#Finsubito news – La Settimana Economica | n. 42/2026


Negli Stati Uniti, l’inflazione accelera al 3,7%, spinta soprattutto dall’energia, mentre i salari crescono meno dei prezzi e il potere d’acquisto delle famiglie continua a ridursi. La Federal Reserve mantiene un approccio prudente sui prossimi rialzi, con i tassi al 3,75-4%, nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche. Intanto, il mercato immobiliare mostra segnali di ripresa, ma i mutui al 7,4% frenano ancora la domanda. Sul fronte economico, la crescita resta moderata e gli investimenti nell’AI continuano a sostenere l’attività produttiva.

In Europa, lo shock energetico e le difficoltà fiscali francesi aumentano le pressioni sull’Eurozona. Il gas TTF raggiunge 87,20 euro/MWh, mentre le scorte europee scendono al 72,4%. L’inflazione sale al 3,8% e l’euro si indebolisce, nonostante i rialzi dei tassi BCE. La Francia, con un debito al 119% del PIL, affronta crescenti costi di finanziamento. Nel frattempo, la produzione industriale dell’Eurozona arretra dello 0,5%, mentre la bilancia commerciale registra un deficit di 16,1 miliardi di euro. Sul fronte commerciale, Bruxelles raggiunge un’intesa con Pechino per limitare le importazioni di auto ibride cinesi.

Nel resto del mondo, la Cina registra un’impennata delle esportazioni del 36,3%, trainata dall’AI e dall’automotive, mentre la domanda interna rimane debole. Il FMI prevede una crescita asiatica del 4,8% nel 2026, sostenuta soprattutto dal settore tecnologico. Emergono tuttavia nuove fragilità finanziarie, come dimostra il crollo di quasi il 12% della Borsa indonesiana, mentre Russia e Occidente continuano a confrontarsi attraverso sanzioni e sequestri di attività economiche.

INDICATORI MACROECONOMICI 

Inflazione:
Italia: +4,1%, dal precedente +3,2% ⬆
Eurozona: +3,8%, dal precedente +3,2% ⬆
Inghilterra: +3,1%, dal precedente +2,9% ⬆
Stati Uniti: +3,7%, invariata, dal precedente 3,4% ⬆

Disoccupazione:
Italia: 6,2%, dal precedente 6,0% ⬆
Eurozona: 6,4%, invariata
Inghilterra: 4,9%, invariata
Stati Uniti: 4,2%, dal precedente 4,1% ⬆ 

Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,50%
Stati Uniti: 3,75%-4,00%
Inghilterra: 3,75% 

PIL:
Italia, Q2 2026: +0,2%
Eurozona, Q2 2026: +0,6%
Inghilterra, Q2 2026: +0,1%
Stati Uniti, Q2 2026: +2,2% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,12368, +0,32% questa settimana, –4,33% da inizio anno 

DXY: 101,84, –0,36% questa settimana, +3,62% da inizio anno

S&P500: 7.659,44, –1,95% questa settimana, +11,36% da inizio anno 

NASDAQ: 26.140,03, –4,48% questa settimana, +11,32% da inizio anno 

FTSE MIB: 49.857,18, +0,22% questa settimana, +10,79% da inizio anno 

STOXX 600: 644,74, +2,02% questa settimana, +8,87% da inizio anno 

DAX: 25.622,61, +2,13% questa settimana, +4,63% da inizio anno 

CAC 40: 7.956,70, +1,97% questa settimana, –2,37% da inizio anno 

IBEX 35: 19.326,30, +1,54% questa settimana, +11,66%da inizio anno

US10Y: 5,080%, –16,1 bps questa settimana, +89,0 bps da inizio anno 

US02Y: 4,736%, –5,3 bps questa settimana, +126,3 bps da inizio anno 

US10Y – US02Y: 0,344%, –11,0 bps questa settimana, –35,0 bps da inizio anno 

IT10Y: 4,479%, –10,9 bps questa settimana, +92,9 bps da inizio anno 

Spread BTP–Bund: 109,15 bps, –1,96 bps questa settimana, +48,64 bps da inizio anno

VIX: 19,98, +34,55% questa settimana, +34,55% da inizio anno 

BTC/USD: $81.522,00, –2,59% questa settimana, –6,89% da inizio anno

 

STATI UNITI 

 

Nobel per l’Economia 2026 a Hall e Woodford per gli studi sulla stabilizzazione economica

Il Nobel per l’Economia 2026 è stato assegnato agli economisti statunitensi Robert Hall e Michael Woodford per i contributi alla comprensione delle fluttuazioni economiche e del ruolo delle politiche monetarie e fiscali. I loro studi hanno superato i limiti dei modelli keynesiani tradizionali, sviluppando modelli macroeconomici fondati sulle decisioni di famiglie e imprese. Questi strumenti costituiscono oggi una base teorica fondamentale per banche centrali e governi, soprattutto nella gestione di recessioni, crisi energetiche e shock economici.

Inflazione in aumento e famiglie sotto pressione: Fed verso la prudenza

L’inflazione statunitense accelera al 3,7% annuo a settembre, dal 3,4% di agosto, mentre quella di fondo raggiunge il 2,6%. A trainare i rincari è soprattutto l’energia, con la benzina in aumento del 34% annuo. Dal 2020 i prezzi sono cresciuti di oltre il 29%, comprimendo il potere d’acquisto delle famiglie, mentre i salari aumentano soltanto del 3%. Nonostante consumi resilienti, il Beige Book della Fed segnala una crescita moderata e un mercato del lavoro stagnante. Gli investimenti nell’AI sostengono l’economia, ma alimentano ulteriori pressioni sui prezzi. Intanto, il rendimento decennale dei Treasury scende al 5,04%, mentre i mercati attribuiscono una probabilità del 73% a tassi Fed invariati a ottobre.

Fed, prudenza sui tassi e nuova strategia di comunicazione monetaria

La Federal Reserve mantiene un approccio prudente dopo il rialzo di settembre, con i tassi al 3,75-4%. La vicepresidente Michelle Bowman ritiene possibile attendere prima di nuovi interventi, nonostante l’inflazione ancora elevata. Il presidente Kevin Warsh abbandona invece la forward guidance, evitando di anticipare le decisioni monetarie. Una scelta in contrasto con le teorie del recente Nobel Michael Woodford, che sottolineano l’importanza delle aspettative. Warsh resta inoltre fiducioso nel potenziale dell’intelligenza artificiale, capace di sostenere produttività e crescita nel lungo periodo, pur alimentando temporaneamente nuove pressioni inflazionistiche.

Mercato immobiliare in ripresa ma mutui elevati frenano la domanda

A settembre le vendite di abitazioni esistenti crescono dell’1,5% mensile, raggiungendo 3,99 milioni di unità annualizzate, ma restano in calo del 2,2% annuo. L’offerta sale a 1,6 milioni di immobili, massimo dal 2019, mentre il mercato conta circa 600.000 venditori in più rispetto agli acquirenti. Nonostante ciò, i prezzi resistono, con un valore mediano di 417.500 dollari, sostenuti dalla solidità finanziaria dei proprietari. I mutui al 7,4% continuano a frenare la domanda, aumentando il potere contrattuale degli acquirenti.

Caro carburanti colpisce soprattutto gli Stati rurali

La guerra in Iran alimenta i rincari energetici, con benzina in aumento del 34% annuo e gasolio da riscaldamento del 74%. L’impatto varia tra gli Stati: in Wyoming le famiglie spendono 975 dollari in più per la benzina e 2.254 dollari per il diesel, contro 339 dollari per la benzina in Oregon. Le aree rurali e agricole risultano maggiormente esposte.

Prezzi delle importazioni in forte aumento

A settembre i prezzi delle importazioni crescono dell’1,1% mensile e dell’8,1% annuo, spinti dall’energia. Su base annua, petrolio e gas rincarano rispettivamente del 35,4% e del 96,5%, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.

 

EUROPA 

 

Eurozona, debito record e crisi fiscale francese indeboliscono l’euro

L’Eurozona si prepara a emissioni obbligazionarie record nel 2027, mentre i costi di finanziamento raggiungono i massimi da vent’anni. Cambia la geografia del rischio: i rendimenti francesi superano quelli italiani, mentre Belgio e Grecia mostrano valori simili. Parigi prevede 340 miliardi di emissioni, con debito al 119% del PIL e spesa per interessi destinata a raggiungere 72,9 miliardi. Le tensioni fiscali, unite allo shock energetico e all’inflazione al 3,8%, pesano sull’euro, sceso a 1,111 dollari, minimo da maggio 2025. Nonostante i rialzi BCE al 2,5%, la forza del dollaro continua a penalizzare la moneta unica.

Europa, energia sempre più cara tra crisi del diesel e tensioni sul gas

La crisi mediorientale mantiene elevata la pressione sui mercati energetici europei. Il gas TTF raggiunge 87,20 euro/MWh, contro i 32 euro precedenti al conflitto, mentre diesel e benzina rincarano rispettivamente del 35% e del 23%. Nonostante la produzione petrolifera mondiale sia risalita a 102,3 milioni di barili giornalieri, le tensioni a Hormuz limitano le forniture. L’AIE prevede mercati del diesel sotto pressione fino al 2027. Preoccupano anche le scorte europee di gas al 72,4%, minimo stagionale dal 2011, in vista dell’inverno.

UE-Cina, accordo sulle auto ibride mentre Bruxelles prepara nuove restrizioni

La Cina accetta il limite europeo di 350.000 auto ibride importate all’anno, con incrementi del 6% annuo, una misura che potrebbe dimezzare i flussi commerciali. L’intesa segue l’accordo tra Francia e Germania per contrastare la concorrenza cinese. Pechino concede inoltre riduzioni tariffarie su 4 miliardi di euro di prodotti europei, nel tentativo di preservare l’accesso al mercato comunitario. Intanto, il deficit commerciale UE-Cina raggiunge 360 miliardi, spingendo Bruxelles a valutare ulteriori restrizioni per tutelare l’industria europea.

BCE, prudenza sui tassi mentre cresce la pressione sul debito francese

La BCE mantiene un approccio dipendente dai dati, valutando i tassi riunione per riunione. Intanto, i rendimenti dei titoli francesi raggiungono livelli prossimi ai massimi pluridecennali, aggravando i costi del debito. Il governatore Emmanuel Moulin  resta fiducioso sulla possibilità di un consolidamento fiscale, mentre il FMI sollecita interventi credibili per ridurre deficit e debito pubblico.

Eurozona, industria in difficoltà e bilancia commerciale in deficit

La produzione industriale dell’Eurozona cala dello 0,5% ad agosto, segnando il terzo mese consecutivo di contrazione. Nonostante una lieve ripresa tedesca, Francia, Italia e Spagna registrano flessioni, penalizzate dagli elevati costi energetici e dai rialzi dei tassi BCE. Anche la bilancia commerciale peggiora, passando dal surplus di luglio a un deficit di 16,1 miliardi di euro, con esportazioni in calo dell’1,2% e importazioni in aumento del 2%. Pesano la debolezza dell’industria automobilistica e la concorrenza cinese, mentre il FMI prevede una crescita dell’1,1% nel 2026.

Regno Unito, crescita debole e inflazione elevata complicano le scelte della BoE

L’economia britannica cresce dello 0,1% ad agosto, rallentando rispetto al +0,4% di luglio, sostenuta soprattutto dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Intanto, l’inflazione sale al 3,1%, spinta dai rincari energetici, mentre i rendimenti obbligazionari e i mutui elevati frenano i consumi. La Bank of England mantiene i tassi al 3,75%, ma valuta nuovi rialzi. L’economista capo Huw Pill considera eccessivi i 100 punti base previsti dai mercati, mentre il governatore Andrew Bailey sottolinea l’assenza, per ora, di pressioni inflazionistiche diffuse.

Francia, caro energia e sfide industriali tra crisi e concorrenza cinese

Il governo francese interviene contro il caro carburanti, annunciando dal 1° novembre una riduzione del diesel di 12-18 centesimi al litro, attraverso l’utilizzo di 10 milioni di barili delle riserve strategiche. Intanto, un cyberattacco colpisce oltre 250 supermercati, causando perdite economiche e interruzioni nei sistemi di refrigerazione. Sul fronte industriale, BYD (grande produttore cinese di automobili elettriche e ibride) valuta un nuovo stabilimento in Francia, dopo una crescita delle immatricolazioni del 136% nel primo semestre. Al Salone dell’Auto di Parigi, Macron rilancia il “Made in Europe”, proponendo incentivi alla produzione europea per contrastare la concorrenza cinese e rafforzare la filiera automobilistica nazionale.

Grecia, nuovi sussidi per contrastare il caro energia

Il governo greco annuncia un aumento del 30% del bonus riscaldamento e un sussidio diretto sul gasolio per sostenere le famiglie. La misura segue la richiesta di maggiore flessibilità fiscale all’UE. Intanto, Germania e Spagna mantengono agevolazioni sui carburanti fino a dicembre, per contenere i rincari energetici.

Germania-Azerbaigian, nuovi investimenti tra gas e transizione energetica

Le imprese tedesche rafforzano l’interesse per l’Azerbaigian, puntando su gas, rinnovabili e logistica. Siemens Energy valuta il sostegno al corridoio energetico Caspio-Mar Nero-Europa, mentre Baku prevede 8 GW di progetti eolici e solari entro il 2032. La tedesca VNG esplora un contratto di fornitura di gas della durata di 15-20 anni, mentre Enercon considera investimenti produttivi locali. Sul fronte logistico, l’Azerbaigian punta a 30 milioni di tonnellate di merci in transito entro il 2030, rafforzando i collegamenti tra Europa e Asia.

 

RESTO DEL MONDO

 

Asia, l’AI sostiene la crescita ma aumentano i rischi finanziari

Il FMI alza al 4,8% la previsione di crescita asiatica per il 2026, grazie agli investimenti nell’intelligenza artificiale e alla resilienza di fronte allo shock energetico. Spiccano Taiwan (+10,7%) e Corea del Sud (+3,3%), mentre le economie meno coinvolte nella filiera tecnologica rallentano. Per il 2027 la crescita è attesa al 4,4%. Restano rischi legati a debito pubblico, inflazione energetica e possibile ridimensionamento degli investimenti nell’AI, che potrebbero compromettere la stabilità economica regionale.

Russia, Putin ordina il sequestro di nuove attività europee

Il presidente russo Vladimir Putin dispone il sequestro delle attività di cinque aziende europee, tra cui la francese Tarkett e la belga Ontex, con ricavi annui complessivi superiori a 532 milioni di euro. Gli asset passano sotto amministrazione temporanea russa, dopo analoghi provvedimenti contro Nestlé, Metro e Auchan. Mosca giustifica le misure come risposta alle sanzioni occidentali e al congelamento di circa 300 miliardi di euro di attività sovrane russe, aumentando l’incertezza per gli investitori stranieri.

Cina, export in forte crescita mentre Pechino rafforza i controlli tecnologici

Le esportazioni cinesi accelerano del 36,3% annuo a settembre, trainate da semiconduttori, intelligenza artificiale e auto elettriche, le cui spedizioni crescono del 56,3%. L’export verso l’UE aumenta del 25,3%, mentre il surplus commerciale raggiunge 133,5 miliardi di dollari. Tuttavia, la domanda interna resta debole, con inflazione allo 0,9% e crescita del PIL stimata al 4,4% nel terzo trimestre. Intanto, Pechino propone restrizioni all’esportazione di 40 tecnologie strategiche, di cui 23 legate all’AI, per tutelare la sicurezza nazionale e il proprio vantaggio tecnologico.

Giappone, BoJ orientata a nuovi rialzi dei tassi

Il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda conferma l’orientamento restrittivo della politica monetaria, sottolineando che l’inflazione di fondo, ormai vicina al 2%, non deve superare l’obiettivo della banca centrale. La tempistica di eventuali nuovi rialzi dipenderà dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dalla domanda legata all’intelligenza artificiale e dai movimenti dei tassi di cambio.

Canada, manifattura in crescita ma persistono le pressioni dei dazi USA

Ad agosto le vendite manifatturiere canadesi aumentano dell’1,5% mensile, raggiungendo 79,9 miliardi di dollari canadesi, sostenute soprattutto dai metalli primari (+14%). Tuttavia, la crescita riflette principalmente l’aumento dei prezzi, mentre i volumi restano stabili. Il commercio all’ingrosso cala dell’1,6%, penalizzato dall’incertezza sui nuovi dazi statunitensi. A settembre il settore manifatturiero perde 12.700 posti di lavoro, mentre i nuovi ordini industriali diminuiscono dello 0,7%, segnalando una ripresa ancora fragile.

Indonesia, Borsa in caduta sul rischio di esclusione dagli indici MSCI

La Borsa di Giacarta crolla di quasi il 12%, il peggior ribasso dal 1998, portando le perdite del 2026 a circa il 40%. A scatenare le vendite è la possibile esclusione dagli indici MSCI per problemi di trasparenza e governance. La rupia si indebolisce, mentre aumentano i timori di fughe di capitali. La decisione definitiva è attesa entro giugno 2027.

Singapore, crescita solida ma banca centrale prudente

Il PIL cresce del 5,4% annuo nel terzo trimestre, sostenuto dall’AI, ma rallenta rispetto al 6,2% precedente. La banca centrale mantiene invariata la politica monetaria, prevedendo un’inflazione intorno al 2% nel 2026.

USA-Messico, rallentano i negoziati commerciali sui dazi

Rallentano i negoziati tra Stati Uniti e Messico per l’opposizione del segretario al Commercio Howard Lutnick alla riduzione dei dazi del 25% sulle auto e del 50% su acciaio e alluminio. Il Messico chiede tariffe non superiori al 15%, mentre Washington pretende ulteriori concessioni. Lo stallo complica il rinnovo dell’accordo USMCA, aumentando l’incertezza per l’industria nordamericana.

 

PROSPETTIVE 

 

Il FMI prevede una crescita mondiale del 3,1% nel 2026, sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale e dalla resilienza economica. L’Asia (+4,8%) guida l’espansione, con Taiwan al 10,7% e Corea del Sud al 3,3%, mentre l’Eurozona rallenta all’1,1%. La crisi mediorientale spinge l’inflazione globale al 4,7%, riaprendo il dibattito sui tassi. Il Fondo avverte inoltre che l’elevato indebitamento e una possibile correzione degli investimenti nell’AI potrebbero sottrarre 1,3 punti percentuali alla crescita mondiale nel 2028.

La settimana del 19 ottobre sarà quindi cruciale per valutare la tenuta dell’economia globale e le prospettive monetarie. Negli Stati Uniti, i PMI manifatturieri e dei servizi, le richieste di sussidio e la fiducia dei consumatori offriranno nuove indicazioni sulla crescita. I mercati attribuiscono appena il 15% di probabilità a un rialzo Fed a ottobre, mentre un aumento a dicembre è pienamente previsto. Restano sotto osservazione i rendimenti dei Treasury e la sostenibilità degli investimenti nell’AI. In Canada, arriveranno i dati sull’inflazione di settembre.

In Europa, i PMI di Germania, Francia ed Eurozona misureranno la tenuta dell’attività economica. Nel Regno Unito, inflazione e occupazione guideranno le prossime decisioni della Bank of England, con una probabilità del 93% di rialzo dei tassi a novembre. Attese anche le decisioni monetarie di Turchia e Ungheria.

In Asia, la Cina pubblicherà i dati sul PIL del terzo trimestre, produzione industriale e consumi, ancora penalizzati dalla debolezza della domanda interna. Il Giappone diffonderà l’inflazione, attesa al 2,1%, mentre Corea del Sud, Indonesia e Filippine decideranno sui tassi. Completeranno il quadro i dati sull’inflazione di Singapore e Nuova Zelanda.


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