LAMEZIA TERME Il quadro politico è in deciso movimento, a volte in modo lineare ed alla luce del sole, altre volte magmaticamente, tutto in attesa che ci si trovi di fronte alle scelte non rinviabili, quelle che riguardano le elezioni politiche del 2027. Il contesto nazionale si segnala infatti per tre importanti profili, due nel centrodestra, uno nel campo più o meno largo ed in via di definizione. La coalizione politica che governa il Paese fa i conti con una forza politica che sembra arretrare e con forti fibrillazioni interne, la Lega, ed un neo-costituito partito la cui incidenza elettorale potrebbe, rebus sic stantibus, rivelarsi decisiva, Futuro Nazionale del generale Vannacci. Nel centrosinistra la recentissima foto che ritrae i leader di Pd, M5S e Avs è stata quasi subito commentata da Matteo Renzi: «Non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare». Il tema rimane dunque quello identico a se stesso da un po’, qual è il perimetro e – soprattutto – quali i temi dall’appeal elettorale. Non tragga in inganno la prospettiva nazionale, tutti questi elementi hanno, eccome, un riverbero immediato ed a cascata sui territori dove le singole forze politiche e gli schieramenti sono impegnati o nel governo delle regioni o a costruire un’alternativa. In Calabria, come è noto, il centrodestra è reduce da una sequela di affermazioni elettorali, dalla riconferma di Occhiuto alla guida della giunta regionale alle recenti elezioni amministrative con più città strappate al centrosinistra, Reggio Calabria – per dimensioni e numeri – è il caso più emblematico.
Facile intuire come all’interno del centrosinistra, e nel Pd in particolare, le opinioni siano variegate, le valutazioni sul percorso da compiere molteplici.
Alla ricerca di un centrosinistra moderno
È il caso dell’ex segretario provinciale del Partito Democratico in provincia di Catanzaro, oggi consigliere provinciale, Domenico Giampà, che guida anche il comune di San Pietro a Maida. «Il momento che viviamo effettivamente è duplice, se per un verso la dinamica nazionale pone una serie di interrogativi sul profilo dell’alleanza di centrosinistra, dall’altro – dice Giampà – anche in Calabria è forse utile interrogarsi sulle cose da dire e da fare di fronte ad un centrodestra saldamente ancorato alle leve del potere e con una narrazione che sembra incontrare il favore dei cittadini». Dall’opposizione non è semplicissimo disarticolare un governo regionale in asse con quello nazionale e con una guida che è elemento di rilievo in un partito di maggioranza. «È ovvio – aggiunge Giampà – che il centrodestra in Calabria si trovi ora in una condizione “favorita” ma penso anche che le fibrillazioni che ci sono e sono evidenti, si pensi all’allargamento della giunta regionale ad esempio, debbano spingere verso una proposta di opposizione che sappia interpretare il momento ed elaborare parole d’ordine ed idee, magari anche poche, ma in grado di rilanciare ruolo, presenza e prospettiva del centrosinistra. Un’azione di recupero necessario di tanti sindaci, amministratori e personalità, che provengono culturalmente dal nostro mondo, ma che gli ultimi anni hanno preferito votare la proposta di centrodestra all’interno della nostra regione». Di fronte all’inevitabile osservazione sul più facile a dirsi che a farsi l’ex segretario dem non ha dubbi: «La realtà ci racconta – dice Giampà – molte cose e indica la necessità di un centrosinistra che sia moderno, in linea con la partecipazione dei diciottenni al referendum. Un aggettivo: moderno, che non appaia banale, ma che dev’essere riempito necessariamente di contenuti politici e che coniughi tutti i diritti non mostrandosi determinato solo su alcuni. Sarebbe un grave errore sottovalutare le provocazioni populiste di Vannacci, credo che invece il Pd e il centrosinistra dovrebbero proprio in questo momento replicare con la chiarezza del coraggio, su temi che non devono essere lasciati al centrodestra. Penso alla sicurezza, e non lo dico solo io ma spesso anche Bonaccini, che spesso ed erroneamente viene declinata solo ed unicamente in una logica di forza e tutela rispetto alla commissione di reati, sicurezza invece vuol dire anche senso di tranquillità dei cittadini, comunità che si sentono garantite rispetto alla loro quotidianità, famiglie che guardano al futuro. Le faccio un esempio che riguarda la mia comunità ma che, in qualche modo, è un argomento di valenza generale. Recentemente il Comune di Lamezia Terme e Aterp hanno posto il tema dello sgombero degli abitanti del campo rom di Scordovillo indicando soluzioni alloggiative anche per i comuni del comprensorio. Peccato che i comuni del comprensorio non ne sappiano nulla ed i sindaci non siano stati né coinvolti, né ascoltati. Ma siamo noi a dover dialogare con le nostre comunità e si può essere totalmente a favore dell’inclusione ma allo stesso tempo pretendere il rispetto delle comunità, la garanzia di una cornice di regole e di sicurezza che tenga conto di chi i territori li vive e li rappresenta».
«Serve un programma del centrosinistra chiaro e partecipato»
Oltre al singolo tema Giampà tiene a precisare la prospettiva regionale: «Il presidente della Giunta ha un’immagine di forte dinamismo, con la percezione diffusa nei cittadini di un governatore che sta su temi e dossier. Io penso che non sia del tutto aderente alla realtà questa percezione, molti temi, è vero, vengono aperti e discussi ma le soluzioni, quelle concrete, rimangono sovente al livello delle enunciazioni. L’altro giorno, ad esempio, è stata illustrata la volontà della Regione sulla depurazione, volontà appunto, perché le risorse sono pochissime rispetto alle esigenze e nel concreto poco si capisce, o meglio si sa, rispetto alle scelte fatte. Tra l’altro risorse che vengono date in prossimità dell’estate. Su questi temi, che abbracciano il lavoro importante dei sindaci, che condizionano i flussi turistici, che impattano sull’ambiente, spero e confido che il centrosinistra in consiglio incalzi il presidente e la sua Giunta. «L’elenco dei temi – conclude Giampà – sarebbe onestamente lungo. Serve un programma del centrosinistra chiaro, partecipato, aperto a tutte le forze politiche anche moderate e riformiste. Guai a pensare di essere autosufficienti o sperare nelle divisioni del centrodestra dopo la vicenda di Vannacci. Il mio timore è che si è impegnati a fare somme di percentuali sapendo che però in politica il totale spesso non coincide con le somme originariamente messe su carta, l’attendismo dovuto alla legge elettorale o alle anticipazioni sulla data del voto rischia di risultare ancora una volta fatale ripetendo errori già commessi in passato. Spero che il Pd faccia una battaglia per l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale o che proponga le primarie in caso di liste bloccate, sarebbe un’arma importante per combattere l’astensionismo e di rispetto verso i territori. Nel frattempo c’è una comunità di centrosinistra, con il suo popolo fatto di amministratori e di circoli, che aspetta che da qualche parte arrivi uno scossone». (redazione@corrierecal.it)
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