(Teleborsa) – Giornata complessivamente negativa per le borse di Eurolandia, che scambiano con il segno meno, zavorrate da Piazza Affari che fa peggio, appesantita da banche e automotive. In generale, gli investitori si trovano a valutare le preoccupazioni legate all’AI, le proteste di strada in diversi paesi europei, crescenti tensioni geopolitiche con l’incertezza sulle sanzioni alla Russia e prezzi dell’energia che rimangono alti.
Sul fronte obbligazionario, il Tesoro ha avviato il collocamento del BTP Valore, titolo quinquennale a doppia tranche (il classico BTP Valore con cedole trimestrali crescenti nel tempo e il BTP Valore Insieme con cedola unica pagata alla scadenza); l’offerta si concluderà il 23 ottobre, salvo chiusura anticipata. Venerdì, Morningstar DBRS ha confermato il rating sul debito sovrano dell’Italia a “A (low)”, con un trend stabile.
In Italia, resta alta l’attenzione sul mercato bancario (Jefferies ha tagliato il target price su Banco BPM; Goldstone Capital, azionista di MPS, ha espresso il proprio favore verso l’offerta di Intesa Sanpaolo, secondo quanto riportato venerdì da Bloomberg; l’Antitrust ha autorizzato Unipol ad acquisire il controllo di fatto di BPER) e su quello energetico (il governo italiano introdurrà a gennaio un tetto temporaneo di 60 euro per megawattora (MWh) al prezzo del gas pagato dalle centrali elettriche a gas, secondo quanto dichiarato domenica dal Ministro dell’Energia in un’intervista al Messaggero). Questa settimana la stagione delle trimestrali entrerà nel vivo con Salvatore Ferragamo (che pubblica i risultati del terzo trimestre martedì), seguita da Moncler (mercoledì) ed Eni (venerdì).
Sul fronte macroeconomico, in Cina i dati mensili di settembre hanno restituito un quadro contrastante, segnalando nel complesso una debole domanda interna a fronte di un’impennata delle esportazioni. Nel terzo trimestre, la crescita del PIL è salita al 4,5% su base annua (rispetto al 4,3% del secondo trimestre e a una previsione di consensus del 4,4%), collocandosi così nella fascia bassa dell’obiettivo di crescita fissato tra il 4,5% e il 5%. Sul fronte positivo, le vendite al dettaglio sono risultate leggermente migliori delle attese, passando dallo 0,4% su base annua all’1,1% (a fronte di una previsione dello 0,5%). Le vendite immobiliari sono apparse nuovamente deboli a settembre e gli investimenti nel settore hanno segnato una flessione del 20,6% su base annua. La produzione industriale è cresciuta dal 5,2% al 5,5% su base annua, in linea con le stime di consensus.
Sul piano geopolitico, nel corso del fine settimana si è ampliata la divergenza tra Unione Europea e Stati Uniti in merito alla politica verso la Russia. I leader dell’UE, riuniti a Bruxelles, hanno ribadito l’impegno a mantenere le sanzioni contro la Russia e a continuare a sostenere l’Ucraina. Venerdì, invece, Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende alcune sanzioni e dazi chiave legati alla Russia – previsti dal “Graham Act” e riguardanti sia merci russe che paesi acquirenti di petrolio e gas russo – poco prima che entrassero in vigore. Tuttavia, domenica le preoccupazioni circa il sostegno statunitense si sono parzialmente attenuate, dopo che Zelenskyy ha reso noto che lo scambio di informazioni di intelligence con gli USA è ripreso e che ha discusso i prossimi passi diplomatici con gli inviati di Trump, ipotizzando anche un nuovo incontro di pace nel corso di questa settimana. Tutto ciò ha un impatto anche sulle quotazioni del greggio, dove però i rischi legati all’offerta rimangono elevati: domenica l’Ucraina ha colpito infrastrutture energetiche russe, mentre gli attacchi alle imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz continuano a minacciare i flussi dal Golfo.
Per quanto riguarda le banche centrali, il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha dichiarato che l’inflazione di fondo è “molto vicina” all’obiettivo del 2%, indicando come fattori di pressione sui prezzi la tensione sul mercato del lavoro e la forte domanda globale legata all’intelligenza artificiale. Ueda ha inoltre avvertito che, qualora i tassi non venissero alzati a un ritmo adeguato, si potrebbe assistere a un rialzo dei rendimenti dei titoli obbligazionari a lungo termine. Austan Goolsbee, della Federal Reserve di Chicago, ha definito “scoraggianti” i dati sull’inflazione e sui prezzi alla produzione, risultati superiori alle attese; ha tuttavia espresso un certo ottimismo, ipotizzando che i fattori alla base dell’inflazione possano svanire in tempi brevi.
Lieve aumento per l’euro / dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,26%. Sostanzialmente stabile l’oro, che continua la sessione sui livelli della vigilia a quota 4.168,3 dollari l’oncia. Lieve calo del petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scende a 101,1 dollari per barile.
Torna a galoppare lo spread, che si posiziona a +113 punti base, con un forte incremento di 6 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 4,56%.
Nello scenario borsistico europeo in rosso Francoforte, che evidenzia un deciso ribasso dell’1,06%, spicca la prestazione negativa di Londra, che scende dello 0,82%, e Parigi scende dell’1,32%.
Segno meno per il listino milanese, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il FTSE MIB che accusa una discesa dell’1,39%; sulla stessa linea, vendite diffuse sul FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 51.725 punti. In rosso il FTSE Italia Mid Cap (-0,79%); come pure, in discesa il FTSE Italia Star (-0,79%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza ENI (+0,96%) e Buzzi (+0,63%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Stellantis, che continua la seduta con -4,30%. Calo deciso per Banco BPM, che segna un -2,5%. Sotto pressione Unicredit, con un forte ribasso del 2,36%. Soffre Generali Assicurazioni, che evidenzia una perdita del 2,31%.
Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, D’Amico (+2,04%), BF (+1,17%), LU-VE Group (+1,11%) e De’ Longhi (+0,78%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su BFF Bank, che continua la seduta con -4,41%. Preda dei venditori Brembo, con un decremento del 3,50%. Si concentrano le vendite su MFE A, che soffre un calo del 3,26%. Vendite su MFE B, che registra un ribasso del 2,95%.
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