Un fronte lungo 2.300 miglia attraversa l’Atlantico del Sud. Guillou risale verso nordest, Lawless si ritira, Lodolo preme per il secondo posto
TL;DR/In Sintesi:
Da domenica 25 ottobre la flotta della McIntyre Golden Globe Race 2026 affronta una tempesta con venti intorno ai 50 nodi e raffiche fino a 70. Il leader Damien Guillou (SOLAREM), avanti di circa 450 miglia, è stato indirizzato a nordest, sopra i 38° sud. Pat Lawless (SILVERMINES HYDRO) si ritira per la rottura dello strallo e problemi alla testa del timone. Ertan Beskardes sale secondo, con l’italiano Andrea Lodolo terzo. Mara Løvenskiold Kveseth sconterà una penalità di 10 giorni.
Cinquanta nodi sostenuti, raffiche fino a 70, un salto di vento da nordovest a sudovest al passaggio del fronte. È questo il quadro che attende da domenica 25 ottobre la flotta della McIntyre Golden Globe Race 2026, ormai alle porte dell’Oceano Australe dopo quasi sette settimane di mare.
Due giorni prima le previsioni erano peggiori. Giovedì 22 ottobre i modelli mostravano un sistema frontale lungo quasi 2.300 miglia, disteso da nordovest a sudest attraverso l’Atlantico del Sud, con 50-60 nodi nel settore più violento e raffiche stimate fino a 90. Il quadro si è leggermente attenuato, ma resta la minaccia più seria incontrata finora dai solitari partiti il 6 settembre da Les Sables-d’Olonne.
Ai concorrenti delle sezioni centrale e settentrionale della flotta la direzione di regata ha indicato di restare a nord del 28° parallelo sud entro il 24 ottobre. Per il leader la consegna è diversa.
Damien Guillou, su SOLAREM, stava puntando proprio verso il cuore della depressione. Gli è stato chiesto di lavorare verso nordest e risalire sopra i 38° sud, dove l’impatto è sensibilmente minore. Anche lì il francese troverà venti intorno ai 50 nodi e raffiche più forti, ma con un mare meno formato rispetto alle latitudini più basse. Guillou è appena entrato nei Quaranta Ruggenti; il resto della flotta naviga ancora più a nord.
Golden Globe Race, il vantaggio di Guillou sceso da 750 a 450 miglia
Dalla partenza Guillou ha percorso circa 6.500 miglia. Davanti restano il Capo di Buona Speranza e mesi di navigazione nei mari del Sud. Il suo margine sugli inseguitori, che aveva toccato circa 750 miglia, oggi è di 450. A eroderlo è stato l’anticiclone dell’Atlantico meridionale: ha spinto lui e Pat Lawless più a sud, dentro venti orientali contrari, mentre il gruppo alle spalle girava attorno a Trindade prima del previsto.
Il francese ha vissuto tutto e il contrario di tutto. Prima 30 nodi con raffiche a 40 e onde di 4-5 metri, che lo hanno lasciato stanco e frustrato. Poi quasi bonaccia, con SOLAREM a rollare in un mare confuso. Due settimane fa, a Trindade, la rottura della drizza randa gli è costata circa cinque ore. L’ha sostituita e ha aggiunto una drizza esterna: ora ha tre opzioni. Il punto di sfregamento non si può riparare del tutto in mare, e quella riserva pesa prima dell’Oceano Australe. Nella sosta vicino all’isola ha anche rimosso qualche balano dallo scafo.
Pat Lawless, su SILVERMINES HYDRO, si è invece ritirato. La rottura dello strallo di trinchetta a livello di coperta non ha compromesso l’armo principale, ma recuperare e rizzare l’attrezzatura danneggiata è stato un lavoro pesante. A complicare tutto, la testa del timone: due rivetti hanno ceduto nel raccordo tra barra e asse, e a bordo mancavano bulloni adatti a una riparazione sicura.
L’irlandese ha valutato di sistemare e ripartire, poi ha giudicato irrealistici altri quattro mesi nei mari del Sud. Fa rotta a nord; tra gli approdi considerati ci sono Capo Verde e le Canarie. Nel 2022 era stato un guasto al timone a vento Aries a fermare la sua corsa non-stop, costringendolo a Città del Capo.
Il secondo posto passa così a Ertan Beskardes su MISS BEAGLE, con l’italiano Andrea Lodolo su BIBI subito dietro. Beskardes è diventato un volto noto grazie alle sue dirette di due-tre ore su GGR Window LIVE: rette d’altezza al sestante, navigazione, vita quotidiana a bordo. La sua linea è prudente: tenere comodi skipper e barca invece di inseguire ogni decimo di nodo. Lodolo è salito di recente in testa d’albero dopo aver perso una drizza randa; per il resto a bordo tutto in ordine. Circa 300 miglia più indietro, Daniel Pinsky su EXODUS non segnala problemi rilevanti alla barca, ma la stanchezza non lo abbandona.
Bonacce, penalità e radio muta nell’Atlantico del Sud
Quattro settimane di meteo confuso stanno dividendo la flotta, e la tenuta mentale conta quanto la conduzione della barca. I guasti seri restano pochi; più frequenti quelli alla radio, mentre i balani non sono ancora un problema diffuso. Fatica e isolamento fanno il resto.
Etienne Messikommer, su BERNARD, era vicino al ritiro nelle calme equatoriali. A rimetterlo in rotta è stato un obiettivo semplice: doppiare i tre grandi capi e tornare dalla fidanzata Eloise. Con l’entusiasmo è tornato anche l’istinto agonistico. Ha superato Mara Løvenskiold Kveseth su SHOWGIRL, poi negli ultimi tre giorni è rimasto di nuovo fermo mentre le barche intorno continuavano a camminare.
Kveseth prosegue con una penalità di 10 giorni, ridotta dai 16 iniziali, per sei telefonate satellitari non autorizzate. La sconterà nell’Atlantico del Nord, nella risalita finale verso Les Sables-d’Olonne.
Guido Cantini, su HANNAH OF COWES, naviga senza radio HF. Ha avvistato le luci di Trindade al tramonto, troppo a est; ritrovato il punto, ha poggiato deciso verso ovest per girare il passaggio obbligato, rischiando di mancare l’isola. Un incontro ravvicinato con una nave gli ha regalato uno spavento. All’ultimo aggiornamento procedeva a 1,4 nodi, in aria leggera tra due alte pressioni.
Henry Wootton, su PRIVATEER, un Cape George 36, non trova il ritmo tra bonacce, vento forte e direzioni sfavorevoli; ha segnalato danni minori all’armo. Anche Isa Rosli, su OLLEANNA, è finito troppo a est e ora lavora verso ovest con poco vento, mentre cerca Trindade senza un riferimento certo sulla propria posizione.
Louis Kerdelhué, su IE CHARGE, è atteso a Recife alle 9 del 24 ottobre: cerca riposo e il tempo per risolvere alcuni problemi di bordo, tenendo aperta la possibilità di restare in gara.
La telecamera notturna di GGR Window LIVE ha ripreso il 20 ottobre Pär Nyman in coperta su LAZY OTTER, nel buio dell’Atlantico meridionale. Una figura sola, un pozzetto, nessuna luce intorno. È la condizione con cui tutti i concorrenti andranno incontro al fronte, senza assistenza esterna e con strumenti di navigazione tradizionali.
La direzione di regata aggiorna la flotta a ogni nuovo bollettino. Domenica il fronte raggiungerà le prime barche. Per Guillou la linea da superare resta una: 38 gradi sud.
Fonte: https://goldengloberace.com
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