Sora Calcio, il sindaco Di Stefano: “Perché le promesse non sono state mantenute? Tenteremo ogni strada”


Mentre la città continua a vivere ore di forte apprensione per il futuro del Sora Calcio, il sindaco Luca Di Stefano ha deciso di intervenire pubblicamente con una lunga nota nella quale ricostruisce tutti i passaggi che hanno caratterizzato le ultime settimane della vicenda legata al possibile trasferimento del titolo sportivo fuori città.

Un intervento atteso da tifosi e cittadini, arrivato in un momento in cui la trattativa tra l’attuale proprietà e il gruppo dell’imprenditore campano Mario Russo e del ceccanese Denny Lunghi non ha ancora prodotto un esito definitivo, mentre da Latina continuano a rincorrersi indiscrezioni che danno per imminente l’approdo del titolo bianconero nel capoluogo pontino.

Il primo cittadino ha voluto chiarire il ruolo svolto dall’amministrazione comunale, sostenendo di aver lavorato lontano dai riflettori con l’unico obiettivo di mantenere il Sora Calcio in città e tutelare un patrimonio sportivo che appartiene all’intera comunità.

Di Stefano ricorda innanzitutto l’incontro dell’8 giugno in sala consiliare tra una delegazione dei tifosi, una rappresentanza della società guidata dal presidente Angelo Tinto, l’assessore allo Sport Naike Maltese e lo stesso sindaco, alla presenza della nostra redazione.

«In quell’occasione – scrive – il presidente affermò pubblicamente la volontà di proseguire il percorso sportivo a Sora. Si parlò perfino della presentazione della squadra e della programmazione della nuova stagione. Da quel momento, però, non abbiamo più avuto alcun contatto diretto con la società».

Quando hanno iniziato a circolare le prime voci relative a un possibile trasferimento del titolo, l’amministrazione si è attivata contattando gli imprenditori che avevano manifestato interesse a sostenere il progetto sportivo cittadino. Tra questi Mario Russo, che ha formalizzato un’offerta ufficiale per mantenere il titolo a Sora.

Secondo il sindaco, la trattativa sembrava poter arrivare rapidamente a conclusione, ma il percorso si sarebbe complicato a causa delle difficoltà incontrate nel confronto con la proprietà del club.

Parallelamente il Comune ha deciso di muoversi anche sul piano istituzionale, inviando una diffida preventiva agli organismi federali competenti nel tentativo di salvaguardare il titolo sportivo e la continuità della tradizione calcistica sorana.

Nella parte finale della nota, Di Stefano lancia quello che appare come un vero e proprio appello a chi oggi è chiamato a decidere il destino del club.

«A questo punto, però, sorge una domanda legittima: se davvero fino all’ultimo esisteva la volontà di mantenere il Sora Calcio a Sora, perché tutte le rassicurazioni fornite pubblicamente non hanno poi trovato riscontro nei fatti?».

E ancora: «Infine rivolgo un appello sincero a chi oggi ha il potere e la responsabilità di decidere: faccia tutto ciò che è nelle proprie possibilità affinché questo patrimonio sportivo resti a Sora. Credo che il bene più importante resti la storia, la passione e il senso di appartenenza di un’intera comunità che si riconosce nei colori bianconeri».

Il sindaco conclude assicurando che il Comune continuerà a percorrere ogni strada possibile fino all’ultimo momento utile per difendere il titolo sportivo e garantire alla città la continuità di una tradizione calcistica che si avvicina ai 120 anni di storia.

La nota integrale del sindaco Luca Di Stefano

«Vorrei ripercorrere quanto accaduto in questi ultimi giorni con chiarezza, serietà e senso di responsabilità nei confronti della città, dei tifosi e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Sora Calcio.

In queste settimane abbiamo scelto di lavorare in silenzio, evitando polemiche e cercando fino all’ultimo ogni possibile soluzione per mantenere il titolo sportivo nella nostra città. Proprio per questo ritengo doveroso ricostruire i fatti così come si sono realmente svolti, affinché ciascuno possa valutare con obiettività quanto accaduto.

Lunedì 8 giugno si è svolto un incontro presso la sala consiliare tra una delegazione dei tifosi, una rappresentanza della società Sora Calcio guidata dal presidente, il sottoscritto e l’assessore allo sport Naike Maltese.

In quell’occasione il presidente affermò pubblicamente la volontà di proseguire il percorso sportivo a Sora. Si parlò perfino della presentazione della squadra e della programmazione della nuova stagione. Da quel momento, però, non abbiamo più avuto alcun contatto diretto con la società.

Quando sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni sulla possibilità che il titolo sportivo potesse andare fuori città, ci siamo immediatamente attivati contattando gli imprenditori che avevano manifestato disponibilità a sostenere il progetto calcistico a Sora. È stato quindi promosso un confronto presso il Comune di Sora alla presenza del signor Mario Russo, il quale ha formalizzato un’offerta ufficiale con l’obiettivo di mantenere il titolo sportivo nella nostra città.

In quel momento sembrava che la trattativa potesse concludersi positivamente già nelle ore successive. Tuttavia, come già accaduto in precedenza, il signor Russo ha incontrato notevoli difficoltà nel riuscire a confrontarsi con la proprietà del Sora Calcio e con il presidente.

Nel frattempo, come amministrazione, abbiamo inoltrato una diffida preventiva agli organi federali competenti nella mattinata di sabato, facendo tutto ciò che rientrava nelle nostre competenze istituzionali per tentare di salvaguardare il titolo sportivo del Sora Calcio e il patrimonio rappresentato da questa società.

Stiamo cercando, e lo abbiamo fatto sin dal primo momento, di agire con grande senso di responsabilità e con il massimo garbo istituzionale. Abbiamo evitato polemiche e dichiarazioni che potessero compromettere il buon esito delle trattative, lavorando in silenzio e lontano dai riflettori con un unico obiettivo: salvaguardare il titolo sportivo del Sora Calcio e mantenerlo nella nostra città.

Abbiamo evitato, con senso di responsabilità, qualsiasi polemica pubblica, nonostante in più occasioni siano arrivate osservazioni e richieste da parte di esponenti della società Sora Calcio che, ancora oggi, facciamo fatica a comprendere.

Il Comune di Sora, infatti, ha sempre dimostrato attenzione e disponibilità nei confronti della società, lavorando per il miglioramento degli impianti e garantendo, per quanto di propria competenza, il massimo supporto possibile.

Nonostante ciò, abbiamo scelto di non alimentare contrapposizioni, continuando a lavorare in silenzio e con spirito costruttivo esclusivamente nell’interesse della città, dei tifosi e del futuro del Sora Calcio.

Ogni iniziativa intrapresa è stata orientata esclusivamente alla tutela di un patrimonio sportivo che appartiene all’intera comunità sorana.

A questo punto, però, sorge una domanda legittima: se davvero fino all’ultimo esisteva la volontà di mantenere il Sora Calcio a Sora, perché tutte le rassicurazioni fornite pubblicamente non hanno poi trovato riscontro nei fatti?

Infine rivolgo un appello sincero a chi oggi ha il potere e la responsabilità di decidere: faccia tutto ciò che è nelle proprie possibilità affinché questo patrimonio sportivo resti a Sora.

Credo che il bene più importante resti la storia, la passione e il senso di appartenenza di un’intera comunità che si riconosce nei colori bianconeri.

Fino all’ultimo istante utile, crediamo sia doveroso tentare ogni strada possibile per difendere il titolo sportivo e garantire alla città di Sora la continuità di una tradizione calcistica che appartiene a tutti».


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 Cristina Lucarelli

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