Bologna, 27 agosto 2026 – Da due giorni il numero telefonico dell’Ausl di Bologna 0513131 ha un nuovo ruolo. È nata infatti la ‘centrale operativa di continuità assistenziale’, un servizio che ha come obiettivo principale rafforzare la presa in carico degli utenti sui bisogni sanitari non di assistenza primaria quando il medico di famiglia non è disponibile.

Il numero è attivo tutti i giorni 24 ore su 24: chi risponde

Un numero di telefono che già esisteva ma che ora cambia veste e modalità: attivo tutti i giorni 24 ore su 24, squilla fisicamente nella zona dell’ospedale Maggiore destinata anche agli altri numeri di emergenza, e a rispondere sono medici di medicina generale.

Il nuovo servizio è stato presentato questa mattina a Palazzo Malvezzi dai soggetti protagonisti di un’iniziativa che è stata definita “un cambio di passo nella creazione ulteriore di un rapporto di fiducia tra azienda sanitaria e cittadini”: l’Ausl, la Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana, la Federazione italiana medici di medicina generale.

Un servizio, è stato spiegato, che “non sostituisce l’attività ordinaria degli studi medici, ma vi si affianca: a rispondere alle chiamate sono infatti gli stessi medici di medicina generale, pronti a fornire una risposta qualificata 365 giorni l’anno, anche durante gli orari diurni feriali”.

Come funziona il servizio: consulti, prescrizioni farmaceutiche e visite negli Aft

Il medico di base, dunque, “rimane la figura di riferimento primaria e insostituibile per la salute di ogni cittadino”, ha sottolineato Marilena Pillati, sindaco di San Lazzaro e vicepresidente della Ctssm: a completamento e potenziamento del suo ruolo, per rafforzare la presa in carico degli utenti e garantire una copertura assistenziale in ogni momento, ecco “un servizio aggiuntivo per i bisogni sanitari non differibili di assistenza primaria”.

D’altronde, ha concluso Pillati, “non ci sono i numeri che servirebbero e la complessità dei bisogni, nel frattempo, è aumentata”. La direttrice generale dell’Ausl, Anna Maria Petrini, ha sottolineato la necessità di affiancare “l’attività dei medici di famiglia, che rimane il primo accesso, ai percorsi sanitari”.

La risposta telefonica del medico di turno al numero unico, non sarà dunque generica o di semplice smistamento: “Il consulto telefonico – ha spiegato Petrini, può concludersi anche con una prescrizione farmaceutica. Oppure il cittadino può essere indirizzato a uno degli ambulatori Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) o Cau attivati in questi mesi, con un sistema di programmazione della visita. Inoltre, se il medico riscontra un quadro particolarmente critico può anche attivare direttamente la centrale 112”.

Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Ausl di Bologna

Meschi (Ausl): “Capillarità e prossimità saranno le parole chiave”

La nuova Centrale operativa, ha aggiunto Michele Meschi, direttore sanitario dell’Azienda Usl, “è una guida qualificata, che riporta l’attenzione sui medici di base ma risponde a tante esigenze grazie alla rete articolata e dettagliata messa in campo dal tavolo di lavoro. Capillarità e prossimità, queste saranno le parole chiave: se il medico non è disponibile, un altro si fa carico della richiesta dell’utente”.

Gli ambulatori Aft hanno effettuato oltre 5.150 visite: tutti i numeri

I numeri, come è stato illustrato, già dimostrano l’importanza della novità: “Nei primi due giorni – ha detto Petrini – ci sono stati una media di 70 contatti dalle 8 di mattina alle 20 di sera”. E a proposito di numeri, nel corso della presentazione è stato fatto anche il punto sulla sanità di prossimità: dal loro avvio, datato 2026, al 18 agosto, i 14 ambulatori Aft hanno effettuato oltre 5.150 visite, per l’80% residenti, con attesa media di 55 minuti, inviando al pronto soccorso solo il 4% dei pazienti, e il 96% al medico di famiglia. Nel 2026, fino al 18 agosto, sono stati registrati inoltre 399 ricoveri nei 6 ospedali di comunità del territorio.

Mediamente il ricovero è durato poco meno di 15 giorni, 124 persone dopo il ricovero sono tornate a casa, altre 96 sono tornate a casa ma con attivazione di assistenza domiciliare. Infine, nel 2025 la continuità assistenziale ha ricevuto 172.139 telefonate, che hanno dato luogo a oltre 46 mila visite in ambulatorio e oltre 2.500 visite domiciliari.

“​​​​​Il medico di medicina generale – ha spiegato Ilaria Piana, segretaria provinciale di Fimmg – è sotto pressione, non possiamo più immaginarlo chiuso nel suo ambulatorio con borsa e stetoscopio. Dobbiamo invece andare incontro al cambiamento dovuto a situazioni sociali, partecipare al cambiamento aggiornandone il ruolo senza perdere di vista i punti di forza e cioè la fiducia del cittadino”.

La presentazione a Palazzo Malvezzi

La presentazione a Palazzo Malvezzi

L’accordo tra Ausl e Fimmg per migliorare la qualità prescrittiva in ambito farmaceutico

Durante l’incontro di questa mattina in Città metropolitana è stato anche presentato un ulteriore accordo sottoscritto in questi giorni da Ausl e Fimmg, grazie al quale si punta a migliorare la qualità prescrittiva in ambito farmaceutico. Per questo ‘Accordo sull’appropriatezza farmaceutica’ l’azienda sanitaria ha appositamente stanziato un fondo di 600.000 euro all’anno: una quota è destinata a tutti gli Aft in cui operano i medici di base, un’altra sarà premiale per i gruppi che migliorano gli standard di appropriatezza secondo i criteri e il monitoraggio stabiliti dall’accordo. Il premio andrà all’Aft.

Questo sistema, secondo Ausl e Fimmg, da un lato favorirà l’omogeneità nelle prescrizioni fra i medici, riducendo i fenomeni di sotto o sovra-trattamento farmacologico. Dall’altro, ridurrà l’uso improprio di antibiotici e sul lungo periodo potrebbe portare a minori resistenze antimicrobiche responsabili di infezioni. Dall’applicazione dell’accordo ci si aspetta un impatto positivo anche in tema di polifarmacoterapia: “In area bolognese – ha spiegato Meschi – sono circa 11.000 i ‘grandi anziani’ che assumono più di 9 farmaci al giorno (9% degli over 75 anni); se ampliamo lo sguardo ai pazienti over 65 la percentuale sale a circa il 20%. Dobbiamo evitare che gli antibiotici non siano più efficaci”. 


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