CGIL, CISL e UIL hanno raggiunto un accordo per una piattaforma unitaria incentrata su rappresentanza, modello contrattuale, crescita dei salari e contrasto al dumping. Ad un anno dall’avvio del confronto, i tre sindacati confederali puntano a siglare l’accordo con le associazioni datoriali entro il 29 giugno 2026, termine ultimo per la conversione in legge del D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (il cosiddetto Decreto Primo Maggio).
Al centro della proposta ci sono regole comuni per il settore privato che riguardano la titolarità della firma dei contratti, la misurazione della rappresentanza sindacale e garanzie per il recupero del potere d’acquisto.
Un capitolo rilevante dell’ipotesi di accordo affronta la ridefinizione del Trattamento Economico Complessivo (TEC) e l’inclusione delle misure di welfare aziendale nel suo calcolo. Sebbene l’integrazione del welfare sia in continuità con quanto già previsto dal Patto della Fabbrica del 2018, la nuova piattaforma sindacale chiarisce che la cifra finale del TEC non potrà derivare da un’aggregazione indistinta di voci non omogenee. Al contrario, la proposta esige che ogni singola componente della retribuzione venga dettagliata analiticamente, così da garantire che le diverse voci restino chiaramente distinguibili e confrontabili.
I tre sindacati confederali concordano sulla necessità di rafforzare il modello di relazioni industriali e l’autonoma regolazione delle parti sociali in materia di assetti contrattuali e della rappresentanza. L’obiettivo di fondo è rendere certe le procedure negoziali della contrattazione collettiva e garantire il riconoscimento delle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale tramite la misurazione certificata degli iscritti e dei voti espressi dai lavoratori, anche allo scopo di contrastare e superare i fenomeni di dumping salariale e contrattuale. L’ impianto resta incentrato su due livelli principali di contrattazione:
- Il CCNL, stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, assolve la funzione di fonte di regolazione dei rapporti di lavoro, definendo e garantendo i trattamenti economici e normativi per tutti i lavoratori del settore.
- La contrattazione decentrata si articolerà e si dovrà estendere significativamente per dare risposte coerenti con le specificità dell’azienda o del territorio, legando la produttività e la qualità del lavoro a formazione, salute, sicurezza, stabilità dell’occupazione e aumenti retributivi aggiuntivi.
L’aumento delle retribuzioni dovrà essere strettamente adeguato al reale recupero e incremento del potere di acquisto. Il testo prevede l’adeguamento dei minimi all’indice dei prezzi al consumo armonizzato al netto dei beni energetici importati (IPCA-NEI), che si applicherà anche quando il CCNL è scaduto e non ancora rinnovato.
Considerata la necessità di tutelare i salari, la piattaforma delinea chiaramente due parametri:
- TEM (Trattamento Economico Minimo): comprende i minimi tabellari, l’indennità di contingenza, gli scatti di anzianità, l’EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) e altri elementi economici fissi e continuativi definiti dai CCNL. Questi ultimi, in ragione delle trasformazioni tecnologiche, organizzative e professionali dei singoli settori, potranno modificare il valore del TEM stesso.
- TEC (Trattamento Economico Complessivo): è costituito dal TEM e include mensilità aggiuntive, riduzioni dell’orario di lavoro ed elementi di welfare a carico del datore di lavoro universali, esigibili e quantificabili economicamente in quanto previsti dalla contrattazione collettiva nazionale comparativamente più rappresentativa.
Le differenze tra i contratti andranno verificate attraverso il confronto analitico delle singole componenti retributive e non sulla base di un mero calcolo compensativo o sul saldo finale.
I contratti avranno una durata triennale o quadriennale, con meccanismi di verifica annuale della parte economica (da svolgersi a giugno) legati all’indice IPCA-NEI, fatte salve le clausole di miglior favore. In caso di ritardo nel rinnovo del CCNL, la verifica annuale e il relativo adeguamento economico continueranno a operare in regime di ultrattività.
Sul fronte della rappresentanza, la misurazione e la certificazione sono considerate elementi essenziali per dare certezza ai soggetti negoziali, contrastare il dumping, regolare gli appalti pubblici e privati e riconoscere gli incentivi pubblici.
- Versante sindacale: Il sistema si fonda sulla combinazione tra dato associativo (iscritti) e consenso elettorale (voti espressi nelle elezioni RSU), come previsto dalle convenzioni INPS-INL. Accordi interconfederali specifici potranno individuare criteri aggiuntivi per cogliere le peculiarità dei diversi settori. I criteri rimarranno aperti per permettere la partecipazione di sigle diverse da CGIL, CISL e UIL. Diventa inoltre fondamentale la proposta di comunicare le deleghe di iscrizione sindacale direttamente nel modello Uniemens delle imprese, estendendo l’elezione delle RSU anche alle realtà minori.
- Versante datoriale: Andranno definiti criteri di rappresentanza basati su dati omogenei, certi e misurabili. In caso di mancata o parziale comunicazione delle deleghe da parte del datore di lavoro, si prevede un sistema regolamentare di controllo e la definizione delle controversie.
L’accordo quadro disciplinerà inoltre le modalità di deposito dei contratti: tutti i CCNL dovranno indicare chiaramente il proprio campo di applicazione e la corrispondenza con i relativi codici ATECO.
La formazione è considerata una leva strategica per la competitività e la qualità del lavoro. La piattaforma punta a una governance condivisa delle politiche formative, al rafforzamento dei fondi interprofessionali e a un forte legame tra formazione continua, innovazione e transizione digitale. Si richiede l’affermazione di un diritto universale alla formazione (con relativa portabilità tra settori) e un monte ore di formazione continua in orario di lavoro non inferiore a 40 ore annue per ogni lavoratore.
Si punta all’elezione sistematica degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza), all’attivazione degli RLS di sito e alla valorizzazione della pariteticità e della formazione prevenzionale, con particolare attenzione agli appalti e alle filiere produttive.
In un contesto di forte trasformazione del lavoro, la contrattazione collettiva è chiamata a regolare lo sviluppo degli strumenti partecipativi. Si promuovono esperienze di partecipazione organizzativa, gestionale, economica e consultiva, fondate sulla codeterminazione preventiva dei lavoratori rispetto ai processi decisionali delle imprese.
La piattaforma rappresenta un chiaro segnale politico rivolto al governo. Nei giorni scorsi, infatti, l’esecutivo ha accelerato l’iter per la conversione del Decreto Primo Maggio, un provvedimento che interviene su molti dei temi caldi affrontati, ma con un approccio assai distante da quello auspicato e proposto dai sindacati.
La parte che va maggiormente in contrasto è quella in cui vengono aggiornate le definizioni di trattamento economico minimo e complessivo.
In base alla piattaforma sindacale, il welfare rientra nel TEC — come già previsto dal Patto della Fabbrica del 2018 — ma la cifra finale del trattamento non potrà aggregare voci omnicomprensive tra loro non omogenee, come invece prefigurato nella legge di conversione. Al contrario, dovrà riportare nel dettaglio ogni singola componente della retribuzione, comprese le prestazioni di welfare a condizione che siano universali, esigibili e, soprattutto quantificabili sotto il profilo economico così da renderle confrontabili separatamente.
Questa potenziale divergenza, tuttavia, non esclude la possibilità di intervenire in un secondo momento una volta varata la legge di conversione. Una simile iniziativa legislativa permetterebbe di riallineare la normativa ai contenuti dell’accordo interconfederale sottoscritto dalle parti sociali.
La concretizzazione di questo percorso dipenderà ora dal confronto con le associazioni datoriali. Le imprese, tuttavia, hanno già espresso un orientamento positivo, valutando la proposta dei sindacati come un solido punto di partenza che consentirà di raggiungere un’intesa definitiva in tempi ragionevolmente brevi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
lavorosi
Source link



