Definire Pete Docter un semplice regista, sceneggiatore non gli rende giustizia. L’attuale Chief Creative Officer di Pixar Animation Studios, da oltre vent’anni ha trasformato le nostre paure e il senso della vita, in capolavori animati che hanno fatto ridere e commuovere intere generazioni.
Attraverso la sua narrazione, Pete Docter riesce a fare una vera e propria magia, riuscendo a rendere visibile l’invisibile. Questo accade anche con i suoi personaggi che appaiono colorati, simpatici in tutte le loro imperfezioni. Una dote che in pochi possono dire di avere, riuscendo a portare lo spettatore dalla risata alla commozione nel giro di pochi minuti.
In occasione dell’uscita del film Toy Story 5 e della pubblicazione del primo teaser di Gatto, in uscita il 4 marzo 2027 al cinema, ripercorriamo la filmografia di Pete Docter.
Toy Story 5 raccontato da Pete Docter
Come anticipato, Toy Story 5 che uscirà il 18 giugno al cinema, è stato curato ancora una volta da Pete Docter. In un’intervista rilasciata in questi giorni, ha dichiarato: “In tutti i film di Toy Story, sopra ogni altra cosa, il lavoro dei giocattoli è sempre stato quello di esserci per i loro bambini. Ma con Toy Story 5 questo compito diventa esponenzialmente più difficile, perché il nostro gruppo di giocattoli si trova a dover affrontare ciò da cui i bambini sono ossessionati oggi: l’elettronica”.
Difendendo il progetto, ha spiegato che non si tratterà di un semplice sequel commerciale, ma di un lungometraggio d’animazione nato per mettere in risalto – ancora di più – l’attuale diatriba tra i giocattoli tradizionali di Bonnie e l’ossessione che hanno i più piccoli per i device come tablet e smartphone.
I film più iconici di Pete Docter
La bellezza nei film di Pete Docter, non risiede nel semplice intrattenimento, ma nella creazione di vere e proprie esplorazioni dell’animo umano mascherate in avventure fantastiche. Questi sono i film che non solo hanno segnato una generazione, ma che meritano di essere visti – almeno una volta – insieme ai propri bambini.
Toy Story – Il mondo dei giocattoli
Il primo lungometraggio d’animazione della Pixar ha visto il coinvolgimento di Pete Docter, come sviluppatore della storia e dei suoi storici personaggi. Per questo motivo, dagli addetti ai lavori, viene considerato tra gli “architetti” dell’universo dei giocattoli parlanti.
La sua idea per lo sviluppo di questo film è nata da un pensiero che aveva lui stesso da piccolo: i giocattoli prendono segretamente vita quando gli umani non sono nella stanza. Inoltre, Pete Docter è colui che possiamo considerare come il “papà” di Buzz Lightyear.
Dotato di una personalità che, come ha dichiarato lui stesso, ricorda molto la sua. Per questo motivo, nel corso della fase di creazione, Docter aveva posizionato uno specchio sulla propria scrivania, così da studiare le sue espressioni facciali da inserire nel progetto.
Monsters & Co.
Il primo film che lo ha visto debuttare alla regia di un film Pixar è Monsters & Co. del 2001. Il suo genio creativo ha sviluppato la città di Mostropoli, in grado di sostenersi grazie alle urla dei bambini provocate da mostri che spaventano i più piccolo come professione. Ed è qui che avviene – l’ennesima – magia: trasforma i mostri da esseri tossici e letali in personaggi amati dai bambini.
Al centro del film c’è l’amicizia tra il burbero mostro blu a macchie viola Sulley, il simpatico mostriciattolo verde con un occhio solo Mike Wazowski e la dolce piccola umana Boo. Il loro rapporto nasce e decolla piano piano, fino a un finale impossibile da guardare senza un nodo alla gola.

I film di Pete Docter: Up
Nel 2009, Pete Docter firma uno dei capolavori d’animazione degli ultimi anni. Con ben due Premi Oscar, questo film riesce a far spaccare in due il cuore dello spettatore, già nei primi dieci minuti. Non servono parole, quando a parlare sono i sentimenti. Questo è il pensiero che arriva dal cuore, quando viene raccontata la storia d’amore tra Carl ed Ellie.
Con un montaggio privo di dialoghi, Docter è riuscito a raccontare una delle storie più toccanti del mondo dell’animazione. Il viaggio di Carl, che decide di trasformare la sua casa in una mongolfiera per raggiungere le Cascate Paradiso, è un modo molto intelligente di spiegare cosa sia l’elaborazione di un lutto, ai più piccoli.
Inside Out
Pete Docter nel 2015 crea un film tutt’altro che semplice. Con grande coraggio, intelligenza e capacità comunicativa, decide di addentrarsi in uno dei mondi più spaventosi di sempre: la mente umana. Decide di farlo con un film tra i più concettuali mai realizzati prima, Inside Out.
Cosa accade nella testa di una ragazza di undici anni alle prese con un trasferimento traumatico? Docter cerca di spiegarlo servendosi di cinque personaggi che rappresentano in maniera antropomorfa, cinque emozioni: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.
Attraverso le loro esternazioni, lo spettatore ha modo di interrogarsi – e credere – che anche nella propria testa, coesistano quei cinque personaggi così diversi da loro ma così veri. La lezione che Inside Out impartisce è di non colpevolizzarsi nel provare tristezza, ma di riuscire a provare ogni tipo di emozione, in grado di elaborare un cambiamento, chiedere aiuto nei momenti di bisogno e sentirsi liberi di provare una gioia autentica.

I film di Pete Docter: Luca
Nel 2021, il regista italiano Enrico Casarosa crea un film fortemente ispirato alla sua infanzia trascorsa in Liguria. Sotto la guida del Chief Creative Officer di Pixar, Pete Docter, viene creato questo film ambientato nelle Cinque Terre. Dallo scambio di idee tra Casarosa e Docter, è uscito fuori un progetto che si ispira alla pittura ad acquerelli, a un pizzico di Studio Ghibli e a una connotazione così umana, da farlo sembrare reale.
A differenza degli altri film, non ci sono nemici da sconfiggere, ma ad avere il dominio della storia sono solo la spensieratezza, i giri in Vespa e il valore dell’amicizia. Come accaduto in Inside Out, Docter si occupa nuovamente di dinamiche emotive, attraverso il personaggio di Alberto. L’amico di Luca, quando sente che l’ansia e l’insicurezza stanno avendo la meglio su di lui, afferma con fermezza: “Silenzio, Bruno!“, per fare in modo di diventare nuovamente padrone delle proprie emozioni.
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Leila Cimarelli
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