REGGIO CALABRIA Non si è ancora spenta l’eco della vittoria elettorale che Francesco Cannizzaro ha già avviato il secondo cantiere istituzionale. Appena insediato a Palazzo San Giorgio — e automaticamente, per legge, anche a Palazzo Alvaro — il nuovo sindaco di Reggio Calabria ha firmato i decreti n. 45 e n. 47 con cui ha indetto le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Città metropolitana: appuntamento domenica 19 luglio 2026, dalle ore 8 alle ore 20. Era stato lui stesso ad annunciarlo la sera della proclamazione, il 4 giugno. «Come avevo anticipato nel corso delle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti la sera della proclamazione alla carica di sindaco — ha dichiarato Cannizzaro — le elezioni per il rinnovo del Consiglio metropolitano della Città di Reggio Calabria si svolgeranno domenica 19 luglio. Ho provveduto a firmare il decreto di indizione dei comizi elettorali e quello di costituzione dell’Ufficio elettorale, dando formalmente seguito a quanto annunciato nei giorni scorsi». Tempi stretti, dunque, e voluti: la legge concedeva 60 giorni dalla proclamazione, Cannizzaro non li ha aspettati. La macchina politica è partita — e lo ha fatto su due binari paralleli: quello metropolitano e quello della giunta comunale, entrambi aperti contemporaneamente, entrambi da chiudere in tempi rapidi.
Chi vota
Quella del 19 luglio è una elezione di secondo grado: i cittadini non c’entrano. A recarsi al seggio — allestito nell’unica sede prevista, il Palazzo “Corrado Alvaro” — saranno esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica degli 97 comuni che compongono il territorio della Città metropolitana, distribuiti tra la fascia costiera tirrenica e quella jonica, l’entroterra aspromontano e la Piana di Gioia Tauro, per un totale di circa 510.000 abitanti. È la legge n. 56 del 7 aprile 2014, la cosiddetta “legge Delrio”, a disegnare questo sistema. Il voto non vale però allo stesso modo per tutti: la norma introduce il voto ponderato, ovvero un meccanismo per cui il peso del voto di ciascun amministratore è proporzionale alla popolazione del comune che rappresenta. Il consigliere comunale di Reggio vale molto di più, numericamente, di quello di un piccolo centro aspromontano. Un sistema che assegna al capoluogo un peso dominante nell’esito finale dello scrutinio, pur coinvolgendo formalmente l’intera rete dei comuni metropolitani.
Chi si può candidare
I 14 consiglieri del nuovo Consiglio metropolitano devono essere scelti tra i sindaci e i consiglieri comunali attualmente in carica nei comuni del territorio. Non è quindi possibile candidarsi da semplice cittadino: serve un mandato elettivo locale. E c’è un vincolo ulteriore: chi perde la propria carica comunale decade automaticamente anche da consigliere metropolitano. Le liste concorrenti devono essere depositate entro il 29 giugno 2026. Ciascuna lista deve comprendere almeno la metà dei consiglieri da eleggere e deve essere sottoscritta da un minimo del 5% degli aventi diritto al voto.
La svolta: basta con la Città metropolitana reggiocentrica
È qui che entra in gioco la visione politica più significativa che Cannizzaro ha già messo sul tavolo. Il nuovo sindaco metropolitano ha chiarito con nettezza che il prossimo Consiglio non sarà più, come in passato, uno specchio del capoluogo. «Credo che non sia funzionale — ha dichiarato — che i consiglieri comunali, pur potendolo legittimamente fare, si candidino anche al consiglio metropolitano. Per quanto mi riguarda, anche da leader di partito, formerò una lista con la più ampia rappresentanza del territorio provinciale».
Una presa di posizione netta, che ridisegna la logica con cui finora si è formato il Consiglio di Palazzo Alvaro. Cannizzaro vuole un organo che vada da Locri alla Piana di Gioia Tauro, che parli ai 97 comuni del territorio e non solo alle dinamiche interne al consiglio comunale del capoluogo. La Città metropolitana, nella sua visione, deve smettere di essere una propaggine della politica reggina e diventare davvero l’istituzione di area vasta che la legge Delrio aveva immaginato.
97 comuni, un solo seggio: la mappa del territorio
Il centrodestra può contare su referenti di peso nei centri demograficamente più rilevanti della provincia. Tra i comuni neocletti a maggio spicca Palmi, secondo comune della provincia con circa 17.000 abitanti, dove il nuovo sindaco Giovanni Calabria — ex ufficiale dei Carabinieri — ha vinto con quasi il 59% dei voti, sostenuto da tre liste civiche. A Taurianova, quinta città del reggino per dimensione demografica, il nuovo sindaco è Domenico Romeo — già primo cittadino per due mandati — eletto con una lista civica filocentrodestra appoggiata dal consigliere regionale Domenico Giannetta di Forza Italia e dal vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Pietro Crinò. Sul versante dei comuni già consolidati figurano tra i consiglieri metropolitani uscenti il sindaco di Gerace, Gianluca Lizzi, quello di Calanna, Domenico Romeo, e il sindaco di Scido, Francesco Zampogna. Gioia Tauro, terza città della provincia con circa 18.000 abitanti e porto più grande del Mediterraneo, è governata dalla sindaca Simona Scarcella, eletta al ballottaggio nel giugno 2024. È proprio questa rete di sindaci e amministratori dei comuni della provincia — da Locri alla Piana, dall’Aspromonte alla costa tirrenica — a costituire il vero bacino elettorale che Cannizzaro intende mobilitare il 19 luglio.
Il vicesindaco metropolitano: lo sceglie Cannizzaro
Dopo il voto, uno dei passaggi più attesi sarà la nomina del vicesindaco metropolitano. Lo Statuto è chiaro: la scelta spetta in via esclusiva al sindaco metropolitano, che nomina il suo vice tra i consiglieri eletti e gli attribuisce le funzioni ritenute opportune, comunicandolo al Consiglio. Nessuna elezione, nessun voto: è una prerogativa diretta di Cannizzaro. Fino a quando il nuovo consiglio non sarà costituito, resterà in carica il vicesindaco uscente Carmelo Versace — oggi consigliere di opposizione al Comune di Reggio.
Il doppio cantiere: giunta comunale e lista metropolitana
Cannizzaro è chiamato a reggere contemporaneamente due trattative di non poco conto. Da un lato la composizione della giunta comunale — dossier ancora aperto, con i partiti della coalizione che premono per ottenere assessorati proporzionali al contributo elettorale, tra esigenze di rappresentanza di genere, profili tecnici e rivendicazioni politiche. Forza Italia, primo partito della coalizione, Fratelli d’Italia con i suoi quattro consiglieri e le liste civiche che hanno trainato il consenso reclamano ciascuno il loro spazio. Dall’altro, il sindaco deve già ragionare su chi schierare nella lista metropolitana del 19 luglio, costruendo un’alleanza che coinvolga sindaci e consiglieri di tutta la provincia — coerentemente con la visione annunciata. Il 29 giugno scade il termine per presentare le liste. Da quel momento, la partita politica per Palazzo Alvaro entrerà nel vivo. Ma è già adesso, nell’intreccio tra giunta e Consiglio metropolitano, che si misurerà la prima vera prova di governo di Cannizzaro.
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Redazione Corriere
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