Intervista di Fedele Eugenio Boffoli a Federica Anastasia
Federica Anastasia, nata a Udine vive e risiede a Trieste dal 2010, poetessa, artista visiva, psicologa, psicoterapeuta, approccio transpersonale, dottore di ricerca, psicotraumatologa, esperta in tanatologia, teoria polivagale e tecniche psico-corporee, psicologia clinica e giuridico-forense, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Trieste; sarà presente Venerdì 19 Giugno prossimo, presso la Sede della Società Teosofica Triestina, in via Toti 3, del Capoluogo giuliano, per una conferenza sul tema: “La volontà secondo la visione di Assagioli”, ingresso libero, tutti invitati! Vogliamo ricordare, per chi non lo conosce, chi è Roberto Assagioli?
Assagioli nasce nel 1888. È stato medico, psichiatra e padre della Psicosintesi e tra gli apripista della psicologia transpersonale, detta anche “Quarta Forza della psicologia”, che trascende ed include tutti i modelli che l’hanno preceduta. La psicologia transpersonale, di cui Assagioli è stato pioniere in Italia, assieme a Jung, Grof, Maslow e a cui Wilber contribuisce e Lattuada porta e sostiene in Italia, si sviluppa negli anni ’60, per integrare aspetti spirituali, filosofici e stati di coscienza alterati al comparto già esistente dell’indagine psicologica. Trascende ed include le forze precedenti (comportamentismo, psicanalisi e umanesimo), focalizzandosi sulle potenzialità e qualità umane che vanno oltre l’identificazione con la personalità individuale. Nasce come evoluzione della psicologia umanistica (terza forza), focalizzandosi sull’auto-trascendenza. Esplora aree della psiche che superano i confini dell’Io, integrando esperienze pre e peri-natali e spirituali. Definisce le capacità umane più elevate e la ricerca di significato, guardando al Sé transpersonale come unità sottostante.
Tra le più interessanti elaborazioni del celebre psichiatra italiano vi è quella della Psicosintesi, intesa nel senso personale e transpersonale…
La Psicosintesi è una ”corrente psicologica e psicoterapeutica”, che si ispira ai principi della psicologia umanistica, tesa allo ”sviluppo armonico della personalità”, come totalità bio-psico-spirituale, ed a favorire un contatto con i livelli superiori della psiche. Considera l’Uomo come un essere che psicologicamente si evolve, si sviluppa, cresce continuamente, non resta fermo, statico. È un metodo di lavoro concreto per la “conoscenza, la crescita, la trasformazione personale”, in cui ciascuno, partendo da ciò che è, ha il potere di attuare le sue potenzialità individuali, attraverso un lavoro guidato, ma essenzialmente autoformativo. Un passaggio importante e, a mio avviso, fondamentale, che Assagioli sottolinea, riassume il cuore della psicosintesi: “Nella Psicosintesi noi insistiamo sempre che occorre un’adeguata psicosintesi personale, il dominio e l’uso delle energie e delle funzioni normali dell’uomo prima di sviluppare quelle superiori, prima di salire a esplorare il supercosciente. Quando questo non viene fatto, si possono produrre squilibri psichici, anche gravi.”
Quali, secondo lei, i meriti di Assagioli, in ordine ai rinnovati orientamenti di Psicologia e Psichiatria?
Assagioli (1978) ci invita a riflettere su come l’uomo moderno, pur avendo fatto passi da gigante nella tecnologia e in tanti aspetti della vita, appaia spesso incapace di gestire le proprie emozioni. Dove va a finire tutto il potere che sembra avere quando si parla di pensieri, impulsi, desideri? Riusciamo a creare connessioni sempre più incredibili attraverso internet e le nuove scoperte, ma cresce sempre di più il numero di persone con disagi psicologici: solitudini, ansie, fobie, stress, depressioni, mal di vivere, ecc. Come siamo messi, poi, in tema di saggezza e retta via? Assagioli (1978) ci fa vari moniti per non smarrire la via o ritrovarla, tra i quali: “La direzione del massimo bene”. È questo che conta! Il nostro primo obiettivo non è quello di discernere il punto di arrivo, ma di metterci nella corrente giusta, sulla giusta strada. Anche qui, e soprattutto qui, la “saggezza” è necessaria per intrecciare armoniosamente il piano individuale nel Piano Universale; ed è necessaria la “volontà” per controllare fermamente il timone e procedere sulla retta via. (Assagioli, 1978, p.140). Assagioli come “ponte” che ha saputo connettere gli aspetti dell’Essere psicologici, medici, scientifici con quelli più sottili. Le hard skills con le soft skills oserei dire. L’ha fatto fornendo strumenti per la cassetta degli attrezzi dei professionisti e delle persone, applicabili concretamente nella vita quotidiana. Ha offerto una visione e un modello che hanno permesso di includere tutti gli aspetti dell’umanità e dell’essere, integrandoli, con consapevolezza e saggezza, responsabilità e autenticità, restituendo alla “volontà” il suo ruolo chiave e ponte.
Assagioli era un teosofo, quanto, secondo Lei, questa condizione ha influito sui suoi orientamenti personali e professionali?
Potrei definire Assagioli uno scienziato dello spirito, un apritore di porte e di vie. La sua formazione e la sua visione spirituale sono state profondamente plasmate dalla Società Teosofica, le cui dottrine hanno costituito una delle basi fondamentali del suo approccio olistico all’essere umano. Autenticità è una parola chiave magica che sento propria di Assagioli e che lui stesso, quale esempio regio, ha portato e trasmesso, a chi vi entrava in contatto, ora come allora. Camminare tra i sentieri del risveglio e dello sviluppo della coscienza spirituale non è cosa banale. Soprattutto quando “spirituale” diviene una parola così inflazionata, troppo spesso violata e abusata, nei contesti più svariati, tanto che ho quasi delle remore ad usarla. Ad Assagioli il merito di aver saputo “parlare” dello spirituale partendo dai fatti, dal presente, dal quotidiano, da cosa e come qualcuno emana, poiché non possiamo emanare ciò che non siamo, e dall’altro verso, ciò che siamo si emana inevitabilmente ed indipendentemente dal nostro volerlo o meno. L’esperienza e la coscienza spirituale dell’esperienza è nell’esperienza stessa che facciamo, senza attaccamento e identificazione, grandi agguati. Come ogni cammino ha i suoi ostacoli, Assagioli ci dice che anche lo sviluppo spirituale ha i suoi, per esempio possibili disturbi neuro-psichici. Importante quindi distinguere tra emergenze spirituali e patologie vere e proprie. Alcune domande/spunto che Assagioli offre, rendono bene, a mio avviso, quanto in lui si siano connesse queste dimensioni, connesse e distinte, come nel Tao, in uno spazio dove ognuna ha il suo posto e ruolo, connessa all’altra, senza confondersi: la terapia spirituale solleva molti problemi importanti e non facili a risolvere: in che cosa consiste veramente il potere curativo? Come si ottiene? Quale parte ha in esse l’atteggiamento del paziente? Che cosa è veramente la Fede necessaria in chi opera e in chi viene curato? Quali sono le differenze e i rapporti fra psicoterapia e terapia spirituale? Quali sono i rapporti fra cura fisica e rigenerazione interiore?
Certamente presente nella visione di Assagioli è la dimensione dell’Arte, ce ne parla?
Per Assagioli, l’arte è molto più di un’espressione estetica. È una potente via di sviluppo interiore, un mezzo per contattare l’inconscio superiore, e uno strumento per accedere ai valori spirituali come l’armonia, l’amore e la bellezza. Assagioli ha affrontato questo tema in diversi scritti, come nell’articolo “La bellezza” e in “La psicologia e l’arte di vivere”. Arte, concetto che ci riporta ad un’abilità, un mestiere, una pratica, che affonda le radici etimologiche nell’unire, nell’andare verso, nel connettere e nell’adattare. Assagioli, non a caso, parla di sentire ispirato, pensare ispirato e azione ispirata. Lattuada parla della psicoterapia transpersonale come di un “atto poetico”. La dimensione artistica, presente nella visione di Assagioli, a mio avviso, valorizza la persona, quale opera d’arte unica e irripetibile. Opera d’arte che spesso la persona stessa ha da conoscere, riconoscere ed esprimere. Nella visione di Assagioli, la dimensione artistica si esprime in diversi aspetti chiave: “Ponte verso il supercosciente”: L’arte permette di elevare la coscienza oltre la personalità ordinaria; “Nutrimento psichico”: Assagioli considerava l’esposizione all’arte e alla bellezza una forma reale di guarigione e nutrimento dell’anima; “Tipi umani”: Nella sua classificazione dei tipi psicologici, esiste un preciso “tipo creativo-artistico”, orientato all’espressione e alla sintesi; “Strumento terapeutico”: Durante i colloqui, Assagioli esplorava i gusti artistici dei suoi pazienti per comprendere il loro mondo interiore; “Atto di Volontà”: La creazione artistica richiede e al tempo stesso allena la Volontà, trasformando un’idea o intuizione in realtà concreta. In questa visione, l’arte è considerata una vera e propria palestra di vita. Attraverso di essa, l’individuo modella la propria psiche, armonizza le sue parti in conflitto ed esprime il proprio potenziale creativo latente.
Se dovesse integrare ulteriori elementi su Assagioli quali aggiungerebbe?
Molto è quello che potremmo ancora condividere su e con Assagioli. Mi sento di citare le “10 regole” di Roberto Assagioli, spesso citate come il “Decalogo della Saggezza”, sono “una serie di principi etici ed evolutivi” elaborati dal fondatore della Psicosintesi. Il loro scopo è superare le difficoltà, ritrovare l’equilibrio interiore e favorire la crescita personale. Le 10 regole, in sintesi, sono: “Conosci te stesso” – prendi consapevolezza di chi sei realmente e della tua luce interiore, che risiede nel tuo centro più intimo; “Cerca in te stesso l’essenza di ciò che desideri” – trova la pienezza dentro di te, anziché dipendere dalle cose o dalle persone esterne; “Ama il prossimo tuo come te stesso” – riconosci l’unità con gli altri e offri comprensione e rispetto; “Sii ottimista” – coltiva la fiducia nella vita e concentrati sulla capacità di superare ogni ostacolo; “Sforzati di dare” – aiuta il prossimo e offri le tue risorse, il tuo tempo e le tue competenze in modo disinteressato; “Rifletti sulle tue parole” – impara a comunicare in modo chiaro, utile e non aggressivo, pesando sempre l’effetto di ciò che dici; “Sorveglia i tuoi pensieri – allontana le idee negative, la tristezza o il rancore e fai della tua mente un giardino sereno; “Vigila gli istinti” – comprendi e canalizza costruttivamente le tue pulsioni primarie, impedendo che prendano il sopravvento; “Sii perseverante” – non farti abbattere dalle difficoltà e porta a termine i tuoi propositi con costanza; “Vivi in armonia con la legge spirituale” – esprimi i tuoi valori più alti (come la bellezza, la giustizia e la verità) nel tuo agire quotidiano. Regole che sono, in fondo, principi di vita e racchiudono valori universali di una persona – comunità – società, evoluta, d’ispirazione per l’uomo del presente e del futuro, per la società del presente e del futuro. Assagioli riprende e porta avanti, quella “chiamata”, “urgenza” che spesso bussa alla nostra porta in vari momenti e spazi. A volte accolta, a volte ignorata. Ma cosa spinge? Chi ci spinge? Qual è il vissuto che porta a quello che Assagioli chiama “alpinismo psicologico”? Una forza, un’attrazione, la curiosità, la volontà di ricercare, il fascino dell’avventura, la ricerca e tensione verso valori profondi elevati. Concludo con una sua citazione: “Il coraggio è la virtù indispensabile per ascendere, come una spirale, ai mondi superiori. Nasce dalla verità che ne è l’unica fonte e va custodito nel cuore. La volontà è la vita in espressione, la vita in manifestazione” – Assagioli.
Quali i suoi prossimi progetti e impegni?
Parte dei miei “progetti e impegni” è proseguire il cammino nel lavoro clinico che prosegue con le persone, singolarmente, coppie, famiglie e gruppi e istituzioni. L’approfondimento dell’integrazione corpo-mente è una melodia costante nel mio lavoro e nella mia vita. Si traduce in studio e approfondimento continuo anche di tecniche psico-corporee, aspetti di multiculturalità e il rapporto Vita-Morte in diverse aree dell’Essere. Vi è un libro neonato al quale ho collaborato in diversi capitoli, edito da Erickson, “Sostenere le madri e i figli vittime di violenza domestica”. Vi è un testo in gestazione, proprio focalizzato sul passaggio “Dal Fare all’Essere”, mettendo in risalto tutte le qualità dell’Essere, quelle soft skills che nessuna intelligenza artificiale può replicare e che rappresentano la differenza che fa la differenza, in tutti gli ambienti e contesti, privati e professionali e valido per tutte le professioni.
Fotografia: fonte Web
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Redazione Il Corriere Nazionale
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