Non ci sarà chiusura dello stabilimento di Piedimonte San Germano, come di nessun sito Stellantis in Italia; verrà assegnata la nuova Maserati Grecale entro il 2027 alle linee produttive ormai ferme di Cassino, per il resto rimane il buio pesto sulle prospettive di quel che resta della Fiat che ha dato prospettive economiche ad una vasta area del Lazio meridionale per cinquant’anni. E’ quel che è emerso dall’incontro, che si è svolto oggi a Roma tra organizzazioni sindacali e responsabile Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano. Il confronto ha anticipato l’appuntamento del 17 giugno in Parlamento dell’amministratore delegato Stellantis, Antonio Filosa, che sarà audito dalla Commissione Attività Produttive della Camera.
Il responsabile Europa del gruppo giura: impegni concreti sull’Italia
“I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo – ha affermato Cappellano -: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita. Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla. Il nostro piano è chiaro. E’ coraggioso”, ha sottolineato. Il nuovo piano strategico rappresenta – secondo il dirigente Stellantis – un’evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il ‘Piano Italia’, confermando e rafforzando – sempre secondo Cappellano – “tutti gli impegni che abbiamo assunto. Dimostra con concretezza come Stellantis coniuga radici locali e dimensioni globali Gli impegni del Piano Italia sono stati mantenuti e, in molti casi superati’. Il Piano Italia sarà più forte con FaSTLAne 2030 e con una visione chiara: il nostro Paese sarà l’Hub produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, dei veicoli commerciali ad Atessa”.
“Parliamo – ha ricordato – di oltre 60 miliardi di euro di investimenti a livello globale: circa il 60% destinato a brand e prodotti, e il restante 40% a piattaforme globali e nuove tecnologie. Investimenti che ci permetteranno di semplificare le architetture, aumentare la scalabilità e offrire ai clienti, in ogni regione, soluzioni di mobilità sempre più mirate. (…) In Europa, il nostro piano strategico si traduce in un impegno molto concreto: circa il 40% degli investimenti globali sarà destinato alla regione, con l’obiettivo di far crescere i ricavi del 15% entro il 2030. Lo faremo – ha detto – rafforzando i brand, ampliando la gamma, migliorando la competitività dei costi e aumentando l’utilizzo della capacità produttiva. Il tutto in un contesto particolarmente sfidante: +25% copertura mercato”.
Per il sito cassinate la produzione di vetture premium e del lusso
“In questo quadro, l’Italia gioca un ruolo centrale. I segnali sono già incoraggianti: domanda in crescita, aumento della quota di mercato, produzione in aumento e riduzione degli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti. Prevediamo nuovi modelli, investimenti per l’innovazione, il coinvolgimento di tutti i brand italiani e, elemento fondamentale, nessuna chiusura di stabilimenti”. Ogni sito “avrà un ruolo preciso nella nostra visione industriale: dall’elettrico accessibile a Pomigliano, ai veicoli commerciali ad Atessa, all’innovazione industriale di Mirafiori, fino allo sviluppo del premium e del lusso tra Modena, Melfi e Cassino”, ha aggiunto.
I sindacati di categoria, prima dell’incontro con Cappellano, hanno chiesto chiarezza e certezze su tutti gli stabilimenti, tutelando l’occupazione. Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, ha ricordato come il sindacato abbia chiesto, “unitariamente, di poter partecipare all’audizione, ma la Commissione ha preso l’impegno per un successivo invito alle organizzazioni sindacali. L’amministratore delegato Filosa incontri anche le organizzazioni sindacali e le lavoratrici e i lavoratori. I dubbi e le criticità del piano industriale presentato il 22 maggio sono tutte confermate. Nessuna novità sostanziale è stata annunciata”.
Lodi (Fiom): nessuna novità, cosa che impatta negativamente su tutti i siti
“Nemmeno – ha alzato il tono Lodi – per quanto riguarda lo stabilimento di Cassino che certamente è quello maggiormente in difficoltà e per il quale bisognerà attendere dicembre. Nessuna novità neanche sul progetto della gigafactory di Termoli. Sul tema della produzione di batterie, addirittura, anche nel medio termine non c’è alcuna possibilità di un ripristino di un progetto in tal senso. Questa scelta è estremamente grave soprattutto alla luce delle novità sulle e-car che interessano il nostro Paese e delle attuali produzioni di power train agli USA. L’assenza di novità però impatta negativamente su tutti gli altri stabilimenti”.
“A Mirafiori la 500 ibrida non sta ottenendo i volumi preannunciati e c’è comunque la necessità di una seconda linea e di altri modelli. In riferimento agli oltre 400 somministrati, Stellantis non sta dando inoltre alcuna garanzia di stabilizzazione. A Melfi per i volumi bisognerà puntare solo sulla Jeep Compass e sulla nuova Alfa in quanto gli altri tre modelli (2 DS e 1 Lancia) presumibilmente avranno volumi bassissimi. A Pomigliano – ha aggiunto Lodi -, l’avvio dal 2028 è certamente una novità importante in termini di innovazione. Tuttavia vanno garantiti altri modelli, anche a fronte della fine produzione del Tonale. Per questo vanno mantenute le due linee di assemblaggio. Su Atessa, l’annunciata innovazione del prodotto non dovrà portare però ad una strutturale riduzione occupazionale e di volumi a favore dello stabilimento polacco. Analogamente per Pratola Serra servono risposte per le prospettive. L’attuale condizione di saturazione dello stabilimento rischia di non affrontare la questione per il futuro”.
“Urge un piano urgente di rilancio per Maserati e chiarezza su Alfa”
E infine per Maserati – che riguarda direttamente il futuro di Cassino – il segretario Fiom ha avvertito: “occorre un piano urgente di rilancio che non può attendere dicembre e maggiore chiarezza e prospettive sono necessarie anche per Alfa Romeo. Anche per quanto riguarda i confronti con car maker stranieri, in particolare cinesi, non ci sono novità anche se stanno proseguendo i confronti. È necessario individuare soluzioni che portino volumi per saturare tutti gli stabilimenti e quindi l’occupazione. Le produzioni da parte di altri car maker non dovranno comunque ridursi a semplici assemblaggi, e dovranno sostenersi sulla filiera della componentistica presente nel nostro Paese. Alla non chiusura di stabilimenti, confermata oggi, non può corrispondere la prosecuzione strutturale degli ammortizzatori sociali che ricadono tutti sulle condizioni di vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.
I 5 miliardi in ricerca e sviluppo da qui al 2030 per piattaforme, power train, nuove tecnologie devono essere funzionali a ridare l’autonomia progettuale agli enti centrali in Italia con un ritorno in termini di volumi produttivi – ha sostenuto infine Lodi venendo al vero cuore del problema -. Il 17 giugno in Parlamento l’amministratore delegato Filosa farà le stesse deludenti comunicazioni. Le forze politiche devono assumere consapevolezza della situazione e soprattutto della prospettiva di Stellantis e dell’automotive nel nostro Paese. E il Governo deve assumersi la responsabilità di affrontare la crisi. Palazzo Chigi non può continuare a fare una narrazione che non esiste”.
Uliano (Fim): aperte le questioni per garantire la sicurezza occupazionale
“Abbiamo ribadito la necessità di ottenere in tempi rapidi risposte sulle assegnazioni dei nuovi modelli Maserati e Alfa Romeo. Allo stesso tempo, è indispensabile individuare soluzioni immediate e nuove attività produttive che consentano di sostenere l’occupazione e il futuro dello stabilimento di Cassino”: lo ha affermato Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl. “Il piano illustrato da Stellantis – ha però evidenziato – rappresenta certamente un passo in avanti, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali di Maserati e Alfa Romeo. Questo è l’aspetto più critico emerso dall’incontro. Ci aspettavamo risposte più concrete: comprendiamo la complessità della situazione, ma c’è un’urgenza che deve essere affrontata in tempi brevi”.
“Ci è stato ribadito che l’Italia vedrà una crescita dei volumi produttivi, che nessuno stabilimento è a rischio di chiusura e che non vi sarà una riduzione della produzione nel nostro Paese. Anche sul fronte della ricerca e sviluppo il Gruppo ha confermato investimenti per 5 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. Nel 2025 sono stati assunti 140 ingegneri e nel 2027 si prevede di raggiungere numeri analoghi. Il Gruppo ha inoltre confermato gli investimenti sulle e-car di Pomigliano, con almeno due nuovi modelli, di cui uno a marchio Fiat, che si aggiungeranno dal 2028 alla Pandina, la cui produzione proseguirà fino al 2030. L’Alfa Romeo Tonale resterà invece in produzione fino alla fine del 2027. Stellantis si attende volumi importanti per le nuove e-car, che avranno un prezzo inferiore ai 15 mila euro”. Uliano ha però ammesso che “le nostre maggiori preoccupazioni e il giudizio più critico continuano a riguardare Cassino e Termoli. Per lo stabilimento ciociaro, ad oggi, l’unica novità è rappresentata dall’assegnazione della nuova Grecale entro il 2027. Un elemento certamente importante, ma non sufficiente né per garantire le prospettive di lungo periodo né per affrontare le criticità del breve termine oggi veramente drammatiche”.
Sperti e Ficco (Uilm): per Piedimonte c’è l’impegno a trovare la “mission”
Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto hanno ricordato come “per Cassino la direzione di Stellantis conferma la volontà di trovare una missione produttiva che scongiuri la chiusura; noi prendiamo estremamente sul serio questo impegno aziendale e chiediamo che entro dicembre si traduca in un piano operativo, magari attraverso la allocazione di modelli di alta gamma con i marchi più prestigiosi del gruppo, che attendono a loro volta un doverosa valorizzazione. Quanto invece a Termoli, a fronte del venir meno del progetto gigafactory a causa principalmente dei costi energetici, accogliamo con sollievo l’arrivo del cambio EDCT, ma chiediamo una azione di rilancio incentrata sui motori per vetture ibride. Infine si pone il problema di innumerevoli imprese dell’indotto oggi in crisi, per cui chiediamo a Stellantis responsabilità sociale e al Governo una azione di sostegno effettiva con il ripristino del fondo automotive”.
“La conferma della volontà di mantenere il footprint industriale europeo senza chiusure di stabilimenti e gli investimenti annunciati su prodotto, tecnologia e ricerca rappresentano elementi importanti — dichiara Sara Rinaudo, segretario generale Fismic Confsal — soprattutto in una fase nella quale il settore automotive europeo continua a essere sottoposto a fortissime pressioni competitive e regolatorie”. Restano però ancora aperti alcuni nodi importanti, a partire dal futuro di Maserati e dello stabilimento di Cassino. “Su Cassino registriamo positivamente la conferma della continuità produttiva e le prospettive legate ai futuri modelli Maserati, ma è evidente che oggi servano ancora maggiori elementi di chiarezza”.
Rinaudo (Fismic): importante la volontà di non chiudere stabilimenti
“Parliamo – ha aggiunto Rinaudo – di uno dei siti che più sta soffrendo questa fase del mercato automotive e che ha bisogno rapidamente di certezze industriali, produttive e occupazionali.” Anche sul fronte della meccanica italiana il sindacato ritiene necessario continuare il confronto. “Le indicazioni emerse su Termoli, sull’eDCT e sulla continuità dell’ Euro 7 rappresentano certamente elementi positivi, così come la conferma della continuità produttiva sugli altri siti della componentistica. Tuttavia il tema della saturazione produttiva e della competitività europea, soprattutto sul costo dell’energia e sulla filiera delle batterie, continuerà a rappresentare una sfida centrale per tutto il comparto. Continueremo a chiedere che l’Italia venga considerata un asset strategico del Gruppo, valorizzando le competenze industriali, tecnologiche e professionali che il nostro Paese continua a rappresentare”, ha concluso la segretaria generale Fismic.
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Stefano Di Scanno
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