Una Basilica gremita e partecipe ha accolto la presentazione del volume Un viaggio tra le stanghe della Vara con Maria Consolatrice, scritto da Gaetano Surace e Antonio Marino, con prefazione di Eduardo Lamberti Castronuovo e postfazione di Pino Nano.
Liniziativa, patrocinata moralmente dall’associazione Portatori della Vara Madonna della Consolazione ODV di Reggio Calabria, dal Rotary E-Club Italia 2102 Reggio Calabria e dai Frati Minori Cappuccini di Calabria, ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore della tradizione della Vara della Madonna della Consolazione, patrimonio spirituale, culturale e identitario della comunità reggina.
Ad aprire lincontro sono stati i saluti di Fra’ Pietro Ammendola, Guardiano del Convento dei Cappuccini dell’Eremo, che ha evidenziato il significato profondo dell’opera.
“Ho letto questo libro tutto dun fiato. È un’opera che racconta e condivide in maniera autentica l’esperienza dei Portatori della Vara, arricchendo la conoscenza di una realtà profondamente radicata nella nostra comunità. Mi ha particolarmente colpito la postfazione perché restituisce il senso più profondo di questa esperienza: non siete voi a portare la Madonna, ma è la Madonna che porta voi. È questo il messaggio più bello che emerge da queste pagine”.
A moderare l’incontro è stato il giornalista ed editore Santo Strati, che ha guidato il confronto tra i relatori evidenziando come il volume riesca a raccontare dall’interno una delle espressioni più autentiche della devozione popolare reggina, trasformando memoria e tradizione in una narrazione coinvolgente e accessibile.
Tra gli interventi più apprezzati quello di Don Pasqualino Catanese, Vicario della Diocesi Reggio Calabria-Bova, che ha sottolineato il forte impatto emotivo del libro.
“Questo libro mi ha suscitato una forte emozione perché racconta uno spaccato di vita familiare intimamente legato alla storia della città e alla devozione per la Madonna della Consolazione. Attraverso il racconto degli autori si vive la festa da una prospettiva diversa, quasi camminando tra le spalle dei Portatori, percependone la passione, la devozione e il senso di appartenenza. È un vero sussidiario di sentimenti ed emozioni e rappresenta un importante punto di partenza per continuare a scrivere la storia di Reggio Calabria”.
Don Catanese ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle donne nella tradizione della Consolazione.
“In questo percorso non possiamo dimenticare il contributo delle donne, che pur non portando fisicamente la Vara, portano la Madonna nel cuore e custodiscono con amore e dedizione questa tradizione”.
La giornalista Anna Briante ha evidenziato l’originalità dell’opera rispetto ad altre pubblicazioni dedicate alla Patrona della città.
“Questo libro trasmette tante emozioni e si distingue per una prospettiva diversa. Se in passato l’attenzione era rivolta soprattutto al Quadro e alla festa, qui emerge invece la dimensione più intima dei Portatori, raccontati nelle loro espressioni più autentiche e quotidiane. È un’opera che contribuisce a valorizzare ulteriormente il culto della Madonna della Consolazione e che può diventare uno stimolo per nuove iniziative culturali dedicate alla Patrona di Reggio Calabria”.
Particolarmente intenso l’intervento di Eduardo Lamberti Castronuovo, autore della prefazione del volume.
“Leggere questo libro dovrebbe essere quasi un obbligo per ogni reggino, perché va ben oltre il racconto della festa. È un libro difficile da leggere senza commuoversi. Racconta storie di famiglie, di sacrifici, di amicizie profonde e indissolubili che spesso non conoscevamo. Attraverso queste pagine emerge una dimensione poco esplorata: l’eredità morale e umana dei Portatori della Vara, tramandata di generazione in generazione”.
Nel suo intervento Gaetano Surace, presidente Associazione Portatori della Vara, ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla nascita del progetto editoriale.
“La forza che ci aggrega attorno alla Vara è qualcosa di innato, qualcosa che appartiene al DNA dei reggini e che per i Portatori assume un significato ancora più profondo. Insieme ad Antonio Marino abbiamo scelto di raccontare una storia romanzata nella quale ogni famiglia dei Portatori può riconoscersi. Il libro affronta aspetti poco conosciuti di questa esperienza e restituisce concretezza a un valore identitario che appartiene all’intera città. Sotto le stanghe della Vara non soltanto la processione: ma la vita quotidiana di uomini, famiglie e generazioni che hanno fatto di questa esperienza una parte essenziale della propria esistenza”.
Antonio Marino, giornalista del Quotidiano del Sud, ha invece ripercorso il lungo lavoro di ricerca e memoria che ha accompagnato la stesura del volume.
“Questo libro nasce anche dal desiderio di ricordare figure che hanno segnato profondamente il cammino dei Portatori, a partire da Don Italo Calabrò. Abbiamo intrapreso un percorso impegnativo tra documenti, fotografie e testimonianze che raccontano la storia di quello che è stato un autentico padre spirituale per i Portatori della Vara. La devozione alla Madonna non si esaurisce nei giorni della festa, ma continua durante tutto l’anno attraverso gli insegnamenti che Maria ci affida. La sfida è continuare a trasmettere questa tradizione alle nuove generazioni, non per esaltare noi stessi, ma perché è bello vivere sotto il Suo manto e sentirsi parte di una grande famiglia”.
Particolarmente significativa anche la testimonianza di un Portatore presente in sala, che ha evidenziato il valore dell’opera nel restituire centralità a una figura spesso rimasta sullo sfondo.
“Uno dei meriti di questo libro è quello di mettere finalmente al centro la figura del Portatore. Queste pagine restituiscono dignità e nobiltà a quanti scelgono di mettere la propria spalla sotto la Stanga. Sotto le stanghe non esistono differenze: si diventa una cosa sola, uniti dalla stessa fede, dalla stessa devozione e dallo stesso amore per la Madonna della Consolazione”.
Nel corso dell’incontro è emerso con forza come Un viaggio tra le stanghe della Vara con Maria Consolatrice non sia soltanto il racconto di una tradizione religiosa, ma la narrazione di un’esperienza umana fatta di appartenenza, sacrificio, amicizia, memoria e fede. Un patrimonio immateriale che continua a vivere attraverso i Portatori della Vara e che gli autori hanno voluto consegnare alle future generazioni affinché non venga disperso.
La serata si è conclusa in un momento di intensa partecipazione emotiva e spirituale. I presenti hanno rivolto lo sguardo al Quadro della Madonna della Consolazione, che dall’alto del suo altare ha accompagnato l’intero incontro, quasi a vegliare sui racconti, sui ricordi e sulle testimonianze condivise. Un ultimo saluto corale ha suggellato l’evento, secondo la più autentica tradizione reggina, con il grido che da generazioni unisce il popolo della Consolazione: “Ora e sempre, Viva Maria!”.
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