Un bar dovrà rimanere chiuso per 75 giorni: è quanto disposto, attraverso un provvedimento, dal Questore della Provincia di Padova nei confronti di un esercizio di via Madonna della Salute, teatro di aggressioni, spaccio e frequentato abitualmente da soggetti con precedenti penali. La misura è stata adottata dopo l’ennesimo episodio di violenza e la reiterata presenza di persone pericolose, come indicato dagli accertamenti della Polizia.
L’episodio scatenante: l’aggressione del 9 giugno
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la chiusura del bar è stata decisa a seguito di un’approfondita attività istruttoria condotta dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza, in collaborazione con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e la Squadra Volanti della Questura di Padova. Il locale era già stato oggetto di una sospensione per 45 giorni nel 2025 per fatti legati allo spaccio di stupefacenti e per la presenza abituale di soggetti violenti e con precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e la droga.
Determinante per l’adozione della nuova misura è stato il grave episodio avvenuto nella notte di martedì 9 giugno. Intorno all’1.00, le Volanti della Questura sono intervenute presso il bar dopo la segnalazione di una violenta aggressione ai danni di un cittadino marocchino di 31 anni. La vittima, trovata cosciente ma con lesioni e tumefazioni al volto e una copiosa perdita di sangue dal naso, è stata assalita da quattro soggetti nordafricani, presumibilmente tunisini, con pugni e calci, senza alcuna apparente ragione o precedente diverbio. L’azione, improvvisa e brutale, ha impedito qualsiasi possibilità di difesa alla vittima.
Il ruolo del gestore e la mancata collaborazione
Un elemento che ha pesato nella decisione delle autorità è stato il comportamento omertoso del gestore del bar, che ha dichiarato di non aver visto nulla di quanto accaduto all’interno del proprio locale. Tale atteggiamento, ritenuto omissivo e non collaborativo, è stato valutato come particolarmente grave dalla Questura, soprattutto considerando la posizione di garanzia che il titolare dell’attività commerciale dovrebbe ricoprire nei confronti della sicurezza dei clienti.
A seguito delle gravi lesioni riportate, il 31enne è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale, dove i medici hanno diagnosticato la frattura del setto nasale e plurime contusioni, giudicate guaribili in 30 giorni salvo complicazioni. L’uomo è stato ricoverato per ulteriori accertamenti e si trova tuttora sotto osservazione.
Un locale già noto alle forze dell’ordine
L’episodio del 9 giugno non rappresenta un caso isolato. Nel corso degli ultimi dodici mesi, il bar è stato oggetto di numerosi controlli e interventi da parte delle Volanti della Questura, che hanno documentato la presenza costante di soggetti con precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti. Tra gli episodi più significativi, si segnala quello del 22 gennaio, quando una rissa tra due avventori abituali è degenerata in uno scontro fisico, con il lancio di una sedia e pugni al volto che hanno provocato la fuoriuscita di sangue dal naso di uno dei contendenti.
Particolarmente rilevante è stato il controllo straordinario effettuato il 29 marzo 2026, durante il quale sono state identificate sette persone presenti nel locale, sei delle quali risultate gravate da precedenti penali e di polizia. Tra queste, anche due cittadini tunisini destinatari di provvedimenti di rintraccio emessi dall’Autorità Giudiziaria.
I precedenti provvedimenti e l’arresto per spaccio
Il bar era già stato destinatario, il 21 marzo dell’anno precedente, di un analogo provvedimento di sospensione della licenza per 45 giorni, adottato a seguito di un’attività investigativa della Squadra Mobile culminata con l’arresto di un cittadino tunisino per spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, dopo aver ceduto una dose di eroina a un acquirente italiano nelle vicinanze del locale, si era rifugiato all’interno del bar nel tentativo di sottrarsi al controllo degli investigatori, venendo però individuato e arrestato mentre era seduto a un tavolo.
Nonostante la precedente chiusura nel 2025, la situazione non è migliorata: gli episodi successivi hanno confermato la presenza abituale di soggetti pregiudicati, coinvolti in episodi violenti e con precedenti per reati in materia di sostanze stupefacenti. L’attività istruttoria ha permesso di accertare che il locale è divenuto un punto di ritrovo per persone pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica, trasformandosi in teatro di violenza e illegalità, in netto contrasto con il ruolo sociale che un esercizio pubblico dovrebbe svolgere.
La decisione del Questore e le prospettive future
Alla luce della gravità dell’aggressione del 9 giugno, della reiterazione degli episodi accertati, della presenza costante di soggetti con precedenti penali e di polizia, e della necessità di interrompere una situazione di pericolo per la collettività, il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto la sospensione per 75 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande del bar. La misura è stata ritenuta necessaria, adeguata e proporzionata per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, interrompere le frequentazioni pericolose e ripristinare condizioni di legalità a tutela dei cittadini e del territorio.
Trattandosi della seconda chiusura ex art. 100 TULPS, il Questore della provincia di Padova inoltrerà al Prefetto la proposta per la definitiva revoca della licenza, al fine di impedire che il locale possa continuare a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.
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