COTEC 2026: come “ripensare il lavoro nell’epoca dell’Ia”. Il summit a Venezia tra Italia, Spagna e Portogallo
Il XIX Summit COTEC Europa, in programma il 17 giugno 2026 sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, si colloca in un momento cruciale per il futuro dell’Europa. Non si tratta soltanto di un incontro dedicato all’innovazione tecnologica, ma di un appuntamento politico e strategico destinato a interrogarsi su una delle questioni più rilevanti del XXI secolo: come trasformare l’avanzata dell’intelligenza artificiale in un fattore di crescita, inclusione e competitività.
IL DIALOGO TRA SPAGNA, ITALIA E PORTOGALLO
La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di Sua Maestà il Re di Spagna Felipe VI e del Presidente della Repubblica Portoghese António José Seguro conferisce al Summit una dimensione che va oltre il confronto tecnico. Il dialogo tra Italia, Spagna e Portogallo rappresenta infatti un modello di cooperazione europea fondato sulla convinzione che le grandi trasformazioni tecnologiche richiedono risposte condivise e una visione comune.
Non a caso il network COTEC nasce proprio con l’obiettivo di promuovere innovazione, ricerca e competitività attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e comunità scientifica dei tre Paesi.
“RIPENSARE IL LAVORO NELL’ERA DELL’IA”
Il tema scelto per questa edizione: “Ripensare il lavoro nell’era dell’IA: trasformazione, opportunità e governance” riflette una consapevolezza ormai diffusa: l’intelligenza artificiale non costituisce semplicemente una nuova tecnologia, ma un cambiamento di paradigma destinato a incidere profondamente sui sistemi economici, produttivi e sociali. Come avvenne con le rivoluzioni industriali del passato, l’innovazione tecnologica modifica il lavoro, ridefinisce le competenze richieste e trasforma il rapporto tra individuo, impresa e istituzioni.
LA DUPLICE SFIDA DELL’EUROPA
L’Europa si trova oggi davanti a una duplice sfida. Da un lato, deve accelerare la propria capacità innovativa per competere con le grandi potenze tecnologiche globali. Dall’altro, deve preservare quel modello sociale che rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto europeo. In questo equilibrio tra competitività e tutela dei diritti si gioca gran parte della credibilità della strategia europea sull’intelligenza artificiale.
Le prospettive aperte dall’AI sono straordinarie. L’automazione intelligente promette di aumentare la produttività, migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, favorire la ricerca scientifica e creare nuove professioni ad alto valore aggiunto.
Tuttavia, tali opportunità convivono con interrogativi altrettanto significativi. L’evoluzione tecnologica potrebbe accentuare il divario tra lavoratori altamente qualificati e categorie professionali più esposte all’automazione, generando nuove forme di disuguaglianza e tensioni sociali.
I TRE PILASTRI DEL SUMMIT
È in questo contesto che assumono particolare rilevanza i tre pilastri individuati dal Summit: trasformazione, opportunità e governance.
La trasformazione riguarda la capacità di adattare organizzazioni, imprese e pubbliche amministrazioni a un ambiente produttivo sempre più digitale.
Le opportunità consistono nella creazione di nuovi percorsi di crescita economica e professionale.
La governance, infine, rappresenta la dimensione più delicata, poiché implica la definizione di regole, responsabilità e principi etici in grado di orientare il cambiamento.
IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI E DEL CAPITALE UMANO
L’obiettivo del Summit è comprendere come l’intelligenza artificiale possa contribuire a rafforzare la competitività europea senza compromettere la coesione sociale e i principi democratici. Intervenendo ai precedenti incontri COTEC, Mattarella ha sottolineato il rischio che il continente possa allontanarsi dalla frontiera dell’innovazione se non saprà investire con decisione nella ricerca, nella formazione e nell’attrazione dei talenti. Per il Capo dello Stato la sfida tecnologica non può essere affrontata soltanto in termini economici o industriali. Essa coinvolge la qualità della democrazia, la sostenibilità dello sviluppo e la capacità delle istituzioni di garantire pari opportunità alle nuove generazioni.
Una visione che richiama un principio fondamentale: il progresso tecnologico deve rimanere al servizio dell’uomo e non viceversa. Di fronte al cambiamento, il compito delle istituzioni non è ostacolare l’innovazione, ma governarla affinché i benefici siano distribuiti in modo equo e non producano nuove forme di esclusione.
È una riflessione che appare oggi più attuale che mai.
L’AI ACT E LA GOVERNANCE EUROPEA
L’approvazione dell’European Artificial Intelligence Act ha segnato un passaggio storico in questa direzione. L’Unione Europea ha scelto di non limitarsi a inseguire l’innovazione, ma di contribuire a definirne le regole, promuovendo un modello che metta al centro trasparenza, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali. Tuttavia, nessuna normativa potrà risultare efficace senza investimenti significativi nelle competenze e nella formazione continua.
La vera risorsa strategica dell’Europa resta infatti il capitale umano. Scuola, università, centri di ricerca e imprese saranno chiamati a collaborare per costruire una nuova cultura del lavoro capace di integrare conoscenze tecnologiche, capacità critiche e competenze trasversali. L’obiettivo non è sostituire la persona con la macchina, ma valorizzare una complementarità che consenta di amplificare creatività, innovazione e capacità decisionale.
VENEZIA COME LABORATORIO EUROPEO
Il Summit di Venezia assume dunque un significato che va oltre l’agenda dell’innovazione.
Esso rappresenta un laboratorio politico nel quale sperimentare nuove forme di cooperazione europea e delineare una visione condivisa del futuro.
In un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche, la capacità di governare l’intelligenza artificiale diventa un elemento decisivo per la sovranità, la competitività e la coesione sociale del continente.
La questione fondamentale non riguarda soltanto ciò che l’intelligenza artificiale sarà in grado di fare, ma il tipo di società che l’Europa intende costruire attraverso il suo utilizzo. Da questa scelta dipenderà la possibilità di trasformare una rivoluzione tecnologica senza precedenti in un’opportunità di sviluppo sostenibile, inclusivo e umano. È questa la sfida che Venezia si prepara ad affrontare e che l’Europa non può permettersi di rinviare.
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Costantino Del Riccio
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