marcone.

Il progetto presenta una collaborazione di particolare rilievo: la sceneggiatura è infatti firmata dal celebre attore Fortunato Cerlino.

Le prossime riprese rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato da Marcone e dalla Scuola Cinematografica Etopea, creando un legame diretto tra formazione, giovani talenti e produzione cinematografica.

“Sutta u suli” si inserisce quindi in una strategia più ampia, nella quale la formazione non rimane confinata all’interno di un’aula, ma si confronta con la pratica concreta della produzione audiovisiva.

La Calabria prepara la finale nazionale di Taormina

Il percorso avviato a Le Castella proseguirà ora a Taormina, dove dall’1 al 6 settembre 2026 è in programma la finale nazionale di “Una Ragazza per il Cinema”.

Silvia Genoese, Akela Ortiz, Greta Abramo e le altre ragazze selezionate dalla giuria rappresenteranno la Calabria durante la fase nazionale.

Per la vincitrice regionale sarà l’occasione di confrontarsi con le migliori concorrenti provenienti dalle altre regioni italiane.

Un appuntamento che assume quindi un significato importante non soltanto dal punto di vista competitivo, ma anche come esperienza formativa e professionale.

Una vittoria che apre una nuova fase

La vittoria di Silvia Genoese chiude una serata di successo per “Una Ragazza per il Cinema Calabria 2026”, ma apre contemporaneamente una nuova fase.

Da una parte c’è il risultato della competizione, con il titolo conquistato dalla giovane di Falconara Albanese grazie alla sua interpretazione del monologo di Paola Cortellesi.

Dall’altra c’è un progetto territoriale più ampio, quello portato avanti da Graziella Marcone, che attraverso il concorso, la Scuola Cinematografica Etopea e le nuove produzioni punta a trasformare la scoperta dei giovani talenti in occasioni di crescita.

Le Castella è stata quindi una tappa, non un punto di arrivo. Il prossimo appuntamento sarà Taormina, mentre sullo sfondo prende forma anche “Sutta u suli”, nuovo progetto cinematografico destinato a rafforzare il rapporto tra i giovani talenti calabresi e il mondo del cinema.




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