Mercoledì 17 giugno, il Parlamento Europeo riunito in plenaria ha dato il via libera definitivo a una normativa che ridefinisce l’accesso al mercato per le piante ottenute tramite Nuove Tecniche Genomiche, note in Italia anche come Tecniche di Evoluzione Assistita o TEA. La decisione, giunta dopo un lungo iter legislativo iniziato a luglio 2023 con la proposta presentata dalla Commissione e che abbiamo seguito con forte interesse, stabilisce un quadro giuridico armonizzato per l’intera Unione europea con l’obiettivo di rendere il settore primario meno dipendente dalle importazioni. Questo cambiamento di paradigma sposta il focus dalle modalità di ottenimento della pianta alle sue caratteristiche genetiche finali.
Il testo approvato, già concordato in via provvisoria da Parlamento e Consiglio, a dicembre 2025 è stato adottato senza votazione finale, visto che l’Aula ha respinto tutti gli emendamenti presentati.
Il nuovo sistema di classificazione
La struttura del regolamento si fonda sulla creazione di due categorie distinte, che determinano diversi obblighi per gli operatori. La prima categoria, denominata NGT-1, raggruppa le piante che presentano modifiche limitate (massimo venti modificazioni genetiche), tecnicamente ottenibili anche attraverso metodi di selezione convenzionale, o che potrebbero verificarsi spontaneamente in natura. Queste varietà, una volta verificata la conformità ai criteri prestabiliti, riceveranno un trattamento normativo analogo a quello delle piante tradizionali, ma saranno correttamente etichettate come “Piante NGT1”. Al contrario, le piante di categoria NGT-2, che presentano modificazioni genetiche più ampie o complesse, rimarranno soggette alla più rigorosa direttiva sugli organismi geneticamente modificati, attualmente in vigore.
Specifiche tecniche e gestione del rischio
Per le piante inserite nella categoria NGT-2 rimane obbligatoria una valutazione del rischio approfondita e la necessità di ottenere un’autorizzazione preventiva prima della commercializzazione. La normativa prevede, inoltre, che la piena tracciabilità e l’etichettatura siano mantenute per i prodotti NGT-2, lasciando ai singoli Stati membri la facoltà di limitarne o vietarne la coltivazione sul proprio territorio. È importante notare che, per decisione del Parlamento, le piante modificate per resistere agli erbicidi o con effetti insetticidi sono escluse dalla categoria NGT-1 e devono quindi seguire l’iter più complesso previsto per la categoria superiore. Questa decisione, secondo alcuni critici, risulta antitetica alla volontà di ridurre l’uso di erbicidi o di agrofarmaci di origine sintetica. Inoltre, per garantire una maggiore trasparenza tutte le piante ottenute tramite TEA saranno inserite in un apposito database consultabile online, gratuitamente, affinché chiunque possa verificare l’origine di una specifica varietà.
Una scelta strategica
Grazie a queste tecniche sarà possibile sviluppare colture capaci di resistere ad agenti patogeni e stress ambientali, come la siccità, riducendo drasticamente l’uso di agrofarmaci e input chimici. Questo approccio non riguarda la creazione di nuove specie, bensì un’azione mirata sulle varietà esistenti per preservare la qualità delle produzioni tipiche e la biodiversità. Un esempio concreto è rappresentato dalla sperimentazione italiana sulla vite Sangiovese, volta a renderla resistente a patologie come l’oidio, senza alterarne le caratteristiche varietali.
Le parole del Ministero dell’Agricoltura
Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha accolto l’approvazione definitiva del regolamento sulle TEA, definendola una “svolta storica per l’agricoltura europea”. Secondo le dichiarazioni del Ministro, questo traguardo è un risultato che l’Italia ha sostenuto con determinazione fin dall’inizio del dibattito, sottolineando come il Paese abbia agito da “apripista in Europa”, investendo nella sperimentazione e promuovendo una visione chiara sull’innovazione. “Un altro risultato che conferma una scelta che abbiamo sostenuto con convinzione per primi, per promuovere l’innovazione in agricoltura e dare strumenti concreti al settore per affrontare le sfide del futuro”, continua in una nota stampa il sottosegretario del Masaf, Luigi D’Eramo.
Il commento delle associazioni di categoria
Le principali organizzazioni agricole hanno accolto con favore il risultato, sottolineando il valore della ricerca scientifica applicata sul campo. Tommaso Battista, presidente di Copagri, ha chiarito che l’approvazione consentirà all’Europa di colmare il divario con i paesi extracomunitari che già utilizzano queste innovazioni. Secondo Coldiretti e Filiera Italia, il via libera rappresenta una vittoria che premia anni di lavoro, per non privare le aziende di strumenti decisivi contro il cambiamento climatico e per la sovranità alimentare. Anche Confagricoltura ha espresso soddisfazione, evidenziando come l’Italia abbia giocato un ruolo determinante nel processo che porta l’agricoltura verso una nuova fase tecnologica. Per Assosementi, nella figura del presidente Giuseppe Carli, si tratta di una pietra miliare per il miglioramento genetico vegetale e per la competitività dell’agricoltura europea. Infine, si registra la posizione favorevole di Assalzoo, che tramite il presidente Massimo Zanin ha sottolineato come le TEA siano una risposta concreta per rafforzare la competitività e la sostenibilità di tutta la filiera agro-zootecnica.
Non tutti d’accordo
Nonostante una generale accoglienza positiva, non mancano le critiche di varie associazioni, come Slow Food che chiedeva, giorno 16 giugno, di “fermare la deregolamentazione dei nuovi Ogm”, o il Centro Internazionale Crocevia che etichetta come “gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sul regolamento sulle piante Ogm”. Di stesso segno il parere di Federbio, che definisce “compromessa la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori”. Ricordiamo infatti che l’uso di queste colture non sarà permesso nella produzione biologica, poiché non coerente con i principi che ne regolano il disciplinare.
Prospettive future
Il regolamento entrerà ufficialmente in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, diventando pienamente applicabile dopo un periodo di transizione di due anni. Uno degli aspetti più delicati riguarderà la gestione dei diritti di proprietà intellettuale, poiché le norme prevedono la possibilità di brevettare le TEA, pur garantendo tutele per evitare monopoli e assicurare l’accesso equo alle sementi per gli agricoltori, un problema che si era verificato con alcune colture OGM, storicamente. Entro sette anni dall’effettiva entrata in vigore del regolamento, la Commissione produrrà un report sulla percezione delle TEA da parte dei consumatori e degli addetti del settore, in modo da correggere eventuali storture.
Fonte: Parlamento europeo
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Redazione Ruminantia
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