Una regione intera attraversata da parole, musiche, corpi, lingue, memorie industriali, siti archeologici e paesaggi sul mare. L’estate culturale ligure si apre con una trama fitta di appuntamenti che da Genova si allarga a Ventimiglia, Pieve Ligure, Chiavari, Sanremo, Finale Ligure, Altare, Testico, Luni, Portovenere, Lerici e Sarzana. Il filo non è quello di un solo festival, ma di una geografia culturale che usa teatro, musica e racconto per interrogare il Mediterraneo, i confini, la guerra, le migrazioni, la memoria dei luoghi e le trasformazioni urbane.

A Genova il 28° Suq Festival, diretto da Bintou Ouattara e Carla Peirolero, prosegue al Porto Antico fino al 24 giugno con il tema “Attraversare i confini”. In parallelo, Teatro Pubblico Ligure, con la direzione artistica di Sergio Maifredi, porta in tutta la regione la quarta edizione di “Parole antiche per pensieri nuovi”, progetto che dal 19 giugno al 29 settembre mette in relazione aree archeologiche, fortezze, musei, borghi e luoghi affacciati sul mare.


Il Suq e i confini del presente
A Genova il Suq Festival ha trasformato la Piazza delle Feste del Porto Antico in un grande spazio di incontro tra teatro, musica, cucine del mondo, botteghe artigiane, dibattiti, laboratori e pratiche ambientali. La scenografia di Luca Antonucci disegna un bazar contemporaneo dove il tema dei confini non resta astratto, ma passa attraverso storie di guerra, rifugiati, diritti, ambiente, identità e linguaggi.

Nei giorni già trascorsi il festival ha ospitato Loris De Filippi con “E ancora chiediamo perdono. Una testimonianza da Gaza”, in dialogo con Michele Brambilla; Bassam Abou Diab con “Under the Flesh”, performance sulla reazione del corpo alla guerra; Diana Anselmo con “Pas moi”, nella Lis, la lingua dei segni italiana; Namritha Nori, cantante italo-indiana; Omar Giorgio Makhloufi con “Ceci n’est pas Omar”; Marco Aime con il libro su Thomas Sankara; Maria Pace Ottieri con “La prima volta che siamo stati bianchi”, in dialogo con Pietro Veronese.


Sono passati dal Suq anche Chiara Fenizi e Julieta Marocco con “Si son fatte le due”, le Alter Echo con Marta Taddei, Noemi Kamaras, Roberta Ardito e Rachele Rebaudengo, Sanam Naderi con “Ragazza blu”, ispirato alla vicenda di Sahar Khodaiari, e Osvalda Nhacune, artista mozambicana per la prima volta in Italia. Gli 80 anni dal voto alle donne sono stati ricordati con Maria Grazia Daniele, Anna Maria Dagnino, Francesca Ferrando, Ivano Bosco, Anahita Tcheragali, Rita Lucido, Laura Parodi e Carla Peirolero, nel ricordo di Angiola Minella.


Il programma di queste ore porta ancora sul palco Abderrahim El Hadiri con “Parole sulla sabbia”, racconto di miti, fiabe e filastrocche del Mediterraneo; gli Instabili Vaganti con “Confini”, tra teatro e danza contemporanea; La Nuova Zena per la Festa della Musica; il progetto messicano Guajiro Calentano con Milton Navarro Peralta, Olmo Manzano ed Emanuele Claris Appiani. Spazio anche alle campagne “Stop alla pubblicità fossile” e “R1pud1a la guerra” di Emergency.

I classici nei luoghi della storia
Il secondo asse dell’estate ligure è “Parole antiche per pensieri nuovi”, prodotto da Teatro Pubblico Ligure con Musei Nazionali di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria. Il progetto si sviluppa in 11 luoghi con 37 spettacoli e costruisce una rete che unisce Palazzo Reale di Genova, l’Area archeologica di Nervia e il Museo preistorico dei Balzi Rossi a Ventimiglia, l’anfiteatro romano di Luni, la Villa Romana del Varignano a Portovenere, il Castello di San Terenzo a Lerici, la Fortezza di Sarzanello, il Museo archeologico nazionale di Chiavari, il Museo dell’Arte Vetraria di Altare, Forte Santa Tecla a Sanremo, Forte San Giovanni a Finale Ligure e Testico.


Tra le nuove produzioni spicca “Il Mediterraneo in barca”, tratto da Georges Simenon, con Mino Manni e le musiche originali di Roberto Frati eseguite dal vivo da Fabio Battistelli, Riviera Lazeri e Clarice Binet. Il viaggio dello scrittore belga nel Mediterraneo degli anni Trenta diventa teatro musicale e racconto di rotte, porti, tensioni e incontri.



Accanto a Simenon, il programma porta in scena “Medusa, Scilla e la Sfinge. Donne, maghe e mostri”, con Arianna Scommegna, drammaturgia di Giorgio Ieranò e musiche di Edmondo Romano; “Calipso, Circe, Penelope e Nausicaa. Le donne dell’Odissea” con Stella Tramontana; tre lavori di Simone Regazzoni, “Oceano Okeanòs”, “La notte appartiene agli amanti” e “Platone nella Silicon Valley”. Nel percorso rientrano anche Tullio Solenghi, Giuseppe Cederna, Roberto Alinghieri, Massimo Minella, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza, Mario Incudine e Antonio Vasta.

Da Ventimiglia a Luni
A Ventimiglia l’Albintimilium Theatrum fEst ha aperto il percorso nell’Area archeologica di Nervia e al Museo preistorico dei Balzi Rossi. Simone Regazzoni ha portato “La notte appartiene agli amanti” e “Platone nella Silicon Valley”; Tullio Solenghi è salito sul palco con il “Decameron”; lo stesso Regazzoni affronta il mare e il pianeta in “Oceano Okeanòs”. Domenica 28 giugno Sergio Maifredi sarà protagonista di “La rotta di Ulisse, la rotta di Enea”, seguito da “Il Mediterraneo in barca”.
Nel Levante, il Portus Lunae Art Festival diffuso coinvolge Luni, Portovenere, Lerici e Sarzana. All’anfiteatro romano di Luni arrivano le lezioni di Stella Tramontana con “Il greco in tasca”, Simone Regazzoni con “La palestra di Platone” e l’anteprima nazionale di “Ecuba di Euripide”, diretta da Sergio Maifredi, con Arianna Scommegna, Mino Manni, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza, Mario Incudine e un coro di dodici componenti.

Alla Villa Romana del Varignano, a Portovenere, il programma attraversa Simenon, Regazzoni, Arianna Scommegna, Mino Manni, Giuseppe Cederna, Giorgio Ieranò ed Edmondo Romano. Alla Fortezza di Sarzanello sono attesi Roberto Alinghieri con “Robinson di Daniel Defoe” e Stella Tramontana con le donne dell’Odissea. Al Castello di San Terenzo, a Lerici, tornano “Il Mediterraneo in barca” e “Oceano Okeanòs”.
Pieve Ligure, Chiavari e il Ponente
A Pieve Ligure la diciannovesima edizione dello “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival” porta il teatro sulle scogliere raggiungibili dalle creuze che scendono dall’Aurelia. Sabato 27 giugno allo Scalo Torre va in scena “Il Mediterraneo in barca”; martedì 14 luglio allo Scalo Chiappa arriva “Medusa, Scilla e la Sfinge” con Arianna Scommegna ed Edmondo Romano; sabato 8 agosto allo Scalo Demola chiude Simone Regazzoni con “Oceano Okeanòs”.

A Chiavari, il Museo archeologico nazionale ospita “Il greco in tasca” con Stella Tramontana e “Il Mediterraneo in barca”. A Sanremo, Forte Santa Tecla accoglie “Medusa, Scilla e la Sfinge”. A Finale Ligure, Forte San Giovanni ospita lo stesso spettacolo nella cornice di Finalborgo. Ad Altare, il Museo dell’Arte Vetraria Altarese propone Massimo Minella con “La leggenda del Rex. Dal Nastro Azzurro a Fellini”, insieme a Franco Piccolo alla fisarmonica. A Testico, Simone Regazzoni porta “La notte appartiene agli amanti”, restituendo alla filosofia una dimensione pubblica, fuori dalle aule e dentro i luoghi della comunità.

I quartieri che cambiano
Genova rientra nel disegno regionale anche con “Pellegrinaggi metropolitani. Trasformazioni”, progetto che da giugno a ottobre attraversa Cornigliano, Sestri Ponente, Erzelli, Multedo, Coronata e Pra’. L’anteprima è fissata all’Abbazia di San Nicolò del Boschetto, a Cornigliano, con due appuntamenti: Massimo Minella in “C’era una volta un gasometro”, scritto con Danila Suzzi, e “Il Mediterraneo in barca”.





Il gasometro diventa così una figura della Genova industriale che cambia: non solo un oggetto dismesso nel paesaggio del Ponente, ma una memoria verticale del lavoro, dell’energia, della fatica, della città produttiva e delle trasformazioni ancora aperte. Anche qui il teatro non si limita a occupare uno spazio: lo interroga, lo riattiva, lo costringe a parlare.
La mappa che emerge è ampia e concreta. Il Suq guarda ai confini del presente, alle guerre, ai diritti e alle migrazioni. Teatro Pubblico Ligure riporta classici, filosofi, scrittori e miti nei luoghi dove la storia è ancora visibile. Tra Porto Antico, teatri romani, musei, forti, scogliere, abbazie e quartieri industriali, la Liguria non fa da sfondo agli spettacoli: diventa essa stessa parte del racconto.

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