#Finsubito news – Legge antispreco, quasi 10 miliardi di eccedenze salvate. E ora arriva la piattaforma


Tra il 2016 e il 2025 sono state donate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, per un valore di 9,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono oltre 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate, pari a 423 milioni di euro. Tutto questo per un valore economico complessivo che supera i 10,3 miliardi di euro. Non solo.

A questi numeri si aggiungono le donazioni provenienti da altri settori e relative ad altre categorie di beni, per le quali non è ancora possibile fornire una valorizzazione. Il dato restituisce quindi solo una parte del fenomeno, ma evidenzia notevoli opportunità ancora da sviluppare. Per le aziende emerge che trasformare le eccedenze in valore sociale richiede un percorso strutturato: integrare la donazione nei processi aziendali, individuare gli enti destinatari e organizzare il trasferimento dei beni.

 Sono alcuni dei numeri della ricerca condotta da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, con il sostegno di Fondazione Cariplo, e presentata nel corso di Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese, incontro promosso dalle due organizzazioni in collaborazione con Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore.

I dati restituiscono però solo una parte del fenomeno, perché a questi numeri si devono aggiungere le donazioni provenienti da altri settori e relative ad altre categorie di beni, per le quali non è ancora possibile fornire una valorizzazione. Sono notevoli quindi le opportunità ancora da sviluppare. Per le aziende, trasformare le eccedenze in valore sociale richiede un percorso strutturato: integrare la donazione nei processi aziendali, individuare gli enti destinatari e organizzare il trasferimento dei beni.

L’appuntanento, ospitato nella sala convegni di Intesa Sanpaolo a Milano, ha permesso di fare il punto sui risultati della legge 166/2016 a 10 anni dalla sua entrata in vigore e sulle opportunità ancora da sviluppare.

Nuove prospettive per il recupero di beni ancora utilizzabili

Un momento di riflessione in cui la donazione delle eccedenze è emersa come opportunità per le imprese e come strumento per rafforzare il rapporto con il Terzo settore. A dieci anni dalla legge 166 del 2016, insomma, il sistema delle donazioni guarda oltre i comparti alimentare e farmaceutico, aprendo nuove prospettive per il recupero e la destinazione a fini solidaristici di beni ancora utilizzabili. Una possibilità che interessa un numero crescente di settori produttivi e che richiede strumenti capaci di accompagnare le aziende nella gestione delle donazioni, dalla cessione dei prodotti fino alla loro distribuzione. 

Una piattaforma per facilitare la la destinazione solidale

In questo percorso si inserisce Fondazione Valore, nata nel 2023 per porsi come anello di congiunzione nella catena delle donazioni e come un facilitatore in grado di raccogliere le disponibilità di eccedenze, anche in grandi quantità, e distribuirle nell’intero territorio italiano. 

Il percorso, fa sapere Intesa Sanpaolo, è già avviato ma trova un ulteriore strumento in Hub 166, piattaforma resa disponibile in occasione dell’incontro. Gli enti potranno accreditarsi, consultare i beni progressivamente messi a disposizione e prenotarne il ritiro presso hub centrali o di prossimità. L’obiettivo è rendere più agevole, anche sul piano operativo, la destinazione solidale delle eccedenze aziendali. 

eccedenze antispreco
I relatori dell’evento “Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese”

Con la legge 166 le eccedenze sono risorse

«A dieci anni dalla sua entrata in vigore», spiega Maria Chiara Gadda, che della legge 166/2016 è stata la prima firmataria, «possiamo affermare anzitutto che la legge 166 ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali, sono soluzioni per chi produce, vende, somministra».

La legge, chiarisce, «consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo settore. I dati dimostrano che ancora molto si può fare, soprattutto per i beni diversi da alimenti e farmaci».

Così la solidarietà si traduce in interventi concreti e duraturi

La legge, argomenta Paolo Bonassi, chief social impact officer di Intesa Sanpaolo, «in questi dieci anni ha dimostrato che ciò che nasce come eccedenza può diventare una risorsa di grande valore per le persone e le comunità. Per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, questa visione si lega alla scelta di fare dell’impegno sociale una componente etica e strategica del proprio ruolo. Sostenere iniziative come quella di oggi significa contribuire a creare connessioni tra imprese, Terzo settore e territori, affinché la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile». 

Le eccedenze rimettono in circolo le risorse

Per Gabriele Sepio, presidente Fondazione Valore, la sfida oggi è «trasformare le opportunità offerte dalla normativa in pratiche sempre più diffuse e strutturate all’interno delle imprese. Donare le eccedenze», puntualizza, «non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico, sociale e ambientale. È in questa prospettiva che opera Fondazione Valore, con l’obiettivo di rendere la donazione un processo semplice, accessibile e sostenibile, rafforzando il collegamento tra il mondo profit e gli enti del Terzo settore».

A proposito dell’incontro Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese, dice: «Ha segnato un passo concreto in questa direzione, anche con la presentazione di Hub 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore, pensata per facilitare l’incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività. Uno strumento che punta ad ampliare la partecipazione delle imprese e a contribuire alla costruzione di un modello di economia circolare e sociale sempre più inclusivo e strutturato».

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Le imprese e il valore delle eccedenze, i numeri

Il peso delle imprese è confermato proprio dagli altri numeri dell’indagine, tuttora in corso, che ha coinvolto 623 enti del Terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione delle eccedenze. L’81,2% degli enti che hanno risposto alla domanda sulla provenienza dei beni riceve prodotti donati dalle aziende, mentre il 66% delle organizzazioni coinvolte raccoglie due o tre tipologie di beni, dagli alimenti ai farmaci fino ad altri prodotti non alimentari e non sanitari. Un’attività che richiede rapporti stabili tra imprese ed enti, soprattutto quando le donazioni riguardano categorie di prodotti differenti.

Dalla ricerca emergono anche le condizioni per ampliare il ricorso alle donazioni. Il 65,9% degli enti indica tra le priorità maggiori benefici e incentivi per le aziende donatrici, il 71,7% una più ampia informazione sulle opportunità offerte dalla legge 166 e il 69,5% facilitazioni per chi riceve e distribuisce i beni. Accanto a queste richieste, il 44,3% segnala la necessità di hub locali di stoccaggio e il 36,5% auspica meccanismi che favoriscano la donazione di servizi logistici da parte delle imprese. Il tema, dunque, non riguarda soltanto gli incentivi, ma anche l’organizzazione concreta della filiera.

In 10 anni la cultura del recupero e della donazione è cresciuta

Su questo aspetto, Luigi Bobba, presidente Fondazione Terzjus, ha aggiunto: «Questa prima rilevazione, frutto dell’indagine ancora in corso realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato, che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell’ultimo decennio».

La sfida per Bobba «ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali, nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni».

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In apertura foto di Alexander Schimmeck per Unsplash. Nel testo foto di ufficio stampa Intesa Sanpaolo

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