Minori, il Governo spagnolo mette al bando l’alienazione parentale: “Basta punire le madri protettive”


«È finito l’uso di uno strumento che è servito a screditare e criminalizzare le madri protettive e i bambini». La ministra spagnola dell’Infanzia, Sira Rego, sceglie parole durissime per annunciare la riforma della Lopivi, la legge spagnola contro la violenza su bambini e adolescenti in vigore dal 2021: il divieto espresso del ricorso al costrutto dell’alienazione parentale, la Pas, e di qualsiasi sua riformulazione pseudoscientifica nei procedimenti giudiziari e amministrativi.

Il Governo di Madrid guidato dal socialista Sanchez, il 5 maggio scorso, ha approvato in prima battuta il progetto di modifica della legge 8/2021. Un intervento che punta a rafforzare le garanzie di protezione dei minori e a blindare, dentro i procedimenti che li riguardano, due principi cardine: il diritto all’ascolto dei bambini, a prescindere dall’età, e la necessità di motivare in modo puntuale ogni decisione sull’interesse superiore del minore.

Fuori dai tribunali l’alienazione e i suoi travestimenti lessicali

La nota del Consiglio dei ministri spagnolo, subito dopo la riunione del Governo, spiega che la riforma mira a «consolidare i diritti e a migliorare l’efficacia dei meccanismi di protezione» di bambini e adolescenti. Ma il cuore politico del testo è tutto nella scelta di mettere fuori gioco la Pas, compresi i suoi travestimenti lessicali. Nessuna relazione pubblica o privata fondata sulla sindrome di alienazione parentale potrà essere utilizzata nei procedimenti giudiziari o amministrativi. E le decisioni che vi facciano riferimento potranno essere impugnate.

Il rifiuto dei bambini e la criminalizzazione delle madri

È una cesura netta quella operata dal Governo spagnolo sotto il segno della tutela dei bamini. Perché l’alienazione parentale, nei procedimenti familiari più conflittuali, è spesso usato anche in Italia per rileggere il rifiuto di un bambino verso un genitore come il prodotto di una manipolazione, quasi sempre attribuita alla madre. Da qui l’affondo di Rego: «Per anni si è dubitato della parola dei bambini e degli adolescenti e sono state criminalizzate le madri protettive». Un passaggio che sottolinea il punto più delicato, spesso ignorato dai tribunali: quando c’è una denuncia di violenza, o un minore manifesta paura, rifiuto, disagio, la sua voce non può essere derubricata automaticamente a condizionamento.

I bambini vanno ascoltati sempre

La riforma spagnola parte proprio da qui. Bambini ascoltati sempre, anche quando sono piccoli. Alienazione parentale fuori dai tribunali, anche nelle sue riformulazioni. Decisioni dei giudici motivate nero su bianco sull’interesse superiore del minore, senza formule generiche. Il progetto stabilisce infatti l’obbligo di acquisire la testimonianza di bambini e adolescenti in tutti i procedimenti giudiziari e amministrativi che li riguardano, «indipendentemente dalla loro età». Non è un dettaglio di poco conto o un mero rito burocratico. È al contrario lo spostamento del minore dal fondo al centro del procedimento.  La ministra ha spiegato che la modifica della Lopivi punta a «garantire ambienti sicuri nel presente» per bambini e adolescenti. E ha insistito sulla necessità di «garantire ambienti liberi dalla violenza»”. La protezione, nella logica del nuovo testo, non può essere rimandata.

L’obbligo di motivare chiaramente l’interesse superiore del minore

Il secondo asse della riforma riguarda l’’interesse superiore del minore. Tutte le decisioni giudiziarie dovranno spiegare espressamente come sia stato valutato quell’interesse e perché la scelta adottata protegga il benessere fisico, emotivo e psicologico del bambino. Tra i criteri per valutare questo interesse viene inserito anche l’allontanamento del bambino o dell’adolescente dalla persona che esercita violenza. È il punto che più direttamente incide sulle cause familiari segnate da denunce, paura, maltrattamenti o abusi. «Stare con un aggressore o presunto aggressore non può essere considerato interesse superiore del minore. Un maltrattante non è un buon padre», ha spiegato la ministra in conferenza stampa. Qui la riforma tocca il nervo scoperto del mito della bigenitorialità assoluta, un assioma molto in voga nei tribunali di tutto il mondo, Italia compresa, dopo la riforma 54 del 2006. Ma il Governo spagnolo coglie le crepe di questo impianto e sancisce che nei casi di violenza, anche soltanto presunta, il rapporto con entrambi i genitori non può diventare un obbligo cieco. Prima viene la sicurezza del minore, poi la bigenitorialità.

La protezione dei bambini a tutto campo

Il testo non si ferma alla giustizia familiare. Tra le novità c’è anche l’inasprimento dei requisiti per accedere e restare in professioni, mestieri e attività che comportano un contatto abituale con bambini e adolescenti. Per svolgere queste attività sarà necessario non avere riportato condanne per reati legati all’infanzia e all’adolescenza. La protezione, dunque, non passa solo dai tribunali. Passa dalla scuola, dallo sport, dai servizi, dalle attività educative, da tutti i luoghi in cui un minore incontra adulti in posizione di fiducia.

Il potere delle istituzioni di intervenire

C’è infine un tassello istituzionale: la Direzione generale dell’Infanzia, in collaborazione con le amministrazioni competenti, potrà intervenire direttamente nei casi di grave mancanza di protezione dei minori. L’obiettivo è evitare che le situazioni più delicate si perdano nei rimpalli tra uffici, servizi territoriali, tribunali e competenze amministrative. «Questa legge viene a garantire che i bambini siano soggetti di diritti nel nostro Paese, non cittadini in attesa», ha detto Rego.

La riforma al varo del Parlamento

La riforma spagnola è al primo passaggio con il via libera del Consiglio dei ministri. Ora dovrà affrontare l’esame parlamentare anche se il segnale politico va dritto al punto: ascoltare i minori, motivare  il loro interesse superiore, escludere dai procedimenti giudiziari strumenti privi di fondamento scientifico e impedire il ribaltamento giuridico di chi denuncia la violenza e resta schiacciato sotto l’accusa di manipolazione con la perdita dei figli.

***

La newsletter di Alley Oop

Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.
Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Flavia Landolfi

Source link

Di