LAMEZIA TERME Una edizione da record, per numeri, partecipazione, qualità degli incontri e capacità di coinvolgere la città. Si è chiusa la quindicesima edizione di Trame. Festival dei libri sulle mafie, che dal 16 al 21 giugno ha riportato Lamezia Terme al centro del dibattito nazionale su mafie, giustizia, diritti, democrazia, informazione e responsabilità civile. Il tema scelto per questa edizione, “Terra e libertà”, ha attraversato l’intero programma come filo conduttore: la terra come appartenenza, diritto, memoria e possibilità di riscatto; la libertà come bene da difendere ogni giorno contro sopraffazione, corruzione, violenza mafiosa, disuguaglianze, guerre e nuove forme di dominio. Per sei giorni Trame ha trasformato piazze, palazzi, chiostri, biblioteche, spazi culturali, luoghi di transito e presìdi civici in una grande agorà pubblica. Non solo libri, ma anche inchieste giornalistiche, documentari, spettacoli teatrali, mostre, installazioni, incontri con magistrati, giornalisti, scrittori, studiosi, amministratori, artisti, attivisti, associazioni e cittadini. I numeri raccontano una crescita significativa, a cui si aggiunge una partecipazione costante in tutte le giornate, il record di volontarie e volontari coinvolti (circa cento), una presenza sempre più ampia di pubblico, una forte attenzione da parte del mondo dell’informazione e una straordinaria diffusione sui social.
La quindicesima edizione ha confermato la vocazione di Trame, quella di raccontare le mafie non come fenomeno chiuso nel passato, ma come potere vivo, mutevole, capace di infiltrarsi nell’economia, nella politica, nell’informazione, nei mercati globali, nei territori fragili e nelle zone grigie della società. Il programma ha affrontato le mafie italiane e transnazionali, la criminalità organizzata albanese, le infiltrazioni nel Nord Italia, il dominio patriarcale nelle organizzazioni criminali, il rapporto tra mafie e informazione, le ecomafie, il gioco d’azzardo, il narcotraffico, i beni confiscati, il lavoro, il turismo, la povertà, le migrazioni, la guerra, la giustizia negata e la memoria delle vittime. Accanto agli incontri serali in Piazzetta San Domenico, Trame ha valorizzato anche Palazzo Nicotera, il Chiostro San Domenico, il Museo Archeologico Lametino, la Casa del Tempo, Pan&Quotidiano e gli altri spazi cittadini coinvolti nel programma, confermando il carattere diffuso e comunitario della manifestazione.
«Innanzitutto voglio ringraziare la città di Lamezia per la grande partecipazione in tutte le giornate del festival e per il caloroso sostegno che in tanti ci hanno tributato. Questa quindicesima edizione è certamente una edizione da record: 160 ospiti, 73 eventi, 5 mostre presso la Piazzetta San Domenico e Palazzo Nicotera e 5 mostre in città, altre 5 location a partire dall’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme e dalla Stazione centrale. Grande attenzione da parte del mondo dell’informazione e una straordinaria presenza sui social. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il prezioso impegno di tutti i collaboratori della Fondazione e dei volontari e delle volontarie che quest’anno hanno superato anch’essi il record di presenze mai registrato prima, così come le presenze dal resto della regione e da altre città italiane. Trame si conferma così come uno dei principali appuntamenti culturali e sociali del nostro Paese e punto di riferimento di tante organizzazioni e associazioni che ci hanno accompagnato nei giorni del festival. Un ringraziamento particolare infine a Giovanni Tizian che dopo sei anni lascia la direzione artistica per impegni lavorativi ma non la presenza e la collaborazione con il nostro festival. L’antimafia non è un movimento che guarda al passato ma che riflette e lavora per il futuro», ha dichiarato il presidente della Fondazione Trame, Nuccio Iovene.
«Concludo il mio percorso alla direzione artistica di Trame dopo sei edizioni, chiudendo questa esperienza con la quindicesima edizione del festival, un traguardo particolarmente significativo. Desidero innanzitutto ringraziare Trame e la Fondazione, che nel tempo sono diventate per me una vera famiglia, ma anche la città di Lamezia Terme e la Calabria, per l’accoglienza, la partecipazione e la vicinanza dimostrate in questi anni. Un festival come Trame vive proprio di questo: della capacità di trasmettere conoscenza e consapevolezza. E credo che questo obiettivo sia stato raggiunto. La quindicesima edizione è stata ampia, intensa e, credo, anche molto riuscita, animata dallo stesso spirito e dalla stessa passione che hanno sempre contraddistinto il festival. Ho sempre sostenuto che, al di là delle singole direzioni artistiche, Trame abbia ormai un’identità forte e consolidata, che deve continuare a raccontare le storie di chi ha resistito e continua a resistere ai poteri mafiosi nei territori. In questi anni, e anche in questa quindicesima edizione, abbiamo cercato di moltiplicare i linguaggi del racconto: non solo libri, ma anche documentari, teatro, musica, perché crediamo che la divulgazione e la partecipazione passino attraverso forme diverse e complementari. Lo abbiamo fatto per affermare i valori che consideriamo fondamentali: l’uguaglianza, la giustizia, la ricerca della verità, la lotta alle mafie e alla corruzione, il contrasto alla povertà, il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Nel corso di queste sei edizioni ho cercato di declinare in tutti i modi possibili ciò che, per noi, significa davvero lotta alle mafie. Perché la lotta alle mafie si realizza innanzitutto attraverso l’affermazione dei diritti, là dove troppo spesso prevalgono il favore e il sistema dei privilegi. È su questo terreno che si costruisce una società più giusta e più libera», ha dichiarato il direttore artistico Giovanni Tizian.
Uno dei tratti distintivi di Trame.15 è stato il programma espositivo, che ha ampliato il racconto del festival attraverso fotografia, illustrazione, prime pagine, installazioni e patrimonio archeologico.
Tra i progetti più significativi, “Vedere la democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee”, realizzato con il Museo Archeologico Lametino. L’esposizione, ospitata al Museo Archeologico Lametino e nel Chiostro del Complesso San Domenico, ha messo in dialogo un reperto millenario, la tessera elettorale di Anthropiskos, cittadino dell’antica polis magnogreca di Terina, con l’installazione site-specific “Alfabeto Civico” di Massimo Sirelli. Un percorso dedicato al valore della partecipazione civile, agli 80 anni della Costituente e al legame tra democrazia, libertà e cittadinanza attiva. Grande attenzione anche per “Il graffio poetico”, la mostra con le vignette di Mauro Biani realizzate per il Premio Roberto Morrione. Trentasei opere nate dall’ascolto delle inchieste finaliste del premio e arricchite, a Lamezia Terme, da dieci vignette selezionate insieme a Trame sui temi delle migrazioni, del soccorso in mare, della memoria delle vittime delle mafie e dell’impegno civile. Con “La Repubblica, una storia di futuro”, il festival ha celebrato i cinquant’anni del quotidiano attraverso una selezione di prime pagine dedicate a mafia, ’ndrangheta e criminalità organizzata: omicidi, stragi, arresti, processi, battaglie civili e istituzionali che hanno segnato la storia italiana e contribuito a costruire una memoria collettiva del Paese. La fotografia è stata protagonista anche con “Spina. Napoli 1996-2016”, progetto ventennale di Mario Spada, una mappa intima e nervosa della città di Napoli, lontana dagli sguardi convenzionali e dalla fotogenia consolatoria, composta da sessantuno fotografie tratte dall’omonima monografia. A completare il percorso, “Corleone nel mondo”, mostra dedicata a Oliviero Toscani, a un anno dalla scomparsa del fotografo e a trent’anni dalla campagna realizzata a Corleone. Un progetto che ripercorre l’esperienza del 1996, quando Toscani trasformò la città simbolo dell’immaginario mafioso internazionale in un racconto visivo diverso, restituendo centralità ai volti, ai sogni e alla quotidianità dei giovani corleonesi. Oltre alle mostre allestite tra Palazzo Nicotera e il Complesso San Domenico, altre cinque mostre erano state diffuse in città e in altri luoghi simbolici, a partire dall’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme e dalla Stazione centrale.
Trame.15 ha ribadito con forza che la lotta alle mafie non può essere separata dalla difesa dei diritti sociali, civili e democratici. Per questo il festival ha dato spazio al lavoro, alla salute, all’ambiente, alla povertà educativa, alla condizione delle persone migranti, alla giustizia, alla libertà di stampa e alla qualità della democrazia. L’antimafia raccontata a Lamezia Terme non è stata celebrativa né rituale, ma concreta e plurale. Un’antimafia capace di interrogare il presente, di leggere le trasformazioni del potere criminale, di riconoscere le responsabilità delle istituzioni e della società civile, di mettere al centro le comunità e le persone che resistono.
La chiusura di Trame.15 segna anche un passaggio importante nella storia del festival. Dopo sei edizioni si conclude la direzione artistica di Giovanni Tizian, che continuerà comunque a collaborare con Trame. La nuova direttrice artistica sarà Raffaella Calandra, giornalista, inviata del Sole 24 Ore, già conduttrice di “Storiacce” su Radio24 e voce autorevole del giornalismo d’inchiesta italiano. La prossima edizione di Trame, la sedicesima, si svolgerà a Lamezia Terme dal 15 al 20 giugno 2027.
Annunciata in chiusura anche l’istituzione del “Premio giornalistico Trame Michele Albanese”, un riconoscimento dedicato ai giornalisti locali che raccontano il proprio territorio con impegno e senso di responsabilità. «Sappiamo con quanta sofferenza e difficoltà i giornalisti locali svolgano il loro lavoro, essendo esposti quotidianamente a minacce e intimidazioni», ha dichiarato Tizian. Il premio nasce con la partecipazione di Libera Informazione, Articolo 21 e dell’Ordine dei Giornalisti, con l’obiettivo di valorizzare il giornalismo di prossimità e sostenere quanti continuano a garantire il diritto dei cittadini a essere informati.
La quindicesima edizione di Trame ha registrato una straordinaria attenzione da parte del mondo dell’informazione.Il Festival è stato raccontato dalle principali agenzie di stampa italiane – ANSA, Adnkronos, AGI, Dire, Ag e 9Colonne – e da un’ampia rete di testate nazionali e regionali, con servizi, approfondimenti e interviste che hanno accompagnato tutte le fasi della manifestazione, dalla presentazione romana presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana fino alla chiusura della quindicesima edizione. Complessivamente la rassegna stampa ha raccolto decine di uscite tra agenzie, quotidiani, periodici, televisioni, radio e testate online. Accanto alla copertura dei media tradizionali, Trame.15 ha fatto registrare numeri particolarmente significativi anche sul fronte della comunicazione digitale. Nel corso della sola settimana del Festival sono stati prodotti e pubblicati oltre 800 contenuti tra post, Stories, Reel, video, aggiornamenti in tempo reale e approfondimenti sulle diverse piattaforme social. Dal 1° maggio al 22 giugno l’ecosistema digitale ufficiale di Trame ha generato complessivamente oltre un milione trecentosessantamila visualizzazioni. Nel complesso, la community digitale di Trame è cresciuta di oltre mille nuovi follower, superando le 27 mila persone raggiunte.
La quindicesima edizione di Trame Festival dei libri è un progetto di Fondazione Trame ETS e Ala ETS.
Sponsor: Eni e PagoPA.
Media partner: Domani, Antimafia Duemila, lavialibera, Vita, Italia che cambia, Gazzetta del Sud, Quotidiano del Sud, Corriere della Calabria, Lameziaterme.it, Parliamo di mafia, Radio Radicale, Rai Radio 3.
Con il patrocinio e il sostegno di: Camera dei Deputati, Ministero dell’Interno, Ministero della Cultura, Rai per la Sostenibilità, Confcommercio, Camera di Commercio CZ-KR-VV, Fondazione Carical, Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Anci nazionale. Cultural partner: Avviso Pubblico, Fondazione Treccani Cultura, Civico Trame, CCO Crisi come Opportunità, Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria, Fairtrade, Fondazione Finanza Etica, Calabria Digital, GI-TOC – Global Initiative Against Transnational Organized Crime, Legambiente, Libera, Mani Libere, Premio Roberto Morrione, Rete delle Culture, SPI CGIL, Sistema Bibliotecario Lametino, Il Chiostro, Pan&Quotidiano, La Casa del Tempo, Umanità in Ricerca, Museo Archeologico Lametino, daSud, Round Robin, Gomitolo, Terre Audaci, Color Fest, Cafè Retrò. Trame Festival dei libri sulle mafie è finanziato con risorse PAC 2014/2020 erogate ad esito dell’Avviso Pubblico Regione Calabria per il Finanziamento di Eventi e Manifestazione di Grande Interesse Turistico.
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Redazione Corriere
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