Alberto Stasi esce dal carcere e dribbla i giornalisti


Milano – Il via libera dei giudici è arrivato a poche ore da quello della Procura Generale: Alberto Stasi è uscito dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, infatti, ha depositato il provvedimento con cui autorizza formalmente l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, che così può uscire dal carcere dopo circa 10 anni e mezzo. 

Una mossa scontata, per così dire, dopo il parere positivo in tal senso della Procura generale al termine dell’udienza di ieri che si è svolta in gran segreto a Milano. Una decisione, tuttavia, che nulla ha a che fare con la riapertura dell’indagine sul delitto di Garlasco e l’incriminazione di Andrea Sempio

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Nella combo, da sinistra, Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi, 8 maggio 2026. ANSA/CNL

L’ex bocconiano, oggi 42enne, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto del 2007, ha lasciato la casa circondariale di Bollate intorno alle 10.30 del mattino, utilizzando un’uscita secondaria e riuscendo ad aggirare i tanti giornalisti presenti ad attenderlo. Stasi abbandona la prigione dopo dieci anni e mezzo.

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A confermarlo è stato l’avvocato Antonio De Rensis che insieme alla collega Giada Bocellari lo difende. Incalzato dalle domande dei cronisti sullo stato d’animo del suo assistito, l’avvocato è rimasto vago e ha preferito non commentare: “Sapete com’è riservato. Questo riguarda la sua sfera intima, non potrei trasferire esattamente quello che prova”.

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Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis

La licenza e il lavoro attuale

Era entrato nella casa di reclusione di Bollate nel dicembre 2015 dopo la condanna definitiva della Cassazione e da poco più di un anno era in stato di semilibertà, ossia doveva rientrare in cella la sera. Gli ultimi 2 anni di pena potranno così essere scontati con una misura alternativa alla detenzione in carcere.

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Cos’è l’affidamento in prova ai servizi sociali e quando viene concesso

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Da quanto si è appreso, il 42enne, che ieri e questa mattina non si trovava in carcere a Bollate grazie a una licenza, non tornerà a Garlasco ma vivrà in un Comune vicino a Milano, dove invece lavora da un anno come impiegato in uno studio contabile dopo aver ottenuto la semilibertà nel 2023. 

L’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la richiesta di affidamento in prova è stata trasmessa – oltre che alla difesa, rappresentata dagli avvocati Bocellari e De Rensis, e alla Procura generale – anche al carcere di Bollate per i passaggi tecnici richiesti in questi casi. Formalità che hanno richiesto tempi precisi: Stasi avrebbe ritirato i pochi oggetti personali e ha firmato qualche documento.

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Alberto Stasi lascerà il carcere dopo 10 anni e mezzo

L’incertezza su dove sia il 42enne non ferma però la macchina del più grande caso mediatico della cronaca giudiziaria italiana: sono una quindicina i giornalisti e le telecamere che hanno presidiato invano l’ingresso del carcere di Bollate cercando di scrutare tra le auto che entrano o escono dal cancello.

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Il carcere di Bollate dove si scontano pene definitive

Sulla decisione del Tribunale di Sorveglianza presieduto da Marcello Bortolato ha pesato il parere della Procura generale che ha espresso parere “positivo” grazie alla buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva a ‘Le Iene’ del marzo 2025 realizzata poco prima di ottenere la semilibertà, e infine la presenza di Alberto Stasi nell’udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza.

La sostituta pg Valeria Marino, nel suo intervento a braccio in aula, ha sottolineato tra gli elementi positivi, anche il fatto che Stasi “ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa”.

La decisione di oggi si inserisce “in un percorso naturale” dei detenuti che vedono avvicinarsi l’uscita dal carcere. Stasi continuerà perciò a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l’orario di rientro, e limitazioni sugli spostamenti nel Paese.

Il 42enne non può definirsi dunque un uomo libero: l’affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Trbunale di Sorveglianza. L’eventuale richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi sarà vagliata dalla Corte d’appello di Brescia.

“Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente”, Questo è il commento della famiglia Poggi rilasciato già ieri alla notizia del parere favorevole della Procura. “A noi”, hanno precisato i familiari di Chiara tramite gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, “interessa che le sentenze abbiano accertato la veritaà sull’omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire”.

Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007

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Il concetto di un diritto acquisito da parte di un detenuto torna anche nelle parole dell’avvocato Liborio Cataliotti, che con la collega Angela Taccia difende Andrea Sempio: “Dal momento che Stasi si trova sotto i quattro anni di pena residua e ha un lavoro mi sembra normale l’affidamento ai servizi sociali. Non è legato alla revisione né tanto meno al procedimento a carico di Andrea Sempio. Non c’entra proprio niente. L’affidamento ai servizi sociali è una forma alternativa di espiazione della pena. Personalmente io ho sempre considerato corretto che venisse riconosciuto anche ai detenuti che non ammettono la loro colpevolezza. Quindi non posso essere ostile al provvedimento. Anzi, lo trovo normale”.

Dna sulle unghie di Chiara. La consulente di Sempio:

Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi


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