SAN MICHELE SALENTINO – La violenta bomba d’acqua che ieri (21 ottobre 2026) ha colpito l’intero territorio brindisino, non ha fermato la nascita del primo tavolo tecnico comunale per l’emergenza e il contrasto alla Xylella fastidiosa. Istituzioni, sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria, professionisti e agricoltori si sono ritrovati nell’area dell’Oktober Fesct, presso il campo sportivo comunale di San Michele Salentino, per questo primo incontro promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Allegrini.
L’incontro ha visto la partecipazione dei 20 Comuni della provincia di Brindisi, insieme al presidente della Provincia Elio Ciccarese e alla presidente della V Commissione del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone. Al centro del dibattito vi è la necessità di passare dall’emergenza alla rigenerazione di un territorio profondamente ferito dal batterio, unendo le forze per superare l’isolamento dei singoli centri urbani.
I temi dell’incontro
Dall’emergenza alla rigenerazione del territorio: questo è stato il filo conduttore dell’incontro, che ha posto al centro soprattutto il destino della micro-olivicoltura, una realtà spesso poco considerata nei grandi programmi di sostegno economico, ma fondamentale per la tutela del paesaggio e dell’identità rurale. I numeri di San Michele Salentino raccontano chiaramente la dimensione del problema: l’86 per cento della superficie comunale è interessata dalla presenza di ulivi e oltre l’80 per cento di questa superficie appartiene a piccoli proprietari, molti dei quali pensionati, lavoratori dipendenti o coltivatori non professionali.
Un patrimonio diffuso che la Xylella ha profondamente compromesso, con conseguenze economiche, ambientali e sociali. Nel corso della serata sono intervenuti sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali del Brindisino, esponenti del mondo agricolo e un rappresentante degli agronomi, offrendo contributi e testimonianze sulle difficoltà che ostacolano la ripresa del settore.
Particolarmente significativo l’intervento della presidente Loredana Capone, che ha richiamato la necessità di fare sistema, costruire reti tra piccoli imprenditori e sperimentare nuove forme di aggregazione, capaci di dialogare con le istituzioni europee e intercettare le opportunità di finanziamento. Si tratta di un invito a superare la frammentazione della proprietà agricola attraverso strumenti innovativi di cooperazione, affinché anche chi possiede appezzamenti di dimensioni ridotte possa partecipare ai programmi di rilancio. La rappresentante regionale ha inoltre manifestato la propria disponibilità a promuovere un successivo incontro presso la Commissione regionale competente, per approfondire le proposte emerse e individuare possibili percorsi istituzionali.
Particolarmente concreti gli interventi degli agricoltori, che hanno riportato la discussione alle difficoltà quotidiane di chi continua a lavorare la terra. Il caro carburante, l’aumento dei costi di produzione, le difficoltà di accesso al credito e una crisi strutturale che da decenni interessa il comparto rappresentano ostacoli sempre più pesanti per chi vorrebbe tornare a investire nelle proprie campagne.
La Xylella ha aggravato questo scenario, rendendo ancora più difficile sostenere economicamente nuovi impianti e programmare investimenti a lungo termine. È emersa inoltre la necessità di guardare oltre il solo reimpianto degli ulivi, attraverso la salvaguardia della biodiversità e il recupero delle colture tradizionali, dai fichi ai mandorli, dai peri alle altre specie che hanno storicamente caratterizzato il paesaggio agricolo dell’Alto Salento.
Allegrini: “Coinvolgere i piccoli proprietari”
La partecipazione registrata, nonostante il maltempo, dimostra che esiste una volontà comune di affrontare un problema che riguarda il futuro delle comunità. A tal proposito, il sindaco Giovanni Allegrini ha sottolineato: “Abbiamo voluto questo Tavolo perché siamo convinti che nessun Comune possa affrontare da solo le conseguenze della Xylella. Dobbiamo coinvolgere tutti, soprattutto quei piccoli proprietari che, pur non essendo imprenditori agricoli professionali, rappresentano una componente essenziale nella cura e nella salvaguardia delle nostre campagne”.
Il primo cittadino ha ribadito la necessità di tradurre le riflessioni emerse in iniziative operative, dichiarando: “Il nostro obiettivo è costruire proposte concrete insieme alle istituzioni, alle associazioni di categoria, agli agricoltori e ai professionisti del settore. Occorrono strumenti che consentano anche a chi possiede pochi ettari, o persino piccoli appezzamenti, di accedere ai finanziamenti e tornare a investire nella propria terra”.
La strategia comune: intesa e priorità operative
Il prossimo passo sarà la predisposizione di un documento condiviso, nel quale far confluire le principali criticità e le proposte emerse durante l’incontro, da sottoporre alla sottoscrizione dei partecipanti e portare all’attenzione della Regione Puglia e degli organismi istituzionali competenti.
Tra le priorità figurano il sostegno alla micro-olivicoltura, la semplificazione dell’accesso ai finanziamenti, la promozione di forme associative, l’assistenza tecnica e la tutela delle colture tradizionali. Il Tavolo Tecnico Comunale, istituito con funzioni consultive, istruttorie e di indirizzo, punta a diventare uno strumento permanente di ascolto e programmazione, capace di accompagnare le scelte future del comparto agricolo locale.
Da San Michele Salentino arriva dunque un messaggio chiaro: il futuro delle campagne brindisine non può essere affidato esclusivamente all’iniziativa dei singoli, ma richiede una strategia comune, sostenuta dalle istituzioni e costruita insieme a chi vive e lavora quotidianamente la terra.
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