L’assemblea dei soci ha nominato il nuovo vertice dello scalo genovese nella fase della valorizzazione societaria. L’acquirente più accreditato nell’ambiente è la famiglia Aponte (Msc), nel frattempo individuata dal fondo statunitense Castlelake come partner industriale per lanciare un’opa sul vettore low cost Easyjet. Sullo sfondo resta la polemica politica sollevata dal Partito Democratico sui presunti profili di incompatibilità dell’incarico

Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, è il nuovo presidente dell’Aeroporto di Genova. La nomina è arrivata dall’assemblea dei soci di Aeroporto di Genova società per azioni, riunita oggi, che ha indicato anche il nuovo Consiglio di amministrazione della società di gestione dello scalo Cristoforo Colombo.

Paroli guiderà l’aeroporto su indicazione dei due soci pubblici: l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, titolare del 60 per cento delle quote, e la Camera di Commercio di Genova, che detiene il restante 40 per cento. Il nuovo Consiglio di amministrazione resterà in carica fino all’approvazione del bilancio d’esercizio 2026. Ne faranno parte Barbara Grasso e Alessandro Arvigo, indicati dall’Autorità di Sistema Portuale, e Alessandro Cavo e Daniele Papone, indicati dalla Camera di Commercio di Genova.

La nuova governance arriva in una fase particolarmente delicata per il Cristoforo Colombo, quella del percorso di valorizzazione e dismissione delle quote pubbliche previsto dalla normativa vigente. È proprio questo il passaggio che Matteo Paroli richiama nella sua prima dichiarazione da presidente, spiegando che l’Autorità di Sistema Portuale ha ritenuto opportuno assumere direttamente la responsabilità della fase di accompagnamento della società aeroportuale.
«Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante per il futuro dell’Aeroporto di Genova – ha dichiarato Matteo Paroli – che coincide con l’avvio delle attività di due diligence finalizzate alla determinazione del valore della società e alla successiva individuazione, attraverso procedure trasparenti e di mercato, di un partner industriale in grado di sostenerne lo sviluppo».
La scelta arriva dopo settimane di tensioni e polemiche attorno al futuro dello scalo. Poche ore prima della nota ufficiale dell’aeroporto, il consigliere regionale del Partito Democratico Simone D’Angelo aveva attaccato duramente la nomina di Paroli, parlando di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale che finisce per nominare se stesso alla guida dello scalo e chiedendo una verifica sui profili di compatibilità tra gli incarichi. Il riferimento politico è alla fase di privatizzazione e riassetto societario del Colombo, considerata strategica per il futuro dell’aeroporto e per gli equilibri del sistema logistico genovese. Se si aggiunge che il fondo statunitense Castlelake ha individuato nel gruppo MSC della famiglia Aponte il partner strategico europeo per lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA) sulla compagnia aerea low cost easyJet e che proprio gli Aponte sono i candidati più accreditati per l’acquisto delle quote di Aeroporto, si mette insieme più di un indizio sul futuro dello scalo.
Il Partito Democratico genovese rilancia i dubbi sulla nomina di Matteo Paroli alla guida dell’Aeroporto Cristoforo Colombo, ricordando che l’Autorità di sistema portuale detiene il 60 per cento dello scalo. Per Francesco Tognoni e Martina Caputo la scelta rischia di far coincidere controllore e controllato proprio mentre si decidono concessione, valore della società e possibile ingresso di un partner privato. Per questo i dem chiedono verifiche su compatibilità, trasparenza e opportunità istituzionale.
Nella nota dell’aeroporto, Paroli richiama proprio la delicatezza del momento e le discussioni emerse nelle ultime settimane. «Alcune polemiche emerse nelle ultime settimane sulla stampa locale confermano quanto questa fase sia particolarmente delicata e strategica. Per questa ragione l’Autorità di Sistema Portuale ha ritenuto opportuno assumere un ruolo più diretto nel percorso di rilancio della società, in assoluta armonia e condivisione di obiettivi con il socio Camera di Commercio di Genova, garantendo un presidio istituzionale pieno e una conduzione chiara delle attività che porteranno alla definizione del futuro assetto societario», ha affermato il nuovo presidente.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare il Colombo verso la definizione del futuro assetto societario, individuando un partner industriale attraverso procedure di mercato e mantenendo, nella fase di transizione, un controllo istituzionale diretto. «L’obiettivo è operare nell’esclusivo interesse della società, dei suoi soci, dei lavoratori e del territorio, accompagnando con attenzione e trasparenza un processo che avrà ricadute importanti per il sistema economico e logistico regionale», ha aggiunto Matteo Paroli, sottolineando la necessità di concentrare l’attenzione sulle attività da svolgere e sui risultati da conseguire.
I soci hanno rivolto un ringraziamento al presidente uscente Enrico Musso e alla consigliera uscente Ilaria Queirolo per il lavoro svolto negli anni di mandato, durante i quali, secondo la società, l’aeroporto ha avviato un percorso di rilancio sia dal punto di vista economico-finanziario sia sul piano dei volumi di traffico.
Sostegno al nuovo corso arriva anche dalla Camera di Commercio di Genova. «Auguro al presidente Matteo Paroli buon lavoro – ha dichiarato il presidente Luigi Attanasio – e confermo che porteremo avanti le attività in corso per poter procedere a una valutazione condivisa della società e offrire agli enti pubblici territoriali interessati la possibilità di entrare nella compagine societaria e condividere le future strategie per lo sviluppo del nostro aeroporto».
La partita del Cristoforo Colombo resta quindi aperta su più piani. Da un lato c’è il percorso industriale e societario, con la due diligence, la valutazione della società e la ricerca di un partner capace di sostenere lo sviluppo dello scalo. Dall’altro c’è il fronte politico, con le opposizioni che chiedono verifiche sulla compatibilità degli incarichi e contestano la concentrazione delle funzioni in capo al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale. Il nuovo Consiglio di amministrazione dovrà ora muoversi dentro questo doppio binario: garantire continuità gestionale e accompagnare l’aeroporto verso una trasformazione destinata ad avere effetti non solo sullo scalo, ma sull’intero sistema economico e logistico della Liguria.
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