Il ponte con il Divino
Il quinto Arcano presenta, come già precedentemente accennato, una struttura geometrica ben precisa, che troveremo in altre Lame come quella del Diavolo, ovvero il triangolo.
Al vertice troviamo proprio la figura del Papa, che viene rappresentata anche di dimensioni maggiori rispetto a quella dei suoi due seguaci che compongono i due vertici ai lati della base di questo triangolo ideale.
Questa prima osservazione ci dà un’indicazione specifica e cioè che la figura su cui stiamo riflettendo è al vertice di una struttura gerarchica ben definita e ciò lo avremmo compreso anche se la carta non avesse avuto un nome legato a una specifica carica, proprio grazie all’osservazione delle “linee di forza” con cui tutta la scena viene rappresentata.
Questa sarà un’informazione fondamentale da ora in poi, riponetela nella vostra cassetta degli attrezzi senza dimenticare di osservare, con molta attenzione, anche le posture e gli atteggiamenti dei vari protagonisti.
In questo caso, ad esempio, vediamo che il Papa ha il chiaro atteggiamento di chi sta condividendo un insegnamento, con calma e amore, con volontà di condividere ed essere compreso da chi lo ascolta.
La sua figura apicale e più grande nella dimensione e il suo atteggiamento unito al modo che supponiamo tenga mentre comunica, ci danno le informazioni più importanti dell’Arcano: il Papa rappresenta il vertice di una struttura e, dall’alto della sua esperienza e della sua conoscenza, condivide con chi sta alla base della struttura le conoscenze e le informazioni che servono per potersi muovere lungo un cammino gerarchico piramidale dove chi si trova in vetta è il “Pontifex”, cioè il costruttore di ponti, che rappresenta il canale verso le dimensioni superiori.
Ciò che lui comunica, infatti, non è soltanto ciò che ha appreso, ma anche una conoscenza “pura” che gli viene dalla possibilità di comunicare con ciò che sta a un livello superiore rispetto anche a quello in cui si trova lui, che, per quanto elevato, resta pur sempre un uomo.
Trovandosi al quinto posto della scala composta dagli Arcani Maggiori, ha superato il piano orizzontale dove si muove l’Imperatore e si sposta sulla verticale che connette il nostro mondo ad altri mondi.
Questo concetto è semplice da comprendere se osserviamo la croce montata sull’asta che tiene alla sua sinistra. Essa rappresenta, chiaramente, la croce papale, dove le tre traverse possono essere lette in chiave exoterica ed esoterica.
Agli occhi di tutti, quello è il simbolo del Papa e del suo triplice ruolo all’interno della Chiesa: Vescovo di Roma, Patriarca d’Occidente e successore di San Pietro. Quei tre bracci orizzontali rappresentano anche il concetto di triplicità Cristica: Sacerdote, Profeta e Re.
È, inoltre, un simbolo gerarchico importante ed esclusivo del Pontefice, poiché, se osserviamo con attenzione, i Cardinali possiedono una Croce a due traverse e i Vescovi ad una sola.
Ma, andando oltre, alla ricerca del valore esoterico di tale simbolo troviamo che esso rappresenta i tre piani su cui si muove l’Iniziato, grazie al canale verticale, quando raggiunge un certo livello lungo il suo cammino.
I tre bracci orizzontali, in riferimento al Macrocosmo, simboleggeranno, quindi, la tripartizione dell’universo e il potere che si estende su di essi: il piano spirituale, il piano astrale e il piano materiale.
Gli stessi, interpretati in relazione al Microcosmo, indicheranno i tre ambiti in cui si muove l’Iniziato: corpo, mente e spirito o, se vogliamo leggerli in chiave alchemica, sale, mercurio e zolfo.
Sempre in relazione al Microcosmo, rappresenteranno i tre regni alchemici: minerale, vegetale e animale.
A proposito di Alchimia, anche in questa carta, osservando bene le vesti dei due personaggi ai piedi del Papa, potremo notare, nel mazzo RWS, una decorazione ben precisa. A sinistra la rosa rossa, a destra il giglio bianco.
Alla base del trono papale troviamo le due chiavi incrociate, simbolizzanti la capacità dello stesso di “aprire” la porta di questo piano e/o di uno superiore. Tale dettaglio è un aspetto importante del potere papale, che non si trova più completamente immerso in questo piano, ma ne possiede comunque il dominio.
Un altro dei nomi con cui viene conosciuto il Papa è Ierofante. L’etimologia di questa parola, una volta indagata, ci rende ancora più chiaro il ruolo di tale archetipo. Ierofante è un vocabolo derivante dalla lingua greca: Hierophantes. Esso è composto da Hieros, che vuol dire Sacrom e Phaino che vuol dire mostrare, rivelare.
Nell’Antica Grecia era questo il nome del gran sacerdote dei Misteri Eleusini, argomento che abbiamo già incontrato lungo il nostro cammino.
Lo Ierofante, dunque, è colui che è al corrente dei misteri e li rivela progressivamente a chi è meritevole di riceverli. Se volessimo fare un paragone con la Papessa potremmo dire che se quest’ultima è colei che cela, lo Ierofante è colui che li rivela.
Un aspetto interessante è il seguente: se prendiamo in considerazione le due coppie di figure fin qui analizzate – Papessa e Papa così come Imperatrice e Imperatore – e giochiamo con le cifre che li contrassegnano otterremo dei risultati interessanti.
Infatti, la somma tra Papessa e Papa (2+5) darà come risultato 7, così come la somma tra Imperatrice e Imperatore (3+4). Il sette rappresenta molte cose, ma, in generale, è il numero della Maestria.
Inoltre, la Papessa è contraddistinta da un numero pari, l’Imperatrice, invece, da uno dispari. Viceversa per Imperatore e Papa, che, rispettivamente, avranno un numero pari e un numero dispari rispetto alle loro controparti. Piccoli dettagli, magari insignificanti, ma che possono favorire ulteriori riflessioni.
In una lettura, il Papa rappresenta, quindi, qualcuno all’apice di una struttura abbastanza rigida e formale, disposto a condividere con noi la sua conoscenza e a rivelare quei segreti, quei dettagli, quelle informazioni di cui abbiamo bisogno per procedere, per risolvere una situazione, per aumentare il nostro livello di conoscenza e consapevolezza. È il capo famiglia più anziano, il saggio disposto ad avere dei discepoli, una persona potente e influente che può “aprire le porte”.
Di conseguenza, se tale personaggio esce durante una lettura, abbiamo sempre e comunque bisogno di interpellare questa specifica figura; non è, dunque, carta che incoraggi l’autonomia personale.
Per chi è dedito alla pura divinazione con i Tarocchi, questa Lama, insieme a Imperatore, Imperatrice e Papessa, rappresenta le cosiddette “Carte Personaggio”, che, con caratteristiche specifiche, descrivono il singolo individuo; per questo, spesso, vengono usate come “carte testimone”, ovvero che rappresentano il consultante o la consultante durante la lettura.
Talvolta, siamo noi a possedere le caratteristiche di questo Arcano e, quindi, non dovremo essere noi a rivolgerci a chi ne sa più di noi rispetto a un dato argomento o a una certa situazione, bensì saremo noi ad essere contattati come profondi conoscitori e saremo disposti a condividere ciò che sappiamo con tutti, a prescindere dal loro livello sulla scala gerarchica. La conoscenza, infatti, non è preclusa a chi fa parte di una specifica struttura; starà poi a chi riceverà tali informazioni metterle a frutto e maturarle.
Altro elemento simbolico è la tiara papale indossata, che prende il nome di Triregno, e rappresenta il Pontefice come “Padre dei Re”, “Reggitore del Mondo” e anche “Vicario di Cristo”.
Com’è possibile notare, nonostante si tratti del Quinto Arcano, esso possiede moltissima simbologia connessa al tre. La Lettera Ebraica che la Golde Dawn associa al Papa è la VAV, ovvero la sesta appartenente alle dodici lettere semplici. Essendo la seconda di quest’ultimo gruppo è connessa al segno del Toro, quindi il Papa verrà associato a questo segno di natura terrea.
Il Toro, secondo segno sulla ruota zodiacale, appartiene all’elemento terreo, formandone la Triade insieme a Vergine e Capricorno. Segno d’energia femminile, rappresenta il domicilio notturno di Venere. Appare in cielo quando la stagione primaverile è nel pieno della sua potenza e, di conseguenza, farà parte, insieme a Leone, Scorpione e Acquario dei cosiddetti segni Fissi.
La sua casa, la seconda, è quella del denaro e dei possedimenti, della fortuna personale e dei beni materiali che l’individuo già possiede. Indica la sua capacità di saperli fare fruttare. La Iatromatematica lo fa corrispondere al collo, alla gola, alla tiroide, alle corde vocali, alla bocca e alla parte iniziale dell’apparato digerente. Per altri, l’associazione è con la HE e, dunque, con l’Ariete.
Come al solito, dipende tutto dal sistema che vogliamo prendere come riferimento specifico. Non dimentichiamo, poi, che si tratta di associazioni, collegamenti e parallelismi fatti tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, non abbiamo nessuna fonte ufficiale antica che ci dia la risposta definitiva circa queste connessioni. Si tratta pur sempre di speculazioni, per quanto approfondite.
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Ercole H. Fiandro
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